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Fondo Intercluso

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81 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Servitù di passaggio coattivo negata per una porta murata
Un proprietario ha chiesto una servitù di passaggio coattivo sul terreno dei vicini, sostenendo che il suo fondo fosse intercluso. La Corte di Cassazione ha respinto la richiesta. Durante il processo è emerso che sulla proprietà del richiedente esisteva una vecchia porta murata che, se riaperta, avrebbe garantito un facile e poco costoso accesso alla via pubblica. La Corte ha stabilito che un fondo non è considerato intercluso se l'accesso può essere ripristinato con interventi semplici e non onerosi sulla propria abitazione. La richiesta è stata quindi interpretata non come una necessità, ma come un tentativo di ottenere un passaggio più comodo, condizione non sufficiente per imporre un peso sulla proprietà altrui.
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Indennità di espropriazione: da 500mila a 9mila euro, perché?
Un Comune espropria un terreno per realizzare un'isola ecologica. La disputa nasce sul calcolo della corretta indennità di espropriazione. Il proprietario sostiene che il terreno abbia un valore altissimo perché indispensabile al Comune, creando un monopolio. La Corte di Cassazione, però, dà ragione al Comune. Stabilisce che l'indennità deve basarsi sul valore di mercato oggettivo del bene, non sulla sua utilità strategica per l'ente pubblico. Poiché il terreno era piccolo, non edificabile e non strettamente necessario, il suo valore è stato confermato a poco più di 9.000 euro, contro gli oltre 500.000 richiesti. La Corte ha dichiarato inammissibile il ricorso del proprietario, che chiedeva una nuova valutazione dei fatti.
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Servitù Volontaria di Passaggio: non si cancella con nuova strada
La Corte di Cassazione ha stabilito un principio fondamentale sulla servitù volontaria di passaggio. Il proprietario di un terreno chiedeva la cancellazione di una servitù concessa al vicino, sostenendo che non fosse più necessaria dato che il fondo del vicino aveva ora un nuovo accesso alla via pubblica. La Corte ha respinto la richiesta. Ha chiarito che una servitù volontaria di passaggio, nata da un contratto per semplice comodità e non per necessità legale (come un fondo intercluso), non si estingue automaticamente se la situazione cambia. L'accordo originale tra le parti resta valido e prevale sulle nuove circostanze. Di conseguenza, il proprietario che aveva concesso il passaggio ha perso la causa.
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Servitù di passaggio fondo intercluso: Causa persa contro il vicino
Il proprietario di un terreno senza accesso alla strada cita in giudizio un vicino per ottenere una servitù di passaggio. Il vicino si difende, indicando che un passaggio più comodo e meno dannoso potrebbe essere creato sulla proprietà di un terzo, non coinvolto nella causa. La Corte di Cassazione dà ragione al vicino. Stabilisce un principio fondamentale sulla servitù di passaggio fondo intercluso: se esistono più percorsi alternativi su fondi di proprietari diversi, chi agisce in giudizio ha l'onere di citare tutti i soggetti interessati. Non averlo fatto rende la domanda improcedibile e porta alla sconfitta.
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Servitù di passaggio coattivo: tra interclusione e lavori interni
Un proprietario terriero ha richiesto la costituzione di una servitù di passaggio coattivo sostenendo che il proprio fondo fosse intercluso a causa di un forte dislivello interno che impediva l'accesso alla via pubblica. I giudici di merito hanno rigettato la domanda, rilevando che l'interclusione era solo apparente, poiché il proprietario avrebbe potuto realizzare opere interne per superare la pendenza. Inoltre, il fondo risultava in stato di abbandono, facendo mancare il requisito del conveniente uso agricolo. La Corte di Cassazione ha confermato il rigetto, stabilendo che la valutazione sulla fattibilità dei lavori interni è un accertamento di fatto insindacabile in sede di legittimità e che l'esistenza di percorsi alternativi più brevi su fondi di terzi giustifica il diniego del passaggio sul fondo originariamente indicato.
