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Inadempimento Contrattuale

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249 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Docente a termine: la prescrizione crediti retributivi è quinquennale
La Corte di Cassazione ha affrontato il caso di una docente assunta con contratti a termine e poi stabilizzata, che chiedeva la ricostruzione della carriera e il pagamento di differenze salariali per discriminazione. I giudici di merito avevano applicato la prescrizione decennale, qualificando la domanda come inadempimento contrattuale. La Cassazione, invece, ha stabilito che le pretese retributive derivanti da discriminazione nel pubblico impiego contrattualizzato sono soggette alla prescrizione crediti retributivi quinquennale, non a quella decennale. Ha quindi cassato la sentenza e rinviato il caso per un nuovo esame.
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Responsabilità del notaio: Ricorso per revocazione dichiarato inammissibile
Una Società aveva affittato un ramo d'azienda ma il Concedente non aveva pagato due rate del canone. La Società ha chiesto la risoluzione del contratto e il risarcimento dei danni, coinvolgendo anche il Notaio che aveva redatto l'atto, ritenendolo responsabile per una stesura non diligente che avrebbe impedito le necessarie autorizzazioni. Dopo vari gradi di giudizio, la Corte di Cassazione aveva rigettato il ricorso della Società. Questa ha presentato un ricorso per revocazione, lamentando errori di fatto nella precedente decisione. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso per revocazione inammissibile, ribadendo che gli errori denunciati erano errori di diritto, non di fatto, e ha condannato la Società al pagamento delle spese legali. La Responsabilità del notaio non è stata riconosciuta in questa fase.
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Foro competente per inadempimento contrattuale: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha esaminato il caso di un'Azienda Fornitrice condannata a risarcire danni a un'Azienda Cliente per vizi in un macchinario. L'Azienda Fornitrice ha contestato la decisione, sollevando questioni sul foro competente per inadempimento contrattuale e sulla valutazione delle prove. La Cassazione ha ribadito che il foro competente per il risarcimento danni da inadempimento contrattuale è il luogo dove l'obbligazione doveva essere eseguita. Ha inoltre confermato la discrezionalità del giudice nella scelta di non ricorrere a una consulenza tecnica d'ufficio e ha precisato che le fatture hanno valore indiziario. Il ricorso è stato rigettato, confermando la condanna al risarcimento.
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Risarcimento danni preliminare immobile: calcolo e tutele
Un acquirente firma un contratto preliminare per un garage e versa un acconto. Il venditore non realizza l'immobile a causa del mancato rilascio della concessione edilizia. L'acquirente richiede quindi lo scioglimento dell'accordo e il risarcimento danni preliminare immobile. L'erede del venditore sostiene l'assenza di colpa per l'ostacolo amministrativo. La Corte di Cassazione rigetta sia il ricorso dell'erede sia quello dell'acquirente. I giudici stabiliscono che il venditore deve provare la non imputabilità dell'ostacolo. Il risarcimento ammonta alla differenza tra il valore di mercato dell'immobile al momento della domanda giudiziale e il prezzo pattuito rivalutato.
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Inadempimento contrattuale: la prova mancata costa il risarcimento
Un Lavoratore ha citato in giudizio un'Azienda Vivaistica per un presunto inadempimento contrattuale. Il Lavoratore sosteneva di aver consegnato 80.000 cigli di carciofi per la coltivazione, ma di averne ricevuti indietro solo 19.800, chiedendo il risarcimento per mancato guadagno. L'Azienda ha replicato di aver ricevuto meno cigli e che la differenza era dovuta a fallanza naturale, chiedendo il pagamento delle piantine ritirate. I giudici di merito hanno rigettato la domanda del Lavoratore, accogliendo quella dell'Azienda, poiché il Lavoratore non aveva fornito prova certa della consegna degli 80.000 cigli. La Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso del Lavoratore, ribadendo che le censure miravano a una rivalutazione dei fatti, non consentita in sede di legittimità, e che la motivazione della sentenza era adeguata.
