Un individuo, già condannato per numerosi reati come ricettazione, furto e truffa, commessi tra il 1989 e il 2007, ha chiesto al giudice di riconoscere il "reato continuato". Il Tribunale ha respinto la richiesta, affermando che le condotte non facevano parte di un unico disegno criminoso, ma erano frutto di una generica "scelta di vita delinquenziale". L'individuo ha presentato ricorso in Cassazione. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, confermando la decisione del Tribunale. Il ricorrente dovrà pagare le spese processuali e una sanzione di 3.000 euro alla cassa delle ammende.
Continua »