LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

LexCEDpedia

Fondo Di Garanzia Inps

Pagina 7 di 8

142 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

TFR non versato: chi paga se l’azienda fallisce?
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 11198/2024, ha stabilito che le quote di TFR non versato al fondo di previdenza complementare mantengono natura retributiva. In caso di cessione d'azienda, il debito si trasferisce al nuovo datore di lavoro, che ne è responsabile. Di conseguenza, il Fondo di Garanzia dell'INPS non è tenuto a intervenire se il nuovo datore di lavoro non è insolvente, e il lavoratore deve richiedere il pagamento a quest'ultimo.
Continua »
Crediti lavoro: prova e CUD nel fallimento
La Corte di Cassazione accoglie il ricorso di un lavoratore contro il fallimento della sua ex azienda, stabilendo principi chiari sulla prova dei crediti lavoro. La Corte ha chiarito che un CUD (Certificazione Unica) che indica il TFR come 'erogato', se non di provenienza pubblica e non firmato dal dipendente, non costituisce prova del pagamento. L'onere di dimostrare l'effettiva corresponsione delle somme resta a carico del datore di lavoro. Inoltre, la Corte ha sanzionato il vizio di omessa pronuncia del tribunale che non aveva specificato la natura di 'ultime tre retribuzioni' per una parte del credito, qualifica fondamentale per l'accesso del lavoratore al Fondo di Garanzia dell'INPS.
Continua »
Fondo Garanzia INPS: esclusi i crediti rinunciati
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 30835/2024, ha stabilito che il Fondo Garanzia INPS non è tenuto a intervenire per pagare TFR e retribuzioni se i lavoratori, a seguito di un trasferimento d'azienda, hanno stipulato un accordo sindacale rinunciando a tali crediti nei confronti del nuovo datore di lavoro solvente. La Corte ha chiarito che l'accordo sindacale non è opponibile all'INPS, il cui rapporto con il lavoratore è autonomo rispetto a quello di lavoro. La rinuncia volontaria a far valere i propri diritti contro un soggetto solvibile interrompe il nesso causale che giustifica l'intervento del fondo, la cui finalità è tutelare dall'insolvenza, non dalle scelte del lavoratore.
Continua »
Fondo Garanzia INPS: no al TFR se fallisce il cedente
Una lavoratrice, dopo una cessione d'azienda, ha richiesto l'intervento del Fondo Garanzia INPS per il TFR maturato con la società cedente, poi fallita. Un accordo sindacale aveva escluso la responsabilità della nuova azienda. La Corte di Cassazione ha respinto la domanda, stabilendo che il Fondo interviene solo se è insolvente il datore di lavoro al momento della cessazione del rapporto. Poiché il lavoro proseguiva con la nuova azienda solvente, le condizioni per l'intervento del Fondo non erano soddisfatte, e l'accordo sindacale non è vincolante per l'INPS.
Continua »
Fondo di Garanzia TFR: no se il lavoro prosegue
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 31338/2024, ha stabilito che l'intervento del Fondo di Garanzia TFR è escluso se, in caso di cessione di ramo d'azienda, il rapporto di lavoro prosegue con la società acquirente. La Corte ha chiarito che uno dei presupposti indefettibili per l'accesso al fondo è la cessazione del rapporto di lavoro, che rende il TFR esigibile. Pertanto, l'eventuale accordo sindacale con cui il lavoratore rinuncia a chiedere il TFR maturato alla nuova azienda non è sufficiente a far scattare la tutela del Fondo, in quanto tale pattuizione privata non può modificare i requisiti di legge per l'intervento pubblico.
Continua »
Fondo Garanzia TFR e cessione d’azienda: i limiti
