La Corte di Cassazione ha confermato la legittimità dell'espulsione dello straniero condannato per traffico di stupefacenti, anche in caso di patteggiamento. La difesa sosteneva che l'imputato, titolare di una società, non fosse socialmente pericoloso. I giudici hanno però stabilito che la titolarità di un'impresa è irrilevante se, come in questo caso, non produce reddito e la persona vive stabilmente dei proventi del crimine. La detenzione di un'enorme quantità di droga (oltre 8.600 dosi) è stata considerata prova sufficiente del suo stabile inserimento nel narcotraffico e, quindi, della sua pericolosità sociale, giustificando pienamente la misura di sicurezza dell'espulsione.
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