Un padre viene condannato per aver coltivato, in concorso con il figlio, cinque piante di marijuana nel giardino di casa. La Corte di Cassazione, pur respingendo la tesi difensiva della coltivazione domestica per uso personale a causa delle dimensioni delle piante e delle tecniche avanzate di irrigazione, ha annullato la sentenza di condanna. La decisione finale si basa sull'estinzione del reato per prescrizione, essendo trascorso il tempo massimo previsto dalla legge per la sua punibilità.
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