Un ente locale e una società di gestione aeroportuale hanno espropriato parte dei terreni di un'impresa edile per costruire un polo logistico intermodale. La pubblica amministrazione ha quantificato una somma ritenuta insufficiente dalla società proprietaria, la quale ha agito in tribunale. I giudici territoriali hanno rideterminato l'indennità di esproprio a favore dell'impresa, respingendo la richiesta degli enti di decurtare l'importo. Secondo gli enti, la futura opera pubblica avrebbe aumentato il valore dei terreni rimasti al privato. L'amministrazione e la società aeroportuale hanno impugnato la pronuncia davanti alla Corte di Cassazione. La Suprema Corte ha confermato la decisione precedente e ha rigettato i ricorsi. I giudici hanno chiarito che i presunti vantaggi futuri non possono ridurre l'indennizzo se risultano generici, incerti o non quantificabili con precisione oggettiva.
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