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Impegno Di Spesa

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45 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Obbligazione ex lege ente locale e impegno di spesa
Un consorzio di riabilitazione ha citato in giudizio un Comune per il pagamento di servizi di trasporto per persone con disabilità, sostenendo che si trattasse di un'obbligazione ex lege. La Corte di Cassazione, con l'ordinanza in esame, ha respinto il ricorso, stabilendo che anche una obbligazione ex lege a carico di un ente locale necessita del rispetto delle norme di contabilità pubblica. Per la validità del pagamento è indispensabile un formale impegno di spesa, in assenza del quale la responsabilità ricade sul funzionario che ha autorizzato la spesa e non sull'ente.
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Compenso Avvocato Ente Pubblico: Il Requisito
Una professionista legale stipula un accordo quadro con un Comune per la difesa in un numero definito di giudizi. Per gli incarichi aggiuntivi, l'ente nega il pagamento a causa della mancanza di un formale impegno di spesa. La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 12164/2024, chiarisce un principio fondamentale: la validità del contratto di mandato è un presupposto distinto e precedente rispetto alla regolarità contabile. La mancanza dell'impegno di spesa non invalida automaticamente il contratto. La Corte ha quindi cassato la decisione precedente, rinviando la causa al Tribunale per verificare, prima di tutto, l'effettivo conferimento degli incarichi specifici, requisito essenziale per richiedere il compenso dell'avvocato all'ente pubblico.
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Copertura finanziaria: nullità del contratto d’appalto
La Corte di Cassazione ha confermato la nullità di un contratto d'appalto tra un'impresa edile e un Comune. La causa è la mancanza di una reale copertura finanziaria, poiché il Comune si basava su un finanziamento regionale non interamente erogato. La sentenza ribadisce che la copertura deve essere effettiva e non virtuale o condizionata a eventi futuri incerti.
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Impegno di spesa: quando si applica ai contratti PA
Un professionista ha eseguito un progetto per un Comune in base a una delibera del 1989. Il Comune ha rifiutato il pagamento per la mancanza di un formale impegno di spesa ai sensi del D.L. 66/1989. La Cassazione ha stabilito che, poiché la prestazione è stata eseguita prima dell'entrata in vigore della legge, le sue norme più stringenti non sono applicabili. Il caso è stato rinviato per una nuova valutazione secondo la normativa precedente.
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Impegno di spesa: nullo il contratto senza copertura
La Corte di Cassazione ha annullato una decisione che ammetteva una compensazione contro un Comune in un procedimento fallimentare. La Corte ha stabilito che un presunto controcredito derivante da lavori e forniture non può essere valido senza la prova di un formale impegno di spesa con copertura finanziaria da parte dell'ente locale. L'assenza di tale impegno rende l'obbligazione radicalmente nulla, impedendo qualsiasi compensazione.
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Delibera comunale invalida: la Cassazione decide
Un dipendente pubblico si oppone a un'ingiunzione di pagamento, eccependo in compensazione un credito derivante da una transazione con il Comune. La Corte d'Appello rigetta la richiesta, ritenendo la delibera comunale invalida per mancanza dell'impegno di spesa. La Corte di Cassazione, con ordinanza interlocutoria, non decide nel merito ma trasferisce il caso alla Sezione competente a giudicare la validità degli atti amministrativi, sottolineando come questa sia pregiudiziale alla validità della transazione stessa.
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Incarico senza impegno di spesa: chi paga?
Due professionisti hanno lavorato per un Comune oltre la scadenza formale del loro contratto. Il Tribunale aveva riconosciuto il loro diritto al compenso, ma la Corte d'Appello ha respinto la domanda. La Corte di Cassazione, investita della questione, ha sospeso la decisione per analizzare un punto di diritto cruciale: in caso di incarico senza impegno di spesa formale, la responsabilità è solo del funzionario che lo ha autorizzato o l'ente pubblico può essere comunque chiamato a rispondere per ingiustificato arricchimento? Data l'importanza della questione, che potrebbe creare un precedente, la Corte ha rinviato il caso a una pubblica udienza per una trattazione approfondita.
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Impegno di spesa: No a pagamenti senza delibera
Un'associazione no-profit ha richiesto a un Comune il pagamento per servizi di trasporto disabili. La Cassazione ha respinto la richiesta, confermando che senza un formale impegno di spesa, l'ente locale non è tenuto a pagare. La responsabilità ricade sul funzionario che ha autorizzato la spesa.
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Impegno di spesa: nullo il contratto del Comune
Un Comune si opponeva a un decreto ingiuntivo per la fornitura di energia elettrica. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso del Comune, stabilendo la nullità del contratto per la mancata previsione del relativo impegno di spesa nel bilancio dell'ente. La Corte ha chiarito che, senza questo requisito contabile fondamentale, l'obbligazione non sorge a carico dell'ente ma del funzionario che ha autorizzato la spesa, anche se il servizio è stato effettivamente erogato.
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Copertura finanziaria pubblico impiego: Cassazione rinvia
Un dipendente pubblico si vede negare una progressione economica, nonostante il superamento di una selezione, a causa di presunte irregolarità amministrative. La Corte di Cassazione, con ordinanza interlocutoria, non decide il caso ma lo rinvia a una pubblica udienza per la particolare importanza delle questioni sollevate. Il focus è sulla validità delle procedure selettive in assenza di una formale copertura finanziaria nel pubblico impiego, dell'impegno di spesa e del visto di regolarità contabile, temi cruciali per il rapporto tra diritti dei lavoratori e vincoli di bilancio della Pubblica Amministrazione.