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Decorrenza Termini Impugnazione: Cassazione Chiarisce Date Contrastanti
Un'attività commerciale ha ottenuto un risarcimento da un Gestore Idrico per inadempimento contrattuale (acqua contaminata). Il Gestore ha appellato, ma il Tribunale ha dichiarato l'appello tardivo, considerando come data di riferimento per la **decorrenza termini impugnazione** quella del deposito della minuta (18/11/2014) anziché quella di pubblicazione (27/11/2014). La Cassazione, accogliendo il ricorso del Gestore, ha stabilito che in caso di date divergenti, la data di riferimento è quella di effettiva pubblicazione e inserimento nell'elenco cronologico, tutelando l'affidamento della parte. La sentenza è stata cassata con rinvio.
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Contratto preliminare di permuta: Cassazione annulla trasferimento coattivo
Un Proprietario ha ceduto un terreno a un Costruttore in cambio di future unità immobiliari, tramite un Contratto preliminare di permuta. Il Costruttore non ha ultimato i lavori né stipulato il contratto definitivo. Il Tribunale ha dichiarato l'inadempimento del Costruttore, disponendo il trasferimento coattivo degli immobili e condannandolo al risarcimento. La Corte d'Appello ha confermato. La Cassazione, invece, ha accolto il ricorso del Costruttore. Ha ritenuto che la Corte d'Appello non abbia correttamente qualificato il contratto come Contratto preliminare di permuta anziché vendita di cosa futura, rinviando la causa per una nuova valutazione della natura dell'accordo e delle conseguenze dell'inadempimento.
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Responsabilità dell’appaltatore: vizi senza danni provati
I committenti di un lavoro di ristrutturazione rifiutano di pagare la parcella del professionista. Gli immobili presentano elementi differenti rispetto al progetto originario. I proprietari chiedono il risarcimento danni invocando la responsabilità dell'appaltatore e del direttore dei lavori, sostenendo di aver eseguito spese per il consolidamento dei solai. I giudici respingono la domanda dei proprietari. Le perizie peritali dimostrano che l'immobile è del tutto idoneo all'uso e privo di pericoli strutturali. Inoltre, i committenti non forniscono alcuna prova contabile delle spese sostenute per le presunte riparazioni. La Corte di Cassazione conferma la decisione. Chi richiede il risarcimento del danno deve dimostrare con precisione sia l'effettivo pregiudizio sia le spese affrontate.
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Rimborso tariffa depurazione acque: la Regione paga per impianti inattivi
Un gruppo di utenti ha richiesto il rimborso della tariffa di depurazione acque, pagata nonostante gli impianti fossero inattivi. L'Azienda Speciale, gestore del servizio idrico, è stata condannata a restituire le somme e ha poi chiesto alla Regione, proprietaria degli impianti, di essere manlevata (risarcita). La Regione ha contestato questa richiesta, sostenendo di non aver ricevuto direttamente le somme e di non avere responsabilità. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso della Regione, confermando la sua responsabilità. Ha stabilito che la Regione, in quanto proprietaria degli impianti non funzionanti, ha contribuito all'inadempimento contrattuale del gestore, giustificando così il diritto al rimborso della tariffa di depurazione acque e alla manleva.
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Mancato Conferimento Incarichi Dirigenziali: Danno o Nullità?
Una Lavoratrice, dirigente presso un Ministero, ha contestato il mancato conferimento incarichi dirigenziali, sostenendo di essere stata illegittimamente esclusa da diverse posizioni. I giudici di merito hanno respinto le sue richieste. La Corte di Cassazione ha confermato che il conferimento incarichi dirigenziali da parte della Pubblica Amministrazione è un atto di natura negoziale, soggetto ai principi di correttezza e buona fede. La violazione di tali principi, come la mancanza di adeguata motivazione o criteri di selezione, configura un inadempimento contrattuale che può generare un risarcimento per perdita di chance. Tuttavia, non comporta la nullità dell'incarico. La Lavoratrice non ha fornito la prova di una significativa probabilità di ottenere l'incarico, e per questo il suo ricorso è stato rigettato.
