La Corte di Cassazione ha stabilito che il furto di energia elettrica tramite manomissione del contatore è un reato aggravato. Secondo la Corte, l'energia elettrica mantiene la sua natura di bene destinato a un pubblico servizio anche quando raggiunge il contatore dell'utente finale. Di conseguenza, la sottrazione tramite alterazione del misuratore integra l'aggravante di cui all'art. 625 n. 7 c.p., rendendo il reato procedibile d'ufficio e non soggetto alla necessità di querela, anche alla luce della Riforma Cartabia. La sentenza di primo grado, che aveva escluso l'aggravante, è stata annullata con rinvio.
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