La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 3290/2024, ha dichiarato inammissibile il ricorso di un individuo condannato per porto d'armi ingiustificato. L'imputato, trovato in possesso di un coltello a serramanico in un centro urbano, non aveva fornito una valida giustificazione al momento del controllo. La Corte ha ribadito che la scusa, se fornita a posteriori, è irrilevante, e che il porto di un'arma in un contesto pubblico è un fatto troppo rischioso per essere considerato di 'particolare tenuità'.
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