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Impugnazione Contratto A Termine

6 provvedimenti applicano questo termine

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Impugnazione contratto a termine: no a nuove accuse in Cassazione
Un operatore ecologico ha contestato la legittimità di due contratti a tempo determinato stipulati con l'Azienda datrice di lavoro, chiedendone la nullità e lamentando la violazione del diritto di precedenza. Dopo il rigetto nei gradi di merito, il lavoratore ha proposto ricorso in Cassazione. In sede di legittimità, la difesa del dipendente ha introdotto un nuovo argomento relativo all'abusiva reiterazione di contratti per far fronte a carenze strutturali dell'organico. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso per violazione del divieto di presentare motivi nuovi. L'impugnazione contratto a termine non può fondarsi su argomenti e fatti mai introdotti all'inizio della causa. La Suprema Corte ha confermato la vittoria dell'Azienda e condannato il lavoratore al pagamento delle spese di lite e del doppio contributo unificato.
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Impugnazione contratto a termine: abuso e decadenza
Una lavoratrice ha contestato la successione di molteplici contratti a tempo determinato stipulati con una fondazione teatrale, sostenendo l'esistenza di un abuso e chiedendo la conversione del rapporto a tempo indeterminato. I giudici di merito hanno tuttavia rilevato che le parti avevano firmato specifici accordi conciliativi e che la lavoratrice era incorsa nella decadenza per non aver tempestivamente azionato l'impugnazione contratto a termine relativo al periodo contestato. La Corte di Cassazione ha confermato integralmente le pronunce precedenti, respingendo il ricorso della dipendente e ribadendo che i termini stringenti di decadenza operano a tutela della certezza dei rapporti giuridici, impedendo contestazioni tardive su contratti ormai consolidati e definiti tramite accordi conciliativi.
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Impugnazione contratto a termine: la legge nuova vale sul passato?
Una lavoratrice ha contestato la validità di due contratti a termine scaduti nel 1999, chiedendo la conversione in un rapporto a tempo indeterminato. La Cassazione ha respinto il ricorso, stabilendo che il termine per l'impugnazione contratto a termine, introdotto dalla legge del 2010, si applica anche ai contratti conclusi prima della sua entrata in vigore. L'azione della lavoratrice è stata quindi considerata tardiva e dichiarata inammissibile. La Corte ha confermato che la nuova e più restrittiva disciplina sui termini di decadenza ha efficacia anche sul passato.
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Impugnazione contratto a termine: la Cassazione decide
La Cassazione rigetta il ricorso di un'azienda, confermando l'illegittimità di un licenziamento disciplinare e la nullità di un contratto a tempo determinato. La Corte chiarisce che l'impugnazione del contratto a termine era tempestiva grazie a un differimento legislativo dei termini di decadenza. Inoltre, ribadisce che le motivazioni per un contratto a termine devono essere specifiche e che il lavoratore ha sempre diritto a un'audizione orale se richiesta, anche a fronte di un invito a difendersi solo per iscritto.
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Impugnazione contratto a termine: la Cassazione decide
Una lavoratrice, dopo una lunga serie di contratti a termine con una pubblica amministrazione, ha agito in giudizio per ottenere il risarcimento del danno da reiterazione abusiva. Sebbene vittoriosa in primo grado, la sua domanda è stata dichiarata inammissibile in appello e in Cassazione. Il motivo è stato il mancato rispetto del termine di decadenza per l'impugnazione contratto a termine. La Suprema Corte ha precisato che per contestare la successione illecita di contratti è necessario impugnare almeno l'ultimo rapporto entro i termini di legge, cosa che nel caso di specie non era avvenuta.
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Impugnazione contratto a termine: i termini corretti
Un lavoratore, danzatore presso una Fondazione, ha effettuato una impugnazione contratto a termine per una serie di contratti reiterati. La Cassazione chiarisce che, dopo la richiesta di conciliazione non accettata dal datore di lavoro entro 20 giorni, decorre un nuovo e autonomo termine di 60 giorni per depositare il ricorso in tribunale, annullando la decisione dei giudici di merito che avevano erroneamente dichiarato la decadenza.
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