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Ictu Oculi — Anno 2025

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171 provvedimenti applicano questo termine

Altri anni per Ictu Oculi

Provvedimenti

Decreto de plano: quando il giudice deve fissare l’udienza
La Corte di Cassazione ha annullato un decreto de plano emesso da un Presidente del Tribunale di sorveglianza, che aveva dichiarato inammissibile un'istanza di affidamento in prova ai servizi sociali. L'istanza era stata respinta perché ritenuta una semplice riproposizione di una precedente richiesta. Tuttavia, l'interessato aveva introdotto nuovi elementi relativi alla sua situazione abitativa e lavorativa. La Suprema Corte ha stabilito che la valutazione di tali novità richiede un'analisi discrezionale che non può essere effettuata senza un'udienza in contraddittorio tra le parti. L'emissione di un decreto de plano in questi casi viola il diritto di difesa e comporta la nullità assoluta del provvedimento.
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Eccezione di prescrizione: quando è tardiva in appello
La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso di un acquirente di un fondo agricolo, confermando che l'eccezione di prescrizione del diritto del venditore di risolvere il contratto è inammissibile se sollevata per la prima volta in appello. La sentenza ribadisce la natura non agraria di una controversia su una compravendita con patto di riservato dominio.
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Prescrizione reato continuato: la Cassazione chiarisce
La Corte di Cassazione ha annullato una sentenza di condanna per detenzione e spaccio di stupefacenti, dichiarando l'estinzione del reato. La decisione si fonda sul principio della prescrizione reato continuato, chiarendo che il termine di prescrizione deve essere calcolato autonomamente per ogni singolo episodio criminoso, a partire dalla data in cui ciascuno è stato commesso, e non dalla cessazione dell'intera condotta.
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Errore materiale sentenza: Cassazione corregge PQM
Un ente previdenziale, pur avendo vinto il proprio ricorso in Cassazione, si è visto erroneamente condannare al pagamento del doppio del contributo unificato. La Suprema Corte, riconoscendo l'evidente errore materiale sentenza, ha accolto l'istanza di correzione, modificando il dispositivo e chiarendo che nulla era dovuto. L'ordinanza ribadisce che tale procedura ha natura amministrativa e non prevede condanna alle spese.
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Sequestro preventivo: quando il ricorso è inammissibile
Un gestore di uno stabilimento balneare ha subito un sequestro preventivo di basi per ombrelloni per presunta occupazione abusiva di spiaggia. Il suo ricorso in Cassazione, basato sulla presunta buona fede derivante da circolari regionali, è stato dichiarato inammissibile. La Corte ha ribadito che il ricorso contro il sequestro preventivo è consentito solo per violazione di legge, escludendo la possibilità di riesaminare nel merito la valutazione degli indizi o l'illogicità della motivazione.
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Inammissibilità ricorso Cassazione: la decisione
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'inammissibilità di un ricorso, chiarendo che l'assoluzione immediata ai sensi dell'art. 129 c.p.p. è possibile solo quando l'innocenza è palese e non richiede alcuna valutazione di merito. In mancanza di tale evidenza, definita 'ictu oculi', scatta l'inammissibilità ricorso Cassazione con condanna alle spese e a una sanzione pecuniaria.
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Prova nuova: quando una perizia è inammissibile?
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso per la revisione di una condanna per omicidio, basato su nuove consulenze tecniche. La Corte ha stabilito che una semplice rivalutazione di prove già esaminate, anche con tecniche moderne, non costituisce una 'prova nuova' ai sensi del codice di procedura penale. Per essere considerata tale, la nuova analisi scientifica deve fondarsi su metodologie realmente innovative, capaci di fornire risultati decisivi e non ottenibili in precedenza, un onere che la difesa non ha soddisfatto.
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Istanza di revisione: i limiti del giudice preliminare
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile un ricorso contro un'ordinanza che negava la revisione di una condanna per omicidio. Il caso verteva su una istanza di revisione basata su una nuova prova (un alibi). La Corte ha precisato che, nella fase preliminare, il giudice deve valutare solo l'astratta idoneità della nuova prova a ribaltare la condanna, senza entrare nel merito della sua attendibilità. Tuttavia, l'istanza è stata respinta perché il ricorrente non aveva adeguatamente motivato le ragioni per cui la nuova prova, unita a quelle già esistenti, avrebbe dovuto portare al proscioglimento, rendendo la richiesta di revisione manifestamente infondata.
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Simulazione assoluta: prova del pagamento non basta
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di una società contro la declaratoria di simulazione assoluta di un trasferimento immobiliare. Nonostante la società sostenesse di aver pagato il prezzo, la Corte ha confermato la decisione dei giudici di merito, sottolineando che il ricorso si basava su una inammissibile rivalutazione dei fatti e che le prove addotte non erano sufficienti a superare gli indizi della simulazione.
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Falso in bilancio: quando c’è dolo dell’amministratore?
La Corte di Cassazione conferma la condanna per falso in bilancio di un amministratore che aveva approvato bilanci con utili fittizi, basati su dati preesistenti al suo ingresso in società. La Corte ha stabilito che l'intento fraudolento (dolo) può essere desunto da elementi oggettivi, come l'acquisto della società a un prezzo irrisorio rispetto ai ricavi dichiarati e la finalità di ottenere illecitamente una licenza. L'amministratore non può invocare la buona fede se le circostanze rendono palese la falsità dei dati contabili.
