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Gestione Separata Inps

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179 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Prescrizione Contributi INPS Gestione Separata: La Cassazione Ribalta la Sentenza
La Corte di Cassazione ha esaminato il caso di un Ingegnere non iscritto a Inarcassa, a cui l'Ente Previdenziale aveva richiesto il pagamento di contributi alla Gestione Separata per redditi del 2008, tramite avviso di addebito notificato nel 2014. I giudici di merito avevano ritenuto la pretesa prescritta. La Cassazione ha accolto il ricorso dell'Ente Previdenziale, stabilendo che la Prescrizione contributi INPS Gestione Separata decorre dal termine effettivo di pagamento, che era stato differito da un DPCM al 6 luglio 2009. Pertanto, al momento della notifica dell'avviso, la prescrizione non era ancora maturata. La sentenza è stata cassata e rinviata per un nuovo giudizio.
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Obbligo contributivo Gestione Separata: reddito basso non basta per l’INPS
L'Istituto di Previdenza ha richiesto a una Professionista il pagamento di contributi alla Gestione Separata, sostenendo che la sua attività fosse abituale nonostante il reddito basso. La Professionista, un'avvocata praticante, aveva un reddito inferiore a 5.000 euro. La Corte di Cassazione ha confermato che l'Obbligo contributivo Gestione Separata per i professionisti senza cassa propria dipende dalla natura abituale dell'attività, non solo dal reddito. L'Istituto non ha dimostrato l'abitualità. La Corte ha quindi rigettato il ricorso dell'Istituto, escludendo l'obbligo contributivo.
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Gestione separata INPS: contributi dovuti anche con basso reddito
L'Ente previdenziale ha iscritto d'ufficio un avvocato alla Gestione separata INPS per i redditi prodotti durante l'anno 2010. Il professionista non era iscritto alla Cassa Nazionale Forense e aveva percepito compensi inferiori alla soglia di cinquemila euro. La Corte di Appello ha inizialmente annullato la richiesta contributiva, ritenendo che il mancato superamento del tetto reddituale rendesse la prestazione meramente occasionale. La Corte di Cassazione ha ribaltato la decisione accogliendo il ricorso dell'INPS. I giudici hanno chiarito che l'obbligo di iscrizione alla Gestione separata INPS sorge in presenza dell'esercizio abituale della professione, a prescindere dall'ammontare del guadagno. La soglia dei cinquemila euro rileva solo per il lavoro autonomo occasionale e non per i liberi professionisti iscritti all'albo.
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Reddito Basso e Obbligo Iscrizione Gestione Separata INPS: La Cassazione Chiarisce
L'INPS ha contestato a una professionista l'omesso versamento di contributi alla Gestione Separata per redditi inferiori a 5.000 euro. La Corte d'Appello aveva esonerato la professionista, ritenendo l'attività occasionale per via del basso reddito. La Corte di Cassazione ha ribaltato questa decisione. Ha stabilito che l'Obbligo iscrizione Gestione Separata INPS sussiste per l'esercizio abituale di attività professionale, anche se non esclusiva o occasionale, e indipendentemente dal superamento della soglia di 5.000 euro, se il professionista è iscritto a un albo o ha partita IVA. Il basso reddito è solo un indizio, non una prova automatica di occasionalità. La causa tornerà alla Corte d'Appello per una nuova valutazione.
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Gestione Separata INPS: stop ai contributi senza prova abituale
L'Istituto Previdenziale ha richiesto il pagamento di contributi previdenziali a un professionista iscritto all'albo, ma non alla Cassa di categoria, per l'anno 2008. Il lavoratore ha prodotto un reddito annuale inferiore a 5.000 euro. La Corte di Cassazione ha rigettato le pretese dell'ente, confermando l'assenza di obbligo per la Gestione Separata INPS. L'iscrizione richiede infatti la prova dell'esercizio abituale della professione. L'ente di previdenza non ha dimostrato la continuità dell'attività svolta dal professionista. Un reddito contenuto ed esiguo rappresenta un elemento contrario all'abitualità. La Suprema Corte ha dichiarato inammissibile il ricorso dell'ente di previdenza. Il professionista non deve versare alcuna somma a titolo di contributi per l'anno contestato.
