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Gravi Indizi Di Colpevolezza — Anno 2019

4 provvedimenti applicano questo termine

Altri anni per Gravi Indizi Di Colpevolezza

Provvedimenti

Associazione mafiosa: la prova dai collaboratori
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un indagato contro un'ordinanza di custodia cautelare in carcere per associazione mafiosa. La difesa sosteneva l'inattendibilità delle dichiarazioni dei collaboratori di giustizia. La Corte ha stabilito che le dichiarazioni plurime, convergenti e dettagliate di diversi collaboratori, che si riscontrano a vicenda su episodi specifici, costituiscono gravi indizi di colpevolezza. La partecipazione all'associazione mafiosa, ha ribadito la Corte, richiede un contributo concreto e causale agli scopi del sodalizio, come la gestione del traffico di stupefacenti per conto del clan, e non un mero status di affiliato.
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Concorso in omicidio: fornire un video è complicità?
La Corte di Cassazione ha confermato un'ordinanza di custodia cautelare per un soggetto accusato di concorso in omicidio. L'imputato aveva fornito alla famiglia di una persona uccisa, legata ad ambienti criminali, la videoregistrazione che ha permesso di identificare il presunto assassino, successivamente ucciso per vendetta. La Corte ha ritenuto che, pur in assenza di partecipazione diretta, la consapevole fornitura del video in un contesto di faida integri il concorso in omicidio per dolo eventuale, avendo l'imputato accettato il rischio della rappresaglia violenta.
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Concorso in omicidio: il ruolo del tecnico informatico
Un tecnico informatico viene accusato di concorso in omicidio per aver fornito a una famiglia il video che identificava l'assassino di un loro parente, portando a una vendetta. La Cassazione conferma la misura cautelare, analizzando il dolo eventuale e il contesto mafioso.
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Mandato d’arresto europeo: la guida completa
La Corte di Cassazione ha chiarito i limiti del controllo giudiziario italiano in materia di Mandato d'arresto europeo (MAE). Analizzando un caso di richiesta di consegna dalla Germania per traffico di stupefacenti, la Corte ha stabilito che non è necessaria l'allegazione del mandato d'arresto nazionale, purché la sua esistenza e i suoi contenuti essenziali siano desumibili dalla documentazione trasmessa. Il giudice italiano non deve rivalutare nel merito il compendio indiziario, ma solo verificare che l'autorità emittente abbia fornito ragioni sufficienti a fondare la richiesta di consegna, basandosi su elementi come le dichiarazioni di un coimputato e i sequestri effettuati.
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