La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per spaccio di cocaina, negando l'applicazione del 'fatto di lieve entità'. Un uomo deteneva circa 52 grammi di cocaina, equivalenti a 56 dosi, nascosti in due lavanderie industriali. Insieme alla droga, sono stati trovati strumenti per il confezionamento e appunti con nomi e cifre. Secondo la Corte, questi elementi dimostrano una capacità organizzativa e una diffusione della droga a una clientela numerosa. Tali circostanze sono incompatibili con la qualifica di 'fatto di lieve entità', che richiede una minima offensività della condotta. La decisione sottolinea che non basta guardare solo alla quantità di droga, ma a tutto il contesto dell'azione criminale.
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