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Obbligo contributivo gestione separata: INPS sconfitto sul reddito minimo
L'INPS ha impugnato una sentenza che esentava un avvocato dal versamento dei contributi alla Gestione Separata INPS, per redditi inferiori a 5.000 euro, sostenendo l'occasionalità dell'attività. L'avvocato versava già contributi alla sua cassa professionale (Inarcassa). La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso dell'INPS. Ha ribadito che l'obbligo contributivo gestione separata sussiste per l'attività professionale abituale, anche se non esclusiva e con redditi bassi, purché non già interamente coperta da altra cassa. L'INPS non ha dimostrato che l'attività dell'avvocato fosse occasionale. Il professionista ha vinto la causa.
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Gestione separata INPS: sanzioni e debiti al vaglio
L'ente di previdenza ha richiesto il pagamento di contributi e sanzioni a un professionista legale per l'anno 2010. L'ente riteneva obbligatoria l'iscrizione alla Gestione separata INPS. Il professionista ha impugnato la pretesa eccependo la prescrizione del credito e l'illegittimità delle sanzioni applicate. La Corte d'Appello ha accolto le ragioni dell'ente previdenziale, escludendo la prescrizione e ritenendo preclusa l'analisi delle sanzioni. Il legale ha presentato ricorso per cassazione richiamando anche una recente pronuncia della Corte Costituzionale sull'esonero dalle sanzioni civili. La Suprema Corte ha riconosciuto la particolare rilevanza nomofilattica della vicenda sulle sanzioni e ha rimesso la trattazione della causa alla Sezione ordinaria per una decisione definitiva.
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Prescrizione Contributi Gestione Separata: Cassazione chiarisce i termini
La Corte di Cassazione ha affrontato il caso di una professionista che contestava l'obbligo di iscrizione alla Gestione Separata INPS e la **prescrizione dei contributi Gestione Separata**. La professionista, avvocato non iscritta alla Cassa Forense, aveva un reddito superiore a 5.000 euro. La Cassazione ha confermato l'obbligo di iscrizione per l'attività abituale. Tuttavia, ha accolto il ricorso sulla prescrizione, stabilendo che il termine decorre dalla scadenza del pagamento dei contributi, non dalla data di presentazione della dichiarazione dei redditi. La sentenza di appello è stata cassata e rinviata per un nuovo esame.
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Prescrizione Contributi INPS: Quando il Termine Non Scade
La Corte di Cassazione ha affrontato un caso di prescrizione contributi INPS per un professionista. L'INPS aveva chiesto il versamento di contributi per l'anno 2009. I giudici di merito avevano dichiarato la prescrizione, sostenendo che il termine quinquennale era scaduto prima del primo atto interruttivo. La Cassazione ha accolto il ricorso dell'INPS. Ha stabilito che il termine di versamento dei contributi era stato prorogato da un D.P.C.M. al 7 luglio 2010. Pertanto, il termine di prescrizione non era ancora decorso al momento dell'atto interruttivo dell'INPS. La sentenza di merito è stata cassata e la causa rinviata per un nuovo esame.
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Gestione separata INPS: niente contributi per redditi bassi
L'ente previdenziale ha richiesto il pagamento dei contributi alla Gestione separata INPS a un professionista iscritto all'albo degli avvocati per redditi inferiori a 5.000 euro annui. Il professionista ha impugnato gli avvisi di addebito dimostrando la natura meramente occasionale dei propri compensi. I giudici di merito hanno annullato le richieste contributive per mancanza di prova sull'abitualità della professione. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso dell'ente. I giudici supremi hanno chiarito che la semplice iscrizione all'albo o il possesso di partita IVA non dimostrano l'esercizio abituale dell'attività. In assenza di abitualità e con compensi sotto la soglia di legge, non scatta alcun obbligo contributivo. Il professionista vince la causa e l'ente deve pagare le spese di lite.
