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Fumus Commissi Delicti — Anno 2023

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361 provvedimenti applicano questo termine

Altri anni per Fumus Commissi Delicti

Provvedimenti

Ricorso per cassazione: inammissibile se rivaluta i fatti
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso contro un sequestro preventivo per truffa. La sentenza ribadisce che il ricorso per cassazione non può essere utilizzato per una nuova valutazione dei fatti, ma solo per contestare violazioni di legge. Si chiarisce inoltre che nella truffa contrattuale il danno sussiste anche se le conseguenze negative non sono definitive, essendo sufficiente aver stipulato un contratto a condizioni svantaggiose.
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Informativa interdittiva antimafia: no reato art.316ter
Un imprenditore ha ottenuto un finanziamento garantito dallo Stato durante l'emergenza Covid-19, pur essendo la sua società destinataria di un'informativa interdittiva antimafia. La Cassazione ha annullato il sequestro preventivo, stabilendo che tale misura non rientra tra le cause ostative previste dall'art. 67 del Codice Antimafia, unico riferimento normativo corretto. Pertanto, la dichiarazione resa non era falsa e il reato di indebita percezione non sussiste.
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Sequestro probatorio EPPO: limiti del riesame in Italia
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di una società contro un'ordinanza del Tribunale del Riesame. Quest'ultimo aveva confermato la legittimità formale di un sequestro probatorio EPPO disposto da un ufficio della Procura Europea di un altro Stato membro. La Corte ha stabilito che il giudice italiano può esaminare solo i profili formali dell'atto, mentre la valutazione nel merito (il `fumus commissi delicti`) spetta al giudice dello Stato che ha avviato l'indagine.
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Ricorso EPPO inammissibile e traduzione atti
Un cittadino belga ha presentato ricorso contro un decreto di perquisizione e sequestro emesso dal Procuratore Europeo Delegato (EPPO), lamentando la mancata traduzione degli atti e l'assenza di motivazione. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso EPPO inammissibile, specificando che il controllo del giudice nazionale su tali atti transfrontalieri è limitato alla legalità formale e non al merito dell'accusa. Inoltre, la mancata traduzione non comporta nullità se il diritto di difesa è stato comunque garantito. Il ricorso è stato ritenuto generico perché non si confrontava con la specifica motivazione del giudice precedente.
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Sequestro preventivo profitto: nesso causale obbligato
La Corte di Cassazione ha annullato un'ordinanza che confermava un sequestro preventivo del profitto per il reato di sfruttamento del lavoro (art. 603-bis c.p.). La Corte ha stabilito che non è sufficiente basarsi su un nuovo e maggiore calcolo delle retribuzioni non versate, ma è indispensabile dimostrare il nesso di causalità diretto tra il profitto sequestrato e le specifiche condizioni di sfruttamento che costituiscono il reato, le quali vanno oltre il semplice inadempimento contrattuale.
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Sequestro per equivalente: responsabilità solidale
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un indagato contro un'ordinanza di sequestro preventivo per un valore di oltre 600.000 euro. Il caso riguarda la distrazione di fondi pubblici ottenuti tramite un finanziamento garantito dallo Stato. La Corte ha confermato la validità del sequestro per equivalente sull'intero importo del profitto del reato a carico di un singolo concorrente, in applicazione del principio solidaristico che regola il concorso di persone nel reato. Ha inoltre stabilito l'utilizzabilità delle dichiarazioni rese dal denunciante, poi divenuto co-indagato, in quanto spontaneamente presentate prima dell'avvio formale delle indagini a suo carico.
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Confisca allargata evasione fiscale: retroattività
Un medico, indagato per gravi reati, subisce un sequestro finalizzato alla confisca allargata per una sproporzione tra i beni posseduti e il reddito dichiarato. Egli sostiene che la ricchezza derivi da evasione fiscale accumulata negli anni. La Corte di Cassazione, di fronte a un contrasto giurisprudenziale sulla retroattività del divieto di usare l'evasione fiscale come giustificazione (introdotto nel 2017), rimette la questione alle Sezioni Unite per una decisione definitiva. L'ordinanza analizza i due orientamenti opposti in tema di confisca allargata evasione fiscale.
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Pignorabilità pensione: limiti sequestro sul conto
La Corte di Cassazione si è pronunciata sulla pignorabilità della pensione una volta che le somme sono accreditate sul conto corrente. La sentenza chiarisce che il sequestro preventivo è legittimo per la parte eccedente il triplo dell'assegno sociale per le giacenze preesistenti, confermando che l'accredito in conto non rende i fondi totalmente impignorabili, ma li sottopone a specifici limiti di legge.
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Sequestro preventivo: procura speciale e società
La Corte di Cassazione analizza un caso di sequestro preventivo di quote e patrimonio di una S.r.l. unipersonale. La sentenza chiarisce la distinzione tra la posizione del socio indagato e quella della società, un'entità giuridica distinta. La Corte dichiara inammissibili sia il ricorso del socio, per la parte relativa ai beni aziendali, data l'assenza di una procura speciale da parte della società, sia quello del Pubblico Ministero, per i limiti del giudizio di legittimità sulla valutazione del fumus delicti. Viene affermato che l'annullamento del sequestro sulle quote ha un effetto estensivo sui beni della società.
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Giudicato cautelare: limiti del ricorso in Cassazione
