Il Conducente, sottoposto a sorveglianza speciale, veniva condannato per il reato di guida con patente revocata dopo essere stato sorpreso al volante nel 2018. Successivamente alla condanna d'appello, la Prefettura annullava il proprio originario provvedimento di revoca della patente poiché emesso in violazione delle garanzie di difesa. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso del Conducente, stabilendo che l'annullamento del provvedimento amministrativo illegittimo ha un effetto retroattivo. Di conseguenza, al momento del controllo, il titolo di guida doveva considerarsi pienamente valido. La Suprema Corte ha quindi annullato senza rinvio la sentenza di condanna perché il fatto non sussiste, scagionando completamente l'imputato.
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