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Prescrizione Contributi Gestione Separata: INPS Sconfitta in Cassazione
La Corte di Cassazione ha affrontato il caso di un'Avvocata iscritta d'ufficio alla Gestione Separata INPS per contributi del 2011. L'INPS le ha notificato un avviso di addebito nel 2017. La Corte d'Appello aveva ritenuto non prescritti i contributi, fissando il dies a quo (il giorno di inizio del calcolo) della prescrizione alla data di presentazione della dichiarazione dei redditi. La Suprema Corte ha invece stabilito che la prescrizione contributi Gestione Separata decorre dalla scadenza del termine per il pagamento dei contributi stessi. Considerando i differimenti dei termini, la pretesa INPS del 2017 era ormai prescritta, accogliendo il ricorso dell'Avvocata e annullando la richiesta di pagamento.
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Gestione Separata INPS: stop ai contributi senza abitualità
L'Ente Previdenziale richiedeva a un Professionista i contributi previdenziali per l'anno 2009. Il lavoratore contestava la pretesa eccependo la prescrizione del credito e l'assenza dei presupposti per l'obbligo contributivo, avendo percepito un reddito annuo modesto e inferiore ai limiti minimi. I giudici di merito confermavano il debito contributivo basandosi unicamente sul dato economico dichiarato. La Corte di Cassazione ha chiarito che l'obbligo di iscrizione alla Gestione Separata INPS non scatta in modo automatico in base all'ammontare del reddito. Il giudice di merito deve accertare in concreto se il Professionista abbia svolto l'attività con carattere di abitualità o occasionalità. La Suprema Corte ha rigettato la tesi sulla prescrizione ma ha accolto il ricorso sul difetto di accertamento dell'abitualità, annullando la sentenza e rinviando la causa per un nuovo esame.
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Prescrizione contributi INPS: L’INPS perde contro la professionista
La Corte di Cassazione ha confermato che la Prescrizione contributi INPS per i professionisti iscritti alla Gestione Separata decorre dalla scadenza del termine di pagamento, non dalla presentazione della dichiarazione dei redditi. Il caso riguardava una professionista che non aveva compilato il 'Quadro RR'. L'INPS sosteneva che questa omissione fosse un occultamento doloso del debito, tale da sospendere la prescrizione. La Corte ha escluso che la mancata compilazione del 'Quadro RR' costituisca automaticamente un occultamento doloso, dichiarando il ricorso dell'INPS inammissibile e condannandolo al pagamento delle spese legali.
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Gestione Separata INPS: Omissione o Evasione? La Cassazione Riapre il Caso
Un Professionista riceve dall'INPS un avviso di addebito per contributi non versati alla Gestione Separata INPS. La Corte d'Appello aveva stabilito l'obbligo di iscrizione, ma aveva qualificato il mancato versamento come semplice omissione contributiva, non evasione. L'INPS ricorre, sostenendo l'evasione. Il Professionista, a sua volta, contesta la prescrizione e la soglia di reddito per l'obbligo contributivo. La Corte di Cassazione, rilevando l'importanza di una recente pronuncia della Corte Costituzionale sulla Gestione Separata INPS e le sanzioni per i professionisti, decide di rimettere la causa alla sezione ordinaria per un esame più approfondito, data la complessità della questione.
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Gestione separata INPS: contributi dovuti ma sanzioni annullate
Un professionista ha impugnato l'iscrizione d'ufficio alla Gestione separata INPS per le annualità 2008 e 2009. La Corte di Cassazione ha rilevato che per l'anno 2009 il credito previdenziale era già dichiarato prescritto con sentenza definitiva. Per l'anno 2008, i giudici hanno confermato l'obbligo di versare i contributi poiché l'attività professionale era svolta con carattere di abitualità, a prescindere dal conseguimento di un reddito inferiore a cinquemila euro. Tuttavia, la Suprema Corte ha annullato le sanzioni civili pretese per il 2008 in seguito alla sentenza della Corte Costituzionale n. 55/2024, che esonera dai sanzionamenti i periodi antecedenti alla riforma del 2011. Il lavoratore ottiene così la cancellazione totale del debito 2009 e l'annullamento delle sanzioni per il 2008.
