Un cittadino ha trascorso 162 giorni in carcere e 79 giorni agli arresti domiciliari con accuse gravissime, venendo poi assolto in via definitiva per non aver commesso il fatto. In sede di liquidazione, la Corte territoriale ha riconosciuto il pregiudizio all'immagine e la perdita dell'attività lavorativa, ma è incorsa in un palese errore aritmetico nel calcolo finale dell'indennizzo, riducendolo a poco più di 64.000 euro anziché sommare correttamente le singole voci. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso sul punto economico, correggendo direttamente l'importo e riconoscendo al richiedente una riparazione per ingiusta detenzione pari a complessivi 76.466,89 euro.
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