Un uomo condannato in via definitiva per associazione mafiosa, traffico di droga, estorsione e ricettazione ha chiesto al giudice dell'esecuzione l'unificazione delle pene. Il giudice ha applicato il vincolo della continuazione esclusivamente tra i reati associativi, rideterminando la pena in ventuno anni e sei mesi di reclusione. Il magistrato ha escluso dai benefici i singoli episodi di estorsione e ricettazione, ritenendoli slegati dal programma criminoso iniziale dell'organizzazione criminale. Il condannato ha presentato ricorso per cassazione lamentando una violazione dei calcoli e la mancata inclusione di tutti i reati. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso. I giudici hanno confermato che i reati estemporanei ed episodici non possono beneficiare della continuazione con il reato associativo se non erano stati deliberati fin dall'origine.
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