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Gestione Separata INPS: contributi e sanzioni al vaglio
Un professionista legale contesta l'iscrizione d'ufficio alla Gestione Separata INPS per i redditi del 2009 poco superiori a 5.000 euro, sostenendo la non abitualità dell'attività e la prescrizione della pretesa contributiva. Inoltre, il ricorrente eccepisce l'illegittimità delle sanzioni civili applicate. La Corte di Cassazione, con ordinanza interlocutoria, evidenzia l'impatto della sentenza n. 104/2022 della Corte Costituzionale sul regime sanzionatorio applicabile agli avvocati non iscritti alla cassa forense. I giudici di legittimità decidono quindi di rimettere la causa alla sezione ordinaria per una decisione approfondita sull'intero contenzioso.
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Gestione separata INPS: vince il professionista sul giudicato
Un professionista riceveva una richiesta di pagamento per la contribuzione dovuta per l'anno 2009. Il professionista otteneva una sentenza passata in giudicato che annullava integralmente l'avviso di addebito. L'ente previdenziale promuoveva comunque appello e successivamente ricorso per Cassazione. Nel formulare i motivi di impugnazione, l'ente contestava questioni legate alla prescrizione e al differimento dei termini fiscali. L'ente ignorava completamente la motivazione della sentenza d'appello, fondata sul giudicato esterno che aveva cancellato il debito. La Suprema Corte dichiarava inammissibile il ricorso dell'ente per difetto di attinenza alla motivazione impugnata. Il professionista vinceva definitivamente la causa con condanna dell'ente alle spese legali.
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Gestione separata INPS: contributi annullati per prescrizione
L'Ente di previdenza ha richiesto il versamento dei contributi a una professionista iscritta all'albo ma non alla cassa previdenziale di categoria. La contribuente ha contestato l'obbligo di iscrizione alla Gestione separata INPS per mancanza di abitualità dell'attività e ha sollevato l'eccezione di prescrizione del debito. I giudici di merito hanno confermato la pretesa contributiva, equiparando la mancata compilazione del modello fiscale a un occultamento intenzionale del debito idoneo a bloccare la prescrizione. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso della professionista. I giudici Supremi hanno stabilito che occorre accertare in concreto l'effettivo esercizio abituale della professione e che l'omessa compilazione del quadro dichiarativo non costituisce in automatico una condotta fraudolenta idonea a sospendere la prescrizione.
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Gestione separata INPS: obbligo e calcolo della prescrizione
Una professionista ha contestato l'iscrizione d'ufficio alla Gestione separata INPS per i compensi percepiti nel 2009. La lavoratrice sosteneva la non debenza dei contributi e l'avvenuta prescrizione del credito previdenziale. I giudici di merito hanno respinto le sue richieste, confermando la legittimità della pretesa dell'ente. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso della professionista. I giudici hanno chiarito che l'attività abituale non coperta dalla cassa di categoria impone l'iscrizione previdenziale all'INPS. Inoltre, la prescrizione decorre dalla scadenza effettiva del termine di pagamento, prorogato dai decreti fiscali, e non dalla dichiarazione dei redditi. La richiesta dell'ente è quindi valida e tempestiva.
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Gestione separata INPS: obbligo e dolo del professionista
Un ingegnere dipendente svolgeva contemporaneamente attività libero-professionale ed era iscritto all'albo ma non alla cassa professionale di categoria, versando a quest'ultima solo il contributo integrativo. L'ente previdenziale ha disposto l'iscrizione d'ufficio alla Gestione separata INPS, richiedendo i contributi non versati. Il professionista si è opposto eccependo l'esonero contributivo e la prescrizione del debito. I giudici hanno stabilito che il solo contributo solidaristico alla cassa privata non evita la doppia imposizione previdenziale sul reddito autonomo. Inoltre, l'omessa compilazione del quadro fiscale dei redditi ha sospeso la prescrizione per occultamento doloso, confermando l'integrale debito del lavoratore verso l'ente pubblico.
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