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Inadempimento Del Contratto Preliminare

6 provvedimenti applicano questo termine

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Inadempimento del contratto preliminare e difformità catastale
Una promissaria acquirente stipula un accordo per comprare due unità abitative catastalmente distinte. Il promittente venditore offre invece il trasferimento di un unico immobile accorpato. La donna agisce in giudizio per far dichiarare l'inadempimento del contratto preliminare e ottenere il doppio della caparra. La Corte d'Appello respinge la richiesta sostenendo che la compratrice non ha provato i costi per ripristinare il frazionamento. La Corte di Cassazione ribalta la decisione e accoglie il ricorso dell'acquirente. I giudici supremi chiariscono che l'onere di dimostrare la corretta esecuzione della prestazione o l'impossibilità oggettiva spetta al debitore venditore. Inoltre, comprare due unità indipendenti assicura un interesse economico e funzionale maggiore rispetto a un immobile unico, configurando un inadempimento grave.
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Inadempimento del contratto preliminare: scontro tra contraenti
Un Acquirente e una Venditrice firmano un accordo per la compravendita di un immobile. A causa di disaccordi sulla data del rogito e sul notaio, sorge una lite. L'Acquirente chiede prima il trasferimento forzato e poi la risoluzione del contratto. La Corte d'Appello addebita l'inadempimento del contratto preliminare alla sola Venditrice. La Cassazione, tuttavia, accoglie il ricorso di quest'ultima. I giudici stabiliscono che il tribunale deve compiere una valutazione comparativa e unitaria del comportamento di entrambe le parti, verificando chi abbia violato la buona fede contrattuale. La Cassazione rileva anche l'omessa pronuncia sulla cancellazione della trascrizione della domanda giudiziale ormai abbandonata dall'Acquirente. La sentenza viene cassata con rinvio.
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Inadempimento del contratto preliminare: risarcimento dell’IMU
Una promittente venditrice ha citato in giudizio la promittente acquirente per l'inadempimento del contratto preliminare di vendita di un immobile. Nonostante un successivo accordo con un terzo acquirente, la prima acquirente non ha completato l'acquisto. Il Tribunale ha disposto il trasferimento della proprietà condizionato al pagamento del prezzo e ha condannato l'acquirente al risarcimento dei danni, quantificati anche nelle imposte IMU pagate dalla venditrice a causa del ritardo. La Corte d'Appello ha confermato la decisione. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso dell'acquirente, stabilendo che il mancato acquisto dell'immobile obbliga l'acquirente inadempiente a risarcire le tasse sulla casa (IMU) pagate dal proprietario durante il periodo di blocco, in quanto danno diretto dell'inadempimento.
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Inadempimento del contratto preliminare: la casa non è abitabile
Un acquirente ha firmato un contratto preliminare per l'acquisto di un immobile che i venditori dichiaravano abusivo ma sanabile. Successivamente è emerso che la sanatoria era stata richiesta per uso sanitario e che il Comune non consentiva il cambio di destinazione d'uso a civile abitazione, trovandosi l'immobile in zona agricola. L'acquirente ha quindi chiesto la risoluzione del contratto per inadempimento del contratto preliminare. Il Tribunale e la Corte d'Appello hanno dato ragione all'acquirente, condannando i venditori a restituire la caparra. La Corte di Cassazione ha confermato la decisione, rigettando il ricorso del venditore e condannandolo anche per abuso del processo a causa dell'insistenza in un ricorso palesemente infondato.
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Vende casa a due persone: grave inadempimento del contratto preliminare
Un promittente venditore, dopo aver firmato un contratto preliminare, vende l'immobile a un'altra persona, rendendo impossibile la stipula del rogito definitivo. La Corte di Cassazione ha stabilito che tale condotta costituisce un grave e decisivo inadempimento del contratto preliminare. Non si tratta di una risoluzione consensuale, ma di una chiara violazione degli obblighi da parte del venditore. La scelta del promissario acquirente di cercare un altro immobile è solo una conseguenza di tale illecito. La Corte ha quindi annullato la precedente sentenza, riconoscendo la responsabilità del venditore e rinviando il caso per una nuova valutazione del risarcimento del danno.
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Inadempimento del contratto preliminare: chi perde la caparra?
La controversia nasce da un contratto per l'acquisto di un appartamento. Il promissario acquirente lamentava il mancato rilascio di una pertinenza e la mancata consegna di documenti per il mutuo, chiedendo il recesso e il doppio della caparra. I venditori eccepivano l'inadempimento del contratto preliminare da parte dell'acquirente, il quale non aveva comunicato i dati del notaio né ottenuto il mutuo. Sebbene il Tribunale avesse inizialmente dato ragione all'acquirente, la Corte d'Appello ha ribaltato il verdetto, individuando nel comportamento procrastinatorio dell'acquirente la causa principale della mancata vendita. La Corte di Cassazione ha confermato questa decisione, stabilendo che il giudice deve operare una valutazione comparativa delle condotte per determinare quale inadempimento sia prevalente e determinante per la rottura del contratto.
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