La Corte di Cassazione dichiara l'inammissibilità del ricorso di un imputato condannato per detenzione e spaccio di stupefacenti. Il ricorso è stato respinto perché le censure sollevate riguardavano il merito dei fatti, già valutati correttamente dai giudici precedenti. La gravità del reato, accentuata dalla detenzione di 18,5 grammi di cocaina e dalla cessione di hashish in presenza di un minore, ha giustificato sia l'esclusione della non punibilità per particolare tenuità del fatto, sia la conferma della pena e della recidiva. L'ordinanza ribadisce che il giudizio di legittimità non può riesaminare le prove, ma solo verificare la corretta applicazione della legge.
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