L'Imputato è stato condannato per il reato di ricettazione di lieve entità. La difesa ha proposto ricorso in Cassazione contestando il bilanciamento tra attenuanti e recidiva compiuto dai giudici di merito, i quali avevano stabilito l'equivalenza delle circostanze invece di far prevalere la lieve entità del fatto. Inoltre, la difesa ha evidenziato un errore nel calcolo della pena pecuniaria, fissata in misura superiore al minimo edittale pur avendolo il giudice dichiarato congruo. La Suprema Corte ha confermato la discrezionalità dei giudici sul bilanciamento tra attenuanti e recidiva, ritenendo il motivo infondato. Tuttavia, la Corte ha accolto il secondo motivo e ha rettificato la sentenza riducendo la pena pecuniaria a 516,00 euro.
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