La Corte di Cassazione conferma la qualificazione di omicidio colposo, e non volontario con dolo eventuale, per un uomo che, sparando in campagna, ha ucciso un pastore la cui visuale era ostruita da un muretto e dalla vegetazione. La sentenza sottolinea che, per configurare il dolo eventuale, è necessaria la prova certa che l'agente avesse una chiara rappresentazione della posizione della vittima e ne abbia accettato la morte come conseguenza concreta della sua azione. In assenza di tale prova, prevale la qualificazione di colpa per grave imprudenza, con conseguente estinzione del reato per prescrizione.
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