Una società ricorre in Cassazione contro il mantenimento di un sequestro preventivo su un'area, lamentando la violazione del cosiddetto giudicato cautelare. La Suprema Corte dichiara il ricorso inammissibile, specificando che il suo esame è limitato alla violazione di legge e non può riconsiderare nel merito le valutazioni dei giudici precedenti, i quali avevano motivato in modo adeguato l'inclusione dei terreni nell'area oggetto del reato urbanistico.
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Soglia di punibilità: come si calcola per pagamenti?
La Corte di Cassazione affronta il tema della soglia di punibilità nel reato di indebita percezione di erogazioni pubbliche. Il caso riguarda un individuo che riceveva un assegno sociale mensilmente senza svolgere le ore di lavoro pattuite. La Corte ha stabilito che, se la condotta illecita consiste in omissioni mensili distinte (e non in un'unica azione iniziale), la soglia di punibilità va valutata su ogni singola erogazione mensile e non sull'importo totale percepito.
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Indebita percezione: soglia di punibilità mensile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso del Pubblico Ministero contro l'annullamento di un sequestro preventivo. Il caso riguardava un'indebita percezione di erogazioni assistenziali. La Corte ha confermato che il reato da contestare era quello previsto dall'art. 316-ter c.p. e non la truffa aggravata. Crucialmente, ha stabilito che la soglia di punibilità deve essere valutata su ogni singola erogazione mensile, e non sul totale percepito, quando l'illecito deriva da omissioni periodiche e non da un'unica condotta iniziale.
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Confisca per equivalente: solidarietà nel riciclaggio
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 11332/2023, ha respinto il ricorso di un indagato per riciclaggio, confermando un sequestro preventivo di 330.000 euro. La Corte ha ribadito il principio solidaristico secondo cui la confisca per equivalente può colpire per intero il patrimonio di uno solo dei concorrenti nel reato, a prescindere dal profitto effettivamente percepito. Il ricorso del Pubblico Ministero è stato invece dichiarato inammissibile per carenza di interesse.
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Sequestro preventivo: motivazione assente, annullato
La Cassazione annulla un'ordinanza di sequestro preventivo per totale assenza di motivazione. Il provvedimento non specificava né l'uso illecito del denaro (fumus delicti), né il concreto pericolo di dispersione dei beni (periculum in mora), requisiti essenziali per la validità del sequestro preventivo.
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Sequestro opere precarie: nozione e requisiti
La Corte di Cassazione conferma il sequestro preventivo di strutture in uno stabilimento balneare, ritenendole non genuinamente 'precarie'. Nonostante il carattere stagionale, i collegamenti alle utenze e l'uso stabile rendevano necessario il permesso di costruire. L'appello contro il sequestro opere precarie è stato dichiarato inammissibile, sottolineando che la sola stagionalità non equivale a precarietà.
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Sequestro per equivalente: legittimo sui beni personali
La Corte di Cassazione ha esaminato un caso di truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche. Al centro della questione, la legittimità del sequestro per equivalente sui beni personali di un amministratore, nonostante la società beneficiaria del reato disponesse di un patrimonio capiente. La Corte ha rigettato il ricorso, stabilendo che, una volta esaurita la ricerca del profitto diretto (denaro) presso la società, è corretto procedere con il sequestro per equivalente sui beni di chi ha concorso al reato, senza dover prima aggredire altri beni (come gli immobili) della società stessa.
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Sequestro preventivo e fumus: limiti del ricorso
Un professionista ricorre in Cassazione contro un sequestro preventivo disposto per il reato di dichiarazione infedele. La Corte dichiara il ricorso inammissibile, ribadendo che il suo sindacato è limitato alla sola violazione di legge e non può estendersi al merito della valutazione del 'fumus commissi delicti' e del 'periculum in mora'. La sentenza sottolinea come l'occultamento di ingenti somme di denaro contante sia un valido indicatore del rischio di dispersione dei beni.
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Sequestro preventivo: ricorso inammissibile in Cassazione
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso contro un'ordinanza di sequestro preventivo per frode fiscale su carburanti. La sentenza ribadisce che il ricorso può basarsi solo su violazioni di legge, non su una diversa interpretazione dei fatti rispetto a quella del Tribunale del Riesame. La Corte ha confermato la sussistenza di gravi indizi di colpevolezza per associazione a delinquere e reati tributari, basati sulla vendita fittizia di gasolio agricolo.
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Prescrizione reato presupposto: annullato sequestro
Un imprenditore, accusato di falso in bilancio e autoriciclaggio, ottiene l'annullamento di un sequestro preventivo. La Corte di Cassazione ha stabilito che la prescrizione reato presupposto (il falso in bilancio) elimina il fondamento dell'accusa di autoriciclaggio, rendendo illegittima la misura cautelare. L'atto interruttivo della prescrizione per un reato non si estende automaticamente agli altri.
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Sottoprodotto o rifiuto: la Cassazione decide
Una società agricola contesta un sequestro preventivo per traffico illecito di rifiuti, sostenendo che i materiali usati nel proprio biodigestore fossero un sottoprodotto e non un rifiuto. La Corte di Cassazione dichiara il ricorso inammissibile, sottolineando che in sede di legittimità non si può riesaminare il merito dei fatti (come la classificazione del materiale), ma solo verificare la sussistenza di violazioni di legge, che nel caso di specie non sono state ravvisate nella motivazione del provvedimento impugnato.
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