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Hashish

9 provvedimenti applicano questo termine

Definizione

Sostanza stupefacente derivata dalla resina della pianta di cannabis.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Uso personale di stupefacenti: i limiti di legge
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per detenzione di stupefacenti a carico di un soggetto trovato in possesso di hashish equivalente a 399 dosi. Nonostante la difesa sostenesse la tesi dell'uso personale di stupefacenti, la presenza di un bilancino di precisione e il frazionamento della sostanza in più bustine hanno indotto i giudici a ritenere configurabile il reato di spaccio. Il ricorso è stato dichiarato inammissibile con condanna alle spese e al versamento alla Cassa delle ammende.
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Narcotraffico: quando lo spaccio non è lieve entità
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibili i ricorsi presentati da diversi soggetti condannati per narcotraffico. Gli imputati contestavano il mancato riconoscimento della lieve entità e il diniego delle attenuanti generiche. La Suprema Corte ha confermato che l'attività di spaccio non era occasionale ma inserita in un contesto organizzato e continuativo, escludendo così l'ipotesi attenuata. È stata inoltre ribadita l'inammissibilità dei motivi di ricorso che si limitano a riproporre doglianze già respinte in appello senza criticare puntualmente la sentenza impugnata.
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Inammissibilità ricorso Cassazione: spaccio e pena
La Corte di Cassazione ha confermato l'inammissibilità ricorso Cassazione presentato da un imputato condannato per spaccio continuato di hashish. La difesa contestava il trattamento sanzionatorio e il diniego delle attenuanti generiche, ma senza fornire un'analisi critica delle motivazioni espresse dalla Corte d'Appello. I giudici di legittimità hanno rilevato che la decisione territoriale era congruamente motivata sulla base della gravità delle condotte, della durata dello spaccio e dei precedenti penali specifici del ricorrente.
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Uso personale stupefacenti: i limiti della difesa.
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per detenzione illecita di hashish, rigettando la tesi difensiva basata sull'**uso personale stupefacenti**. Nonostante il tentativo di derubricare la condotta a illecito amministrativo, l'elevato numero di dosi ricavabili (oltre 200) e l'assenza di reddito dell'imputato hanno reso evidente la finalità di spaccio. La Corte ha ribadito che la destinazione della droga va valutata sulla base di parametri oggettivi come quantità, modalità di detenzione e capacità economica del soggetto.
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Detenzione stupefacenti: i limiti della lieve entità
La Corte di Cassazione ha confermato la responsabilità penale per il reato di detenzione stupefacenti ai fini di spaccio, dichiarando inammissibile il ricorso dell'imputato. Il caso riguardava il possesso di oltre 90 grammi di hashish, equivalenti a più di 250 dosi medie singole. I giudici hanno ritenuto che il dato quantitativo, unito alle modalità del fatto come la detenzione in ora notturna, costituisca prova certa della destinazione alla vendita e non al consumo personale.
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Inammissibilità del ricorso per motivi generici
La Corte di Cassazione ha confermato l'inammissibilità del ricorso presentato da un soggetto condannato per detenzione e cessione di hashish. Nonostante la riqualificazione del reato nella fattispecie di lieve entità, il ricorrente ha contestato il trattamento sanzionatorio con motivi giudicati eccessivamente generici. La Suprema Corte ha ribadito che l'assenza di specifiche ragioni di diritto e di fatto rende l'atto nullo, comportando la condanna al pagamento delle spese e di una sanzione pecuniaria in favore della Cassa delle Ammende.
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Uso personale stupefacenti: i limiti della detenzione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per detenzione di hashish e resistenza a pubblico ufficiale. La difesa invocava l'uso personale stupefacenti, ma il possesso di 30 grammi di sostanza e di un bilancino di precisione, unitamente alla violenza esercitata per impedire il sequestro, hanno confermato la finalità di spaccio. I giudici hanno inoltre escluso l'applicazione della particolare tenuità del fatto a causa della gravità della condotta aggressiva verso le autorità.
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Lieve entità spaccio: negata per droga in carcere
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un soggetto condannato per detenzione di hashish a fini di spaccio. Il ricorrente aveva tentato di introdurre la droga in carcere, ingerendola, al rientro da un permesso premio. La difesa chiedeva la riqualificazione del fatto come lieve entità spaccio, ma i giudici hanno confermato la gravità della condotta. La decisione si fonda sulle modalità insidiose del trasporto, sul contesto carcerario e sulla pericolosità sociale del soggetto, già gravato da precedenti specifici.
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Recidiva specifica: stop alle attenuanti generiche
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per la detenzione di circa 2 kg di hashish, confermando l'applicazione della recidiva specifica. La difesa contestava il diniego delle attenuanti generiche e l'aggravamento della pena, ma i giudici hanno ritenuto che la reiterazione di reati della stessa specie (fatti del 2017 e 2021) dimostri una spiccata capacità criminale. La parola_chiave, recidiva specifica, è stata centrale nella valutazione della pericolosità sociale del soggetto, rendendo irrilevanti sia l'ammissione degli addebiti, data l'evidenza delle prove, sia il corretto comportamento tenuto durante la custodia cautelare.
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