La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso contro un'ordinanza cautelare riguardante la detenzione di ingenti quantitativi di sostanze dopanti e stupefacenti. La difesa sosteneva l'uso personale per attività di body building, ma il rinvenimento di macchinari per il confezionamento, bilancini elettronici, flaconi vuoti ed etichette ha confermato l'esistenza di un'attività di spaccio organizzata. La Corte ha sottolineato che la presenza di sostanze pericolose ritirate dal commercio, come la subutramina, integra il pericolo per la salute pubblica, rendendo legittima la misura degli arresti domiciliari.
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