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Confisca beni culturali: onere della prova e prescrizione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un'imputata, confermando la confisca di beni culturali di interesse archeologico nonostante il reato di ricettazione fosse stato dichiarato prescritto. La decisione si fonda sul principio che, per ottenere la restituzione, spetta al privato fornire una prova rigorosa e inequivocabile della proprietà dei reperti in data anteriore al 1909, anno in cui la legge ha attribuito la proprietà di tali beni allo Stato. In assenza di una prova di innocenza "evidente", la prescrizione non osta alla confisca beni culturali.
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Responsabilità ente 231: Cassazione chiarisce
La Corte di Cassazione affronta il tema della responsabilità ente 231 quando il reato presupposto commesso dalla persona fisica è prescritto. Viene rigettato il ricorso dell'imputato, non essendo emersa una prova 'evidente' della sua innocenza. Viene invece accolto il ricorso della società, poiché la condanna dell'ente richiede una prova positiva e autonoma della sua responsabilità, non potendo derivare dalla semplice mancanza di assoluzione nel merito della persona fisica. La sentenza sottolinea la necessità di un accertamento rigoroso e indipendente per l'illecito amministrativo dell'ente.
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Inammissibilità ricorso prescrizione: la prova evidente
Un imputato, dopo aver ottenuto la dichiarazione di prescrizione per un capo d'accusa, ha presentato ricorso in Cassazione per ottenere un'assoluzione piena. La Corte ha dichiarato l'inammissibilità del ricorso per prescrizione, sottolineando che per superare la prescrizione è necessaria una 'prova evidente' di innocenza, che deve emergere 'ictu oculi' dagli atti. Argomentare una mera insufficienza probatoria, come nel caso di specie, non soddisfa questo rigoroso requisito.
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Errore materiale: quando la richiesta è inammissibile
La socia di una società ha richiesto alla Corte di Cassazione la correzione di un presunto errore materiale in una precedente ordinanza, lamentando la mancata enunciazione di un principio di diritto. La Corte ha dichiarato la richiesta inammissibile, specificando che la procedura per errore materiale serve a correggere sviste formali e non a contestare il contenuto sostanziale della decisione. Di conseguenza, la ricorrente è stata condannata al pagamento di una somma a titolo di sanzione.
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Ricorso patteggiamento: i limiti all’impugnazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile un ricorso patteggiamento contro una sentenza per tentato omicidio. La Corte ha ribadito che, dopo la riforma del 2017, l'impugnazione per errata qualificazione giuridica è consentita solo se l'errore è manifesto e riconoscibile 'ictu oculi', non quando la qualificazione è semplicemente opinabile. Questa decisione rafforza la stabilità degli accordi di applicazione della pena.
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Ricorso inammissibile: quando è palese l’infondatezza
La Corte di Cassazione ha dichiarato un ricorso inammissibile poiché i motivi proposti erano palesemente infondati. Nello specifico, la Corte ha escluso l'applicabilità della circostanza attenuante della particolare tenuità del danno, basandosi sulle modalità di esecuzione del delitto. Di conseguenza, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una somma in favore della Cassa delle ammende.
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Prescrizione e assoluzione: quando prevale il merito?
Due imprenditori, accusati di frode alimentare, vedono i loro reati dichiarati estinti per prescrizione. Per evitare gravi conseguenze fiscali, ricorrono in Cassazione chiedendo un'assoluzione piena. La Corte Suprema rigetta i ricorsi, ribadendo che l'assoluzione prevale sulla prescrizione solo quando la prova dell'innocenza è talmente evidente da non richiedere alcuna valutazione approfondita, condizione non riscontrata nel caso di specie.
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Revisione penale: i limiti del giudice preliminare
Un uomo condannato per omicidio preterintenzionale chiede la revisione penale basandosi su una nuova confessione e una perizia. La Corte d'Appello la dichiara inammissibile. La Cassazione annulla la decisione, stabilendo che la valutazione preliminare non può consistere in un'analisi approfondita delle prove, riservata alla fase di merito, ma deve limitarsi a un esame della loro non manifesta infondatezza.
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Prescrizione e assoluzione: quando il giudice sceglie
Un imputato, dopo la declaratoria di prescrizione del reato a suo carico, ha chiesto alla Cassazione un'assoluzione piena. La Corte ha rigettato il ricorso, specificando che l'assoluzione in caso di prescrizione del reato è possibile solo quando l'innocenza è palese e indiscutibile (ictu oculi), senza necessità di approfondimenti. Poiché la testimonianza della persona offesa era stata ritenuta credibile, l'innocenza non era evidente, giustificando la sola declaratoria di prescrizione.
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Omissione di soccorso: prescrizione e assoluzione
Un automobilista, condannato per lesioni e fuga dopo un incidente, ha visto il reato di omissione di soccorso dichiarato prescritto. Ha presentato ricorso in Cassazione chiedendo un'assoluzione piena, sostenendo la mancanza di dolo. La Suprema Corte ha respinto il ricorso, affermando che l'assoluzione nel merito prevale sulla prescrizione solo quando l'innocenza è palese e non richiede un'analisi approfondita di prove contrastanti, condizione non verificatasi nel caso di specie.
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