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Progressione economica: copertura finanziaria e nullità
Una dipendente pubblica si vede annullare la propria progressione economica dalla Corte d'Appello a causa della mancanza di copertura finanziaria da parte dell'ente. La Corte di Cassazione, con ordinanza interlocutoria, non decide nel merito ma rinvia il caso a una pubblica udienza, sollevando questioni di massima importanza sul rapporto tra validità della procedura selettiva e requisiti contabili come l'impegno di spesa e il visto di regolarità.
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Copertura finanziaria pubblico impiego: la Cassazione
Un dipendente pubblico, primo in una graduatoria per progressione economica, si vede negare il diritto dalla Corte d'Appello a causa della presunta nullità della procedura per mancanza di copertura finanziaria. La Corte di Cassazione, con ordinanza interlocutoria, non decide nel merito ma rinvia la causa a pubblica udienza, evidenziando la complessità delle questioni legali relative alla necessità della copertura finanziaria nel pubblico impiego e ai suoi effetti sulla validità degli atti amministrativi.
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Impegno di spesa ente locale: nullo senza copertura
Un gruppo di proprietari immobiliari stipula un accordo con un Comune per locare i propri appartamenti a famiglie bisognose, a fronte della garanzia del pagamento del canone da parte dell'ente. A seguito dell'inadempimento, i proprietari agiscono in giudizio. La Corte di Cassazione, accogliendo il ricorso del Comune, ha dichiarato la nullità assoluta dell'accordo, poiché privo del fondamentale requisito dell'impegno di spesa ente locale e della relativa attestazione di copertura finanziaria, come imposto dal Testo Unico degli Enti Locali. Di conseguenza, nessuna obbligazione è mai sorta in capo al Comune.
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Compenso pubblico impiego e impegno di spesa
Un professionista si è visto negare il pagamento per un progetto svolto per un Comune. La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 9631/2024, ha rigettato il ricorso, stabilendo che il compenso nel pubblico impiego per prestazioni aggiuntive non è dovuto in assenza di un preventivo e valido impegno di spesa e senza la prova che l'attività sia stata svolta al di fuori dell'orario di lavoro ordinario.
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Compenso pubblico impiego: no a pagamenti extra
Un dipendente pubblico ha citato in giudizio un Comune per ottenere un compenso extra relativo a un progetto. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, stabilendo che senza un valido e preventivo 'impegno di spesa' e senza la prova di aver svolto prestazioni aggiuntive rispetto ai normali doveri d'ufficio, non è dovuto alcun pagamento. La decisione sottolinea come un accordo di compenso pubblico impiego, se basato su una copertura finanziaria solo preventivata ma non effettiva, abbia carattere meramente programmatico e non dia diritto al corrispettivo.
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Transazione con il Comune: nullità senza impegno di spesa
Un avvocato ha richiesto il pagamento di compensi professionali a un Comune sulla base di un accordo transattivo. L'ente locale si è opposto, eccependo la nullità della transazione per mancanza del necessario impegno di spesa. La Corte di Cassazione ha confermato la nullità dell'accordo, ribadendo che qualsiasi contratto stipulato da un ente locale che comporti una spesa deve essere assistito, a pena di nullità, dalla relativa copertura finanziaria e da uno specifico impegno contabile. Il diritto del professionista al compenso per l'attività svolta, tuttavia, rimane salvo e può essere fatto valere sulla base del contratto di patrocinio originario.
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Azione di indebito arricchimento: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 5480/2024, ha stabilito un importante principio in materia di contratti con la Pubblica Amministrazione. Il caso riguardava una società fallita che aveva fornito servizi a un Comune in base a un contratto nullo per difetto di forma scritta. La Corte ha chiarito che, sebbene il contratto fosse invalido, la presenza di un regolare impegno di spesa da parte dell'ente impedisce di configurare una responsabilità diretta del funzionario. Di conseguenza, il fornitore può esperire l'azione di indebito arricchimento direttamente nei confronti del Comune, poiché manca un'altra azione specifica per ottenere il proprio compenso. La sentenza cassa la decisione della Corte d'Appello che aveva erroneamente negato tale possibilità.
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Responsabilità amministratori senza impegno di spesa
La Corte di Cassazione conferma la responsabilità personale di sindaco e vicesindaco per aver approvato un incarico professionale senza un formale e capiente impegno di spesa. La Corte ha chiarito che la partecipazione alla delibera autorizzativa, senza garantire la copertura finanziaria, configura il 'consenso' che fa sorgere l'obbligazione direttamente in capo agli amministratori. Viene inoltre negata la copertura assicurativa in quanto il rischio si era già manifestato prima della stipula della polizza.
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Onere della prova: i doveri del creditore verso la PA
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un istituto di credito contro un ente territoriale, chiarendo che l'onere della prova del credito spetta sempre al creditore, anche nel giudizio di opposizione a decreto ingiuntivo. La sentenza sottolinea l'importanza del principio di non contestazione: i fatti allegati da una parte e non specificamente contestati dall'altra si considerano ammessi. In questo caso, la mancata contestazione delle prove di pagamento ha portato al rigetto della pretesa creditoria.
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Ingiustificato arricchimento: P.A. paga senza contratto
Un artista realizza due sculture per un Comune senza un contratto scritto. Non venendo pagato integralmente, agisce in giudizio. La Corte di Cassazione, accogliendo il suo ricorso, chiarisce che l'azione per ingiustificato arricchimento è la via corretta in questi casi. La Corte stabilisce un principio fondamentale: l'indennizzo dovuto all'artista non è limitato dall'impegno di spesa del Comune, poiché tale atto contabile è irrilevante per quantificare il reale arricchimento dell'ente e il corrispondente impoverimento del privato. La sentenza d'appello viene cassata con rinvio per una nuova determinazione dell'indennizzo.
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