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Revocazione per errore di fatto: quando è possibile
Una società ha richiesto la revocazione per errore di fatto di un'ordinanza di Cassazione, lamentando uno scambio di persona tra eredi e donatari. La Corte ha dichiarato inammissibile il ricorso, stabilendo che se un fatto è stato oggetto di dibattito processuale, non può configurarsi una semplice svista percettiva idonea a giustificare la revocazione.
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Servitù di passaggio coattivo: i proprietari da citare
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 31065/2023, ha rigettato il ricorso di un proprietario di un fondo intercluso che aveva richiesto una servitù di passaggio coattivo citando in giudizio solo uno dei proprietari dei terreni interposti. La Corte ha stabilito che l'azione deve essere proposta contestualmente contro tutti i proprietari dei fondi che separano l'immobile dalla via pubblica. In caso contrario, la domanda viene respinta nel merito per inesistenza del diritto, poiché un passaggio parziale non è idoneo a garantire l'accesso.
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Servitù di passaggio: quando la Cassazione la nega
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso dei proprietari di un immobile che richiedevano una servitù di passaggio carrabile su un fondo confinante, adibito a villaggio turistico. La Corte ha confermato la decisione di merito, stabilendo che per la costituzione di una servitù per destinazione del padre di famiglia o per usucapione è necessario il requisito dell'apparenza, ovvero l'esistenza di opere visibili e permanenti. Un semplice sentiero non è stato ritenuto sufficiente. Inoltre, è stata negata la servitù coattiva poiché il fondo non era intercluso.
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Servitù di passaggio: il ricorso inammissibile
Un proprietario terriero ha richiesto una servitù di passaggio per il suo fondo, ritenuto intercluso. Dopo il rigetto in primo e secondo grado, la Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. La Corte ha ribadito di non poter riesaminare i fatti del caso, specialmente in presenza di una 'doppia conforme', confermando la decisione dei giudici di merito che avevano escluso la natura interclusa del fondo.
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Servitù di passaggio coattiva: i limiti del giudice
Un proprietario di un fondo intercluso ha richiesto una servitù di passaggio. La Corte d'Appello ha stabilito il passaggio sul fondo di un vicino, attraversando un'area normalmente protetta come un cortile. La Corte di Cassazione, con l'ordinanza in esame, ha dichiarato inammissibile il ricorso contro tale decisione, confermando che il giudice di merito ha ampia discrezionalità nel bilanciare gli interessi contrapposti e può imporre una servitù di passaggio coattiva anche su cortili e giardini se l'alternativa è l'isolamento assoluto del fondo.
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Servitù coattiva: l’intervento di terzi nel giudizio
La Corte di Cassazione sospende un giudizio su una servitù coattiva per un fondo intercluso. La questione principale rimessa alle Sezioni Unite riguarda l'ammissibilità dell'intervento in causa di terzi proprietari di fondi vicini. I ricorrenti avevano negato l'esistenza di una servitù, mentre i resistenti ne chiedevano la costituzione coattiva, essendo il loro fondo privo di accesso alla via pubblica. La Corte d'Appello aveva concesso la servitù, ma il ricorso in Cassazione ha sollevato dubbi procedurali la cui risoluzione è ora demandata al massimo consesso della giurisprudenza.
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Permesso di costruire in sanatoria: quando è valido?
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 28539/2024, ha stabilito che il rilascio di un permesso di costruire in sanatoria non è sufficiente per revocare automaticamente un ordine di demolizione. Il giudice dell'esecuzione ha il potere-dovere di verificare la legittimità sostanziale del permesso. Nel caso specifico, il permesso è stato ritenuto illegittimo perché mancavano i presupposti urbanistici fondamentali, come la doppia conformità e il necessario piano di lottizzazione, rendendo così l'ordine di demolizione pienamente esecutivo.
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Servitù coattiva: esenzione per cortili e giardini
Un proprietario ha fatto ricorso in Cassazione contro la costituzione di una servitù coattiva di passaggio sul suo terreno, proponendo un percorso alternativo. La Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, confermando la decisione della Corte d'Appello. La sentenza ribadisce che la scelta del tracciato spetta al giudice di merito e che l'esenzione per case, cortili e giardini è un principio cardine, derogabile solo in caso di interclusione assoluta, non riscontrata nel caso di specie.