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Revocazione Sentenza: Nuove Foto Irrelevanti per Vizi dell’Opera Edile
Un Committente ha cercato di ottenere la Revocazione della sentenza d'appello che aveva respinto la sua richiesta di risarcimento danni per vizi e difetti in un'opera edile. Il Committente ha presentato nuove fotografie, sostenendo che dimostravano l'inesistenza di alcune opere al momento della cessazione del contratto con l'Appaltatore, e ha lamentato una errata interpretazione della CTU sui danni strutturali. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso. Ha stabilito che le nuove prove erano irrilevanti perché scattate dopo l'intervento di un'altra ditta, rendendo impossibile attribuire la responsabilità. Ha inoltre chiarito che le contestazioni sull'interpretazione della CTU o su presunte omissioni del giudice non rientrano nei motivi per la Revocazione della sentenza, ma semmai in un ricorso ordinario in Cassazione.
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Acqua non potabile: la Giurisdizione Ordinaria decide su danni e responsabilità
Un Gestore del Servizio Idrico ha fornito acqua non potabile, scatenando una causa per risarcimento danni da parte degli Utenti. La Corte di Cassazione ha chiarito importanti aspetti sulla Giurisdizione Ordinaria. Ha stabilito che il giudice ordinario è competente per le richieste di risarcimento degli Utenti e per la domanda di manleva del Gestore contro l'Ente Regionale, responsabile delle infrastrutture. La Corte ha anche annullato una parte della condanna precedente perché superava i limiti di valore richiesti dagli Utenti, violando la clausola di contenimento.
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Liquidazione equitativa del danno: Ristoratore vince contro Operatore
Un'azienda di ristorazione ha subito disservizi telefonici e POS da parte di un operatore, causando danni economici e d'immagine. Il contratto è stato risolto per inadempimento dell'operatore. Il giudice di appello ha riconosciuto l'esistenza del danno ma ha negato il risarcimento per mancanza di prova sulla quantificazione. La Cassazione ha accolto il ricorso del ristoratore. Ha ribadito che la Liquidazione equitativa del danno è possibile anche con difficoltà di prova dell'ammontare, purché l'esistenza del danno sia certa e vi sia un quadro probatorio sufficiente. La Corte ha condannato l'operatore telefonico a risarcire l'azienda per danni patrimoniali e non patrimoniali, oltre alle spese legali.
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Inadempimento contrattuale vigilanza: furti subiti e risarcimento
Un istituto di vigilanza privata impugna la sentenza che lo condanna a risarcire i danni subiti da una società cliente a causa di ripetuti furti notturni. La società contestava l'interpretazione del contratto, sostenendo di non essere tenuta a un controllo continuo ma soltanto a un numero limitato di passaggi. La Corte di Cassazione dichiara il ricorso inammissibile. I giudici confermano l'inadempimento contrattuale vigilanza poiché la vigilanza è stata svolta con superficialità: le guardie accedevano all'interno dei fabbricati solo in presenza di segni evidenti di scasso, invece di eseguire le ispezioni interne concordate. Inoltre, diversi episodi criminosi non erano stati né denunciati né segnalati dall'istituto. La Suprema Corte ribadisce che la valutazione delle prove spetta ai giudici di merito e rigetta le doglianze della società di vigilanza.
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Inadempimento Professionale: Il Cliente Non Paga, la Cassazione Convalida
Un professionista ha chiesto il pagamento di compensi tramite decreto ingiuntivo. Il cliente si è opposto, contestando un grave inadempimento professionale del professionista, accusandolo di errori e omissioni. I giudici di merito hanno revocato il decreto ingiuntivo, ritenendo fondata l'eccezione di inadempimento del cliente a causa della negligenza del professionista. La Corte di Cassazione ha confermato questa decisione. Ha stabilito che il grave inadempimento professionale del professionista giustificava il mancato pagamento. Il professionista non ha dimostrato di aver svolto diligentemente l'incarico. Il ricorso è stato respinto.
