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30 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Accertamento sintetico: no retroattività nuove norme
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 4822/2024, ha stabilito un principio chiave in materia di accertamento sintetico. Il caso riguardava un avviso di accertamento per gli anni 2007-2008, in cui i giudici di merito avevano applicato retroattivamente la riforma del 2010, più favorevole al contribuente. La Suprema Corte ha accolto il ricorso dell'Agenzia delle Entrate, chiarendo che le nuove norme sull'accertamento sintetico (redditometro) non hanno efficacia retroattiva e si applicano solo a partire dal periodo d'imposta 2009. Per gli anni precedenti, resta valida la vecchia disciplina che presumeva la spesa per incrementi patrimoniali sostenuta con redditi conseguiti nell'anno e nei quattro precedenti.
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Ius superveniens sanzioni: Revoca della Cassazione
Una società contribuente, dopo aver ricevuto una sentenza sfavorevole dalla Cassazione in materia di sanzioni per fatture inesistenti, ha ottenuto la revoca della stessa decisione. La Corte ha ammesso di aver commesso un errore di fatto, ignorando una memoria difensiva che chiedeva l'applicazione dello ius superveniens sanzioni, ovvero una legge successiva più favorevole. L'ordinanza analizzata accoglie il ricorso per revocazione, cassa parzialmente la sentenza precedente e rinvia il caso alla Corte di giustizia tributaria per rideterminare le sanzioni alla luce della normativa più mite.
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Confisca obbligatoria: va applicata nel patteggiamento
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 6854/2024, ha stabilito che la confisca obbligatoria del profitto del reato deve essere sempre disposta in caso di condanna per omesso versamento di IVA, anche quando la pena viene applicata su richiesta delle parti (patteggiamento). La Corte ha annullato una sentenza di primo grado che, pur condannando gli amministratori di una società, aveva omesso di ordinare la confisca di oltre un milione di euro. Secondo i giudici, l'omissione di tale misura costituisce un'illegalità della pena che giustifica il ricorso in Cassazione.
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Notifica al difensore: quando sana la nullità?
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso basato su un presunto vizio di notifica. La Corte stabilisce che la notifica al difensore di fiducia del decreto di citazione, anche se non eseguita al domicilio dell'imputato, sana ogni potenziale nullità se il legale è presente in udienza e non solleva eccezioni, dimostrando che il diritto di difesa è stato garantito.
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Vizio di ultrapetizione: limiti alla decisione del Giudice
La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso di un ente previdenziale, annullando parzialmente una sentenza della Corte d'Appello. Quest'ultima aveva riconosciuto a un lavoratore un beneficio per esposizione ad amianto per un periodo più lungo di quello richiesto. La Cassazione ha ravvisato un vizio di ultrapetizione, limitando il beneficio al periodo originariamente domandato e riaffermando il principio di corrispondenza tra chiesto e pronunciato.
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Rimborso tributi sisma: quando spetta la restituzione
Una società colpita dal terremoto in Abruzzo ha richiesto il rimborso per le imposte versate in eccesso rispetto alla soglia del 40% fissata da una legge successiva. La Corte di Cassazione ha stabilito che il diritto al rimborso tributi sisma per le imposte dirette (IRES e IRAP) sussiste, ma è condizionato al rispetto delle normative europee sugli aiuti di Stato. Ha invece escluso il rimborso per l'IVA. La sentenza del giudice di merito è stata quindi parzialmente annullata con rinvio.
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Responsabilità contribuente: commercialista e sanzioni
Un professionista non ha presentato la dichiarazione dei redditi per conto del proprio cliente, un avvocato. L'Agenzia delle Entrate ha emesso un avviso di accertamento basato su una ricostruzione induttiva del reddito. La Corte di Cassazione ha confermato che la responsabilità contribuente sussiste anche se l'omissione è dovuta a colpa del commercialista, a meno che il cliente non dimostri di aver esercitato un'adeguata vigilanza. Le sanzioni sono state confermate, poiché la semplice denuncia del commercialista non è sufficiente a dimostrare l'assenza di colpa.
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Liquidazione spese legali: il minimo inderogabile
Un pensionato ha ottenuto la riliquidazione della propria pensione ma il giudice d'appello gli ha riconosciuto spese legali irrisorie. La Corte di Cassazione ha accolto il suo ricorso, stabilendo che la liquidazione spese legali non può scendere al di sotto dei minimi tariffari previsti dal D.M. 55/2014 senza una specifica motivazione, annullando su questo punto la sentenza e rinviando per una nuova determinazione.
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Esonero spese legali: la Cassazione chiarisce
Un cittadino ha impugnato una decisione che lo condannava al pagamento delle spese di consulenza tecnica. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso, stabilendo che una corretta autodichiarazione per l'esonero spese legali, ritualmente depositata, è valida ed efficace. Il Tribunale aveva errato nel considerare un documento diverso e non pertinente. Di conseguenza, la Corte ha annullato la condanna e posto le spese a carico dell'ente previdenziale.
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Dichiarazione di esonero: i requisiti secondo la Cassazione
Una recente ordinanza della Corte di Cassazione stabilisce che, ai fini della dichiarazione di esonero dalle spese di lite nei giudizi previdenziali, non è necessario specificare l'importo numerico del reddito. È sufficiente che il cittadino dichiari di rientrare nei limiti di legge, firmando personalmente l'autodichiarazione. La Corte ha accolto il ricorso di una cittadina, la cui dichiarazione era stata rigettata in appello per mancanza di dettagli, riaffermando il principio di semplificazione dell'accesso alla giustizia.
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