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Fumus Commissi Delicti — Anno 2023

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361 provvedimenti applicano questo termine

Altri anni per Fumus Commissi Delicti

Provvedimenti

Lottizzazione abusiva: la differenza con la ristrutturazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imprenditore contro il sequestro di un'area destinata a un nuovo complesso residenziale. La Corte ha confermato che la costruzione di 10 villette in zona agricola, al posto di vecchi edifici rurali, non è una ristrutturazione edilizia ma una lottizzazione abusiva, data la creazione di un insediamento ex novo con notevole impatto urbanistico.
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Sequestro preventivo: motivazione assente, annullato
La Corte di Cassazione ha annullato un'ordinanza di sequestro preventivo per reati fiscali, del valore di oltre 41.000 euro, a carico di un imprenditore. La decisione si fonda sulla totale assenza di motivazione da parte del Tribunale del Riesame riguardo sia alla sussistenza del reato (fumus commissi delicti) sia al rischio di dispersione del patrimonio (periculum in mora). La Corte ha chiarito che il giudice non può limitarsi a respingere le argomentazioni difensive con formule generiche, ma deve analizzarle nel merito. Inoltre, ha sottolineato che il periculum in mora va valutato sulla persona fisica indagata, non sulla società.
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Amministratore di fatto: la Cassazione fa chiarezza
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di una società contro un sequestro preventivo per reati tributari. La sentenza ha confermato che la figura dell'amministratore di fatto può essere provata attraverso un insieme di indizi gravi, precisi e concordanti, come la gestione dei beni aziendali e le testimonianze. La Corte ha inoltre ribadito che i motivi di ricorso non sollevati in sede di riesame non possono essere presentati per la prima volta in Cassazione.
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Periculum in mora: motivazione nel sequestro preventivo
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 47912/2023, ha annullato un'ordinanza di sequestro preventivo per carenza di motivazione sul 'periculum in mora'. La Corte ha stabilito che la mera sproporzione tra il patrimonio dell'indagato e il presunto profitto del reato non è sufficiente a dimostrare il rischio concreto di dispersione dei beni, necessario per giustificare la misura cautelare. Il caso è stato rinviato al Tribunale per una nuova valutazione sul punto.
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Periculum in mora: non basta il patrimonio insufficiente
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 47914/2023, ha annullato un'ordinanza di sequestro preventivo, chiarendo un principio fondamentale sul periculum in mora. La Corte ha stabilito che il semplice fatto che il patrimonio di un indagato sia inferiore al presunto profitto del reato non è, da solo, sufficiente a dimostrare il rischio di dispersione dei beni. Per convalidare la misura cautelare, il giudice deve fornire una motivazione specifica e concreta che evidenzi il pericolo effettivo di alienazione o occultamento del patrimonio. La decisione distingue nettamente i presupposti del sequestro preventivo da quelli del sequestro conservativo.
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Sequestro preventivo: motivazione e periculum in mora
La Corte di Cassazione analizza un caso di sequestro preventivo per reati tributari. Il ricorso della società terza interessata viene dichiarato inammissibile per mancanza di procura speciale. Quello dell'indagato viene parzialmente accolto, annullando con rinvio l'ordinanza per carenza di motivazione sul 'periculum in mora', sottolineando che non basta un generico riferimento all'incapienza dei beni. La Corte ribadisce inoltre l'autonomia tra il giudizio penale e quello tributario.
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Trasporto di ricambi usati: è reato ambientale?
La Corte di Cassazione ha confermato il sequestro di un autocarro che trasportava ricambi usati non documentati, qualificandoli come rifiuti. La decisione si basa sulla mancanza di autorizzazioni per il trasporto di ricambi usati e sulle modalità di stoccaggio, che non indicavano una destinazione alla vendita ma uno smaltimento illecito.
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Sequestro preventivo e convalida: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di alcuni soggetti avverso un'ordinanza che confermava un sequestro preventivo per circa 49.000 euro. I ricorrenti lamentavano la tardività della convalida del sequestro effettuato dalla polizia. La Corte ha stabilito che la procedura seguita non era una convalida, bensì una richiesta autonoma di sequestro preventivo da parte del PM al giudice, rendendo irrilevanti i termini di 48 ore per la convalida.
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Sequestro preventivo terzo: limiti del ricorso
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 47653/2023, ha dichiarato inammissibile il ricorso di un amministratore di società contro un sequestro preventivo su un immobile. Il caso chiarisce i limiti del ricorso per il sequestro preventivo terzo, ribadendo che quest'ultimo può contestare solo la propria titolarità del bene e la sua estraneità al reato, non i presupposti della misura cautelare come il 'fumus commissi delicti'.
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Sequestro probatorio: limiti del ricorso in Cassazione
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un indagato contro un'ordinanza di sequestro probatorio di merce recante un marchio presumibilmente contraffatto. La Corte ha stabilito che, in fase di indagini preliminari, il sequestro è legittimo se basato su una semplice 'notitia criminis' per accertare i fatti, e che il ricorso è ammesso solo per violazioni di legge o vizi di motivazione così gravi da renderla inesistente.
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Ricettazione denaro contante: sequestro legittimo