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Valutazione Comparativa Incarichi Pubblici: L’Ente si Auto-Vincola e Deve Rispettare
L'Ente Locale ha conferito un incarico di reggenza senza effettuare la valutazione comparativa incarichi pubblici promessa nell'interpello. L'Impiegata, esclusa, ha contestato questa decisione. La Corte d'Appello aveva rigettato la sua domanda, ritenendo l'incarico temporaneo non soggetto a tale obbligo. La Cassazione ha invece accolto il ricorso dell'Impiegata. Ha stabilito che l'Ente Locale, avendo inserito la clausola di comparazione nell'interpello (che vale come offerta al pubblico), si era auto-vincolato a rispettarla. La mancata valutazione comparativa costituisce inadempimento contrattuale. La causa tornerà alla Corte d'Appello per un nuovo esame.
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Bonifico domiciliato pagato all’estraneo: chi risponde
Una compagnia assicurativa dispone un bonifico domiciliato per risarcire un terzo danneggiato. L'intermediario postale eroga però la somma a una persona sconosciuta e diversa dal reale avente diritto. La società ordinante è costretta a pagare una seconda volta il vero creditore e cita l'ente postale per ottenere il risarcimento del danno da inadempimento contrattuale. Dopo l'accoglimento della domanda in primo grado e il successivo rigetto in appello, la vicenda giunge davanti alla Corte di Cassazione. I giudici di legittimità qualificano il problema della verifica dell'identità del beneficiario come questione di massimo rilievo nomofilattico e rinviano la trattazione della causa alla pubblica udienza.
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Contratto preliminare condizionato: nessun risarcimento
I comproprietari di un terreno stipulano un contratto preliminare condizionato con una società costruttrice per la vendita dell'immobile. L'efficacia della stipula definitiva dipende dal rilascio del permesso di costruire. Poiché il Comune non concede il titolo edilizio, il rogito non viene concluso. Uno dei proprietari agisce in giudizio anche a nome della sorella per chiedere i danni da mancata vendita e il rimborso delle imposte pagate. La società costruttrice eccepisce l'assenza di colpa per il mancato avveramento della condizione. La Corte di Cassazione respinge integralmente il ricorso dei venditori. I giudici confermano che il mancato rilascio del permesso esclude ogni inadempimento contrattuale. Inoltre, la procura generica non conferisce la rappresentanza processuale per agire in giudizio.
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Valutazione Inadempimento Contrattuale: Ricorso Respinto in Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso presentato da una parte contro la sentenza della Corte d'Appello. La parte lamentava una errata valutazione dell'inadempimento contrattuale e la mancata considerazione di una proposta di accordo. La Suprema Corte ha chiarito che la valutazione dell'importanza dell'inadempimento è una questione di fatto, di competenza del giudice di merito. Inoltre, la disponibilità a una composizione bonaria non è un fatto decisivo. Di conseguenza, il ricorso è stato respinto, e la ricorrente dovrà versare un ulteriore contributo unificato.
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Ritardo Aereo Internazionale: Confermata la Giurisdizione del Giudice Italiano
La Corte di Cassazione ha confermato la `giurisdizione del giudice italiano` in una causa di risarcimento danni per ritardo aereo. Alcuni passeggeri avevano chiesto un risarcimento a una compagnia aerea russa per un volo in ritardo da Monaco a Sochi. La compagnia aveva contestato la competenza dei tribunali italiani. La Cassazione ha chiarito che, trattandosi di una domanda di risarcimento per inadempimento contrattuale e non di una semplice compensazione pecuniaria, la competenza si determina secondo la Convenzione di Montreal. Questa Convenzione permette ai passeggeri di agire nel luogo dove la compagnia ha un'organizzazione o dove il biglietto è stato acquistato online. Il ricorso della compagnia è stato rigettato, confermando la decisione dei giudici precedenti.
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