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Servitù di passaggio coattiva: la rinuncia non vale
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 29311/2024, ha stabilito che la rinuncia preventiva alla servitù di passaggio coattiva non è valida se l'accesso alla via pubblica, seppur esistente, è talmente disagevole e costoso da configurare un'interclusione relativa. Il caso riguardava due fondi confinanti, originati da una divisione, dove il proprietario di uno dei lotti aveva rinunciato al passaggio sul fondo del fratello. La Corte ha cassato la decisione d'appello che aveva negato la servitù, ordinando un nuovo esame che tenga conto della concreta difficoltà di accesso.
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Servitù di passaggio: quando il fondo non è continuo
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 28329/2024, ha stabilito che non è possibile costituire un'unica servitù di passaggio coattivo per più fondi appartenenti allo stesso proprietario se questi non sono continui a causa di significativi dislivelli. Nel caso specifico, la Corte ha confermato la decisione di merito che limitava la servitù ai soli terreni a valle, in quanto effettivamente interclusi, escludendo quelli a monte che, pur essendo della stessa proprietà, erano separati da un dislivello di diversi metri e risultavano accessibili tramite un altro percorso.
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Servitù di passaggio: la scelta del percorso protetto
Una proprietaria ottiene una servitù di passaggio sul terreno del vicino. La Corte di Cassazione interviene, annullando la decisione perché il percorso scelto attraversa un cortile privato. La Suprema Corte stabilisce che, in presenza di alternative, deve essere sempre data priorità ai percorsi che non invadono aree protette come cortili e giardini, anche in caso di fondo completamente intercluso. La causa è stata rinviata alla Corte d'Appello per una nuova valutazione.
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Servitù coattiva per ostacolo giuridico: la Cassazione
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 25088/2024, ha stabilito che un fondo si considera intercluso anche in presenza di un ostacolo giuridico che impedisce l'accesso alla via pubblica. Il caso riguardava un proprietario a cui era stata negata la servitù coattiva perché il suo terreno confinava con una strada provinciale, sebbene l'accesso fosse stato ritenuto non autorizzabile per ragioni di sicurezza. La Suprema Corte ha cassato la decisione di merito, affermando che l'impossibilità di ottenere un'autorizzazione amministrativa equivale a un impedimento fisico, legittimando la richiesta di passaggio coattivo sul fondo del vicino.
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Servitù coattiva: quando si può ampliare il passaggio?
Un proprietario ha richiesto l'ampliamento di un accesso, necessitando di una piccola porzione del giardino del vicino. Quest'ultimo si è opposto, ma la Cassazione ha confermato la decisione dei giudici di merito. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, ribadendo che una servitù coattiva può essere concessa per esigenze abitative, non solo per necessità assolute, e può interessare anche giardini, a fronte di un'attenta ponderazione degli interessi e del pagamento di un'indennità.
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Servitù di passaggio: limiti del diritto gratuito
Una società, il cui fondo era divenuto intercluso a seguito di un acquisto, ha chiesto una servitù di passaggio coattiva. Il fondo su cui doveva gravare la servitù era stato però donato dall'originario venditore a terzi. La Corte di Cassazione ha stabilito che il diritto speciale a una servitù di passaggio gratuita (art. 1054 c.c.) vale solo nei confronti del venditore originario o dei suoi eredi, ma non verso i successivi proprietari che hanno ricevuto il bene tramite donazione. Il caso è stato rinviato alla Corte d'Appello per una nuova valutazione.
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Servitù di passaggio coattivo e litisconsorzio
Una società agricola ottiene una servitù di passaggio coattivo su un fondo vicino. I proprietari di quest'ultimo ricorrono in Cassazione lamentando, tra le altre cose, la mancata partecipazione al giudizio di un altro confinante. La Corte Suprema, rilevando che la questione del litisconsorzio necessario in questi casi è al vaglio delle Sezioni Unite, sospende il giudizio in attesa della loro pronuncia.
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