La Corte di Cassazione, con la sentenza 47651/2023, ha confermato il sequestro preventivo di 119.000 euro in contanti, ritenendo configurabile il reato di ricettazione di denaro contante. La mancanza di una giustificazione plausibile sulla provenienza della somma, unita alle modalità di occultamento e ai precedenti dell'indagato, è sufficiente a integrare il 'fumus commissi delicti' necessario per la misura cautelare, anche senza l'accertamento giudiziale del reato presupposto.
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Ricorso per cassazione: quando è inammissibile?
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso per cassazione contro un'ordinanza di sequestro preventivo per reati di truffa e autoriciclaggio. La sentenza chiarisce che il ricorso è limitato alla sola violazione di legge, escludendo una rivalutazione dei fatti. Viene inoltre stabilito che le irregolarità procedurali, come la mancata indicazione di un reato nell'informazione di garanzia, non invalidano il sequestro, considerato un "atto a sorpresa".
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Concorso di persone nel reato: la prova del mandante
La Corte di Cassazione ha annullato un'ordinanza di custodia cautelare per tentata estorsione, sottolineando l'assenza di prove concrete sul ruolo di mandante dell'indagato. La figura dell'accusato era emersa solo indirettamente, attraverso le parole di un intermediario, elemento ritenuto insufficiente per configurare un grave quadro indiziario nel concorso di persone nel reato. La sentenza ribadisce la necessità di una motivazione rigorosa che dimostri la reale partecipazione, anche solo morale, alla fase ideativa o preparatoria del crimine.
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Sequestro preventivo crediti fiscali: Cassazione
La Corte di Cassazione ha confermato un sequestro preventivo crediti fiscali derivanti da bonus edilizi, ritenuti fittizi. Il ricorso degli indagati, basato sulla presunta buona fede nell'acquisto dei crediti, è stato respinto. La Corte ha stabilito che la valutazione approfondita dell'elemento soggettivo del reato è materia del giudizio di merito e non della fase cautelare del riesame, a meno che l'assenza di dolo non sia evidente *ictu oculi*. Il Tribunale del riesame aveva correttamente motivato sulla base del *fumus commissi delicti*.
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Ricettazione denaro: sequestro senza prova del reato
La Corte di Cassazione ha confermato un sequestro preventivo per ricettazione denaro, stabilendo che il possesso di una notevole somma di contanti, privo di giustificazioni plausibili e accompagnato da elementi indiziari come modalità di occultamento sospette, è sufficiente a configurare il reato. La sentenza precisa che per procedere non è necessario l'accertamento giudiziale del reato presupposto, essendo sufficiente una prova logica della provenienza illecita dei fondi. L'appello dell'imputato è stato dichiarato inammissibile.
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Sequestro preventivo: la Cassazione e l’intestazione fittizia
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso dell'amministratrice di una società contro un provvedimento di sequestro preventivo. La decisione si fonda sulla sussistenza di un solido quadro indiziario (fumus commissi delicti) che indicava la società come un'intestazione fittizia a favore di terzi indagati. La Corte ha ritenuto che il Tribunale del riesame avesse correttamente motivato anche sul rischio di dispersione dei beni (periculum in mora), confermando la misura cautelare reale.
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Sequestro preventivo e autoriciclaggio: la Cassazione
La Corte di Cassazione ha confermato un'ordinanza di sequestro preventivo su beni (una villa, quote societarie e polizze) riconducibili a un presunto sodalizio criminale. L'accusa ipotizza un sistema di evasione fiscale e contributiva tramite cooperative, i cui profitti illeciti venivano reinvestiti in altre attività intestate a familiari. La Corte ha rigettato i ricorsi, ritenendo la motivazione del Tribunale del Riesame adeguata sia sul 'fumus commissi delicti' sia sul 'periculum in mora'. È stata inoltre chiarita la piena compatibilità tra le accuse di autoriciclaggio e trasferimento fraudolento di valori.
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Sequestro preventivo: la Cassazione annulla per difetto
La Corte di Cassazione ha annullato parzialmente un decreto di sequestro preventivo per oltre 2 milioni di euro emesso nei confronti di una società e del suo amministratore per reati tributari. La decisione si fonda su due vizi fondamentali del provvedimento impugnato: la totale assenza di motivazione sul 'periculum in mora', ovvero il rischio concreto di dispersione dei beni, e l'insufficiente prova ('fumus commissi delicti') per il reato di omesso versamento di ritenute, non essendo più sufficiente la sola dichiarazione Modello 770.
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Sequestro preventivo: quando il ricorso è inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di una società contro un'ordinanza di sequestro preventivo per reati fiscali. La Corte ha ritenuto irrilevante una sentenza di proscioglimento prodotta dalla difesa, in quanto relativa a società diverse. Ha inoltre stabilito che il motivo relativo al periculum in mora non poteva essere sollevato per la prima volta in Cassazione.
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Sequestro preventivo: quando è inammissibile il ricorso
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso contro un'ordinanza che negava la revoca di un sequestro preventivo su una società. Il sequestro era stato disposto per intestazione fittizia di valori, legata a un'indagine per associazione mafiosa a carico di un familiare dei ricorrenti. La Corte ha ribadito che, in assenza di nuovi elementi, le questioni già decise in sede cautelare non possono essere riproposte, consolidando il principio del 'giudicato cautelare'. Per disporre il sequestro preventivo è sufficiente il 'fumus commissi delicti', ovvero l'astratta configurabilità del reato.
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