Un condannato, giudicato con sentenze separate tutte definite con rito abbreviato, chiede di unificare le pene applicando il 'reato continuato in fase esecutiva'. Il giudice accoglie la richiesta ma sbaglia il calcolo, quantificando una pena di 23 anni. La Corte di Cassazione interviene e annulla la decisione, stabilendo il corretto metodo di calcolo. Il giudice deve prima individuare il reato più grave, calcolare la pena base senza la riduzione per il rito, aggiungere gli aumenti per gli altri reati e, solo alla fine, applicare la riduzione di un terzo sull'intera pena così calcolata. L'errore procedurale ha reso illegittima la pena, che dovrà essere rideterminata correttamente.
Continua »