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Giudice Tutelare

12 provvedimenti applicano questo termine

Definizione

Magistrato che ha il compito di supervisionare le misure di protezione delle persone prive in tutto o in parte di autonomia, come l'amministrazione di sostegno, garantendo che ogni atto sia compiuto nel loro esclusivo interesse.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Vendita beni eredi minori: guida all’autorizzazione
Il Tribunale di Milano si è pronunciato sulla gestione di un'eredità con minori, autorizzando la vendita beni eredi minori relativa a un veicolo e il voto per l'approvazione del bilancio. Il giudice ha invece negato la necessità di autorizzazione per la nomina di amministratori o lo spostamento di fondi tra conti correnti.
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Competenza del giudice tutelare: stop ai ricorsi contro lo Stato
Un cittadino ha chiesto al Giudice Tutelare di disapplicare i decreti ministeriali (D.P.C.M.) emessi per l'emergenza Covid-19, ritenendoli lesivi della libertà e della dignità personale. Il Giudice Tutelare ha dichiarato l'istanza inammissibile per difetto di competenza. Il cittadino ha quindi proposto ricorso per regolamento di competenza davanti alla Corte di Cassazione. La Suprema Corte ha confermato l'inammissibilità del ricorso, rilevando la mancata notifica dello stesso e l'assenza di indicazione della controparte. Inoltre, la Corte ha ribadito che la competenza del giudice tutelare non si estende alla disapplicazione di provvedimenti amministrativi generali, trattandosi di materia estranea alle sue attribuzioni di legge. Il ricorrente è stato condannato al pagamento del doppio del contributo unificato.
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Inammissibilità del ricorso contro le mascherine senza controparte
Una cittadina ha presentato ricorso al Giudice tutelare per bloccare l'obbligo di indossare la mascherina imposto dal Governo durante lo stato di emergenza. Il giudice si è dichiarato incompetente. La donna ha quindi proposto ricorso in Cassazione, ma ha omesso di indicare la controparte contro cui agiva e non ha notificato l'atto. La Corte di Cassazione ha dichiarato l'inammissibilità del ricorso poiché la mancata indicazione del destinatario impedisce di comprendere contro chi sia rivolta l'azione legale. La ricorrente è stata condannata al pagamento del doppio del contributo unificato.
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Capacità di donare e amministratore di sostegno: è la regola
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso per la revisione di una condanna. Il ricorrente sosteneva l'illegittimità di alcune donazioni fatte da una persona assistita da un amministratore di sostegno. La Corte ha ribadito un principio fondamentale sulla capacità di donare dell'amministratore di sostegno: questa capacità è la regola e non l'eccezione. Una persona beneficiaria di amministrazione di sostegno conserva pienamente la facoltà di donare, a meno che il giudice tutelare non l'abbia espressamente vietata o limitata nel decreto di nomina. In assenza di un divieto esplicito, le donazioni sono perfettamente valide. Di conseguenza, il ricorso è stato respinto e il ricorrente condannato a pagare le spese.
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Consenso condizionato cure minore: No a sangue da non vaccinati
La Cassazione affronta il caso di due genitori che subordinavano un intervento cardiaco salva-vita per il figlio a una trasfusione con sangue di donatori non vaccinati. L'ospedale, non potendo garantire tale condizione, si è rivolto al giudice. La Corte ha stabilito un principio chiaro: un consenso sottoposto a una condizione inattuabile equivale a un netto rifiuto. In questi casi, il giudice può autorizzare le cure necessarie per proteggere il diritto alla vita e alla salute del bambino, che prevale sulle convinzioni personali dei genitori. Il caso chiarisce i limiti del consenso condizionato cure minore e afferma la supremazia del benessere del figlio.
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Amministratore di sostegno: la volontà del beneficiario
La Corte di Cassazione ha annullato una decisione di merito che aveva nominato un amministratore di sostegno esterno, ignorando la preferenza del beneficiario per la propria moglie. La Corte ha stabilito che la volontà della persona interessata è prioritaria e può essere disattesa solo per motivi gravi e ben circostanziati. L'età avanzata del familiare designato o un singolo atto di spesa, se non contestualizzato, non costituiscono ragioni sufficienti per escluderlo. La sentenza ribadisce l'obbligo fondamentale di ascoltare il beneficiario prima di ogni decisione.
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Vendita immobile amministratore sostegno: autorizzazione
Il Tribunale di Monza ha autorizzato un amministratore di sostegno a vendere la quota di un immobile (1/6) di proprietà della sua beneficiaria. La decisione sottolinea che la vendita immobile amministratore di sostegno deve avvenire al prezzo di perizia e che il ricavato deve essere versato su un conto intestato alla beneficiaria per le sue spese. Il giudice ha però negato l'esonero dall'obbligo di rendicontazione, a tutela del patrimonio della persona fragile.
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Amministratore di sostegno: la volontà del beneficiario
La Corte di Cassazione conferma la sostituzione di un amministratore di sostegno familiare con un professionista esterno. La decisione si basa sulla volontà espressa dalla persona beneficiaria, affetta da patologia psichiatrica, che lamentava un rapporto difficile con il fratello amministratore. Il provvedimento sottolinea come la volontà del beneficiario sia un elemento cruciale da considerare per il suo benessere, prevalendo sulla mera gestione patrimoniale.
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Gestione patrimonio minore: obblighi del genitore
La Corte d'Appello conferma la condanna di un padre a restituire alle figlie le somme di un risarcimento assicurativo, incassate quando erano minorenni. La sentenza sottolinea che la gestione del patrimonio del minore richiede l'autorizzazione del giudice tutelare, come previsto dall'art. 320 c.c. Il padre, non avendo fornito prove delle spese sostenute per le figlie e avendo agito senza autorizzazione, è tenuto alla restituzione integrale dei capitali.
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Vendita immobile minore: l’autorizzazione del Giudice
Un genitore ha richiesto l'autorizzazione per vendere un immobile di proprietà del figlio minore. Il Tribunale di Sondrio ha concesso l'autorizzazione, valutando l'operazione vantaggiosa per il minore, data l'offerta congrua e la gravosità della gestione. Il provvedimento stabilisce che i proventi della vendita immobile minore siano investiti in titoli sicuri con vincolo pupillare, a garanzia del suo patrimonio.
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Vendita immobile minore: l’autorizzazione del Tribunale
Il Tribunale di Sondrio autorizza i genitori di un minore alla vendita di un immobile ereditato dal nonno, accettato con beneficio di inventario. La decisione, basata sulla necessità di tutelare il patrimonio del minore, stabilisce che il ricavato della vendita immobile minore sia vincolato e reimpiegato in forme sicure, come conti correnti dedicati o titoli di Stato, con obbligo di rendicontazione al Giudice Tutelare.
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Contratto minore annullabile senza autorizzazione
Il Tribunale di Venezia ha annullato un contratto di sponsorizzazione sportiva per un'atleta minorenne. I genitori avevano firmato l'accordo in nome e per conto della figlia, assumendo obblighi economici significativi. La corte ha stabilito che, trattandosi di un atto di straordinaria amministrazione, era necessaria l'autorizzazione del Giudice Tutelare. In assenza di tale autorizzazione, il contratto minore è annullabile, a prescindere dalle responsabilità dei genitori, poiché la normativa mira a proteggere il patrimonio del minore.
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