La Corte di Cassazione ha confermato la misura cautelare del divieto di dimora per un gruppo di persone accusate di una violenta aggressione di gruppo. Il cuore della vicenda riguarda la sussistenza della Premeditazione, desunta dalle modalità dell'azione, dall'uso di armi improprie come spranghe e bastoni, e dal movente legato al controllo del territorio. Gli indagati avevano aggredito le vittime presso un esercizio commerciale per ritorsione. La Suprema Corte ha rigettato i ricorsi, ritenendo che il Tribunale del Riesame avesse motivato correttamente la pericolosità sociale dei soggetti e l'adeguatezza della misura restrittiva applicata, escludendo la possibilità di una rivalutazione dei fatti in sede di legittimità.
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