La Corte di Cassazione ha stabilito che si configura il reato di furto consumato, e non solo tentato, anche quando l'azione criminosa è osservata a distanza dalla polizia. Il caso riguardava un individuo che, con destrezza, sottraeva un cellulare da un tavolino di un ristorante. Sebbene la polizia stesse monitorando i suoi movimenti e lo abbia arrestato poco dopo, il reato è stato ritenuto consumato perché l'agente ha conseguito, seppur per un breve istante, la piena e autonoma disponibilità del bene, facendolo uscire dalla sfera di controllo della vittima. La sorveglianza delle forze dell'ordine, in questo contesto, non impedisce la compromissione dell'interesse protetto.
Continua »