La Corte di Cassazione conferma la decisione del Tribunale del riesame che riconosce l'esistenza di una nuova e autonoma associazione mafiosa in Lombardia, nata dalla confederazione di esponenti di 'ndrangheta, camorra e cosa nostra. La sentenza rigetta il ricorso di un indagato, validando la valutazione dei gravi indizi di colpevolezza basata su una lettura unitaria delle prove. Viene sottolineato come la nuova entità, pur sfruttando la fama dei clan di origine, operi con una propria struttura orizzontale, una cassa comune e una forza intimidatrice autonoma, superando i conflitti interni in nome di un interesse comune.
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