La Corte di Cassazione, con la sentenza 31064/2024, ha chiarito che il Fondo Garanzia TFR non interviene per pagare il trattamento di fine rapporto se, in caso di cessione d'azienda, il rapporto di lavoro prosegue con la nuova società. La continuazione del rapporto esclude il requisito essenziale della cessazione, rendendo il TFR non esigibile e inibendo l'accesso al fondo, anche in presenza di accordi sindacali che liberino il cessionario dall'obbligo.
Continua »
Fondo di Garanzia INPS: il calcolo dei 12 mesi
Un lavoratore ha richiesto l'intervento del Fondo di Garanzia INPS per ottenere le ultime tre mensilità non pagate dal datore di lavoro insolvente, utilizzando una diffida accertativa dell'Ispettorato del Lavoro. I giudici di merito avevano calcolato il periodo di riferimento di 12 mesi a ritroso partendo dalla data della richiesta di ispezione, per tutelare il lavoratore dai ritardi burocratici. La Corte di Cassazione ha annullato questa decisione, stabilendo che il tempo necessario all'amministrazione per emettere la diffida non può 'congelare' il termine. Solo un'azione giudiziaria ha tale effetto, garantendo certezza del diritto.
Continua »
Fondo di Garanzia INPS: No se il lavoro continua
La Corte di Cassazione ha negato l'intervento del Fondo di Garanzia INPS a favore di alcuni lavoratori i cui crediti retributivi e TFR erano rimasti a carico della precedente azienda, poi fallita, a seguito di un affitto di ramo d'azienda. La decisione si fonda sul principio che il rapporto di lavoro era proseguito senza interruzioni con la nuova società. Poiché la cessazione del rapporto di lavoro è un presupposto essenziale per l'attivazione del Fondo, la richiesta dei lavoratori è stata respinta. Gli accordi tra le aziende non sono stati ritenuti opponibili all'INPS.
Continua »
Indennizzo Legge Pinto: calcolo e limiti massimi
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza 10508/2025, ha chiarito i criteri per il calcolo dell'indennizzo Legge Pinto in caso di eccessiva durata di una procedura fallimentare. La Corte ha stabilito che il limite massimo dell'indennizzo deve essere calcolato sull'importo del credito ammesso al passivo all'inizio della procedura, e non sul credito residuo dopo eventuali pagamenti parziali. I pagamenti ricevuti, pur non riducendo il tetto massimo, sono rilevanti per la quantificazione del danno annuale, giustificando una riduzione del parametro di liquidazione. La Corte ha quindi rigettato il ricorso del Ministero, confermando la decisione della Corte d'Appello che aveva ridotto l'indennizzo ma senza ancorarlo al solo credito residuo.
Continua »
Fondo di garanzia INPS: no intervento se il lavoro prosegue
La Corte di Cassazione ha stabilito che il Fondo di garanzia INPS non è tenuto a intervenire per il pagamento di TFR e retribuzioni maturate presso un datore di lavoro insolvente, se il rapporto di lavoro del dipendente prosegue senza interruzioni con l'azienda cessionaria. La continuità del rapporto lavorativo esclude il presupposto fondamentale per l'accesso al Fondo, ovvero la cessazione del lavoro a causa dell'insolvenza del datore. Gli accordi sindacali che escludono la responsabilità solidale del nuovo datore non sono opponibili all'INPS.
Continua »
Fondo di Garanzia INPS: Pagamento TFR Garantito
La Cassazione ha stabilito che il Fondo di Garanzia INPS deve intervenire per il TFR dei lavoratori di una società fallita, anche se esiste un'altra società co-obbligata e solvente a seguito di una scissione societaria. L'accesso al Fondo è diretto e non subordinato alla preventiva escussione di altri debitori.
Continua »
Fondo di Garanzia INPS: titolo esecutivo necessario
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 23619/2025, ha ribadito un principio fondamentale per l'accesso al Fondo di Garanzia INPS: è necessario che il lavoratore possieda un titolo esecutivo che accerti il proprio credito verso il datore di lavoro. Questa condizione sussiste anche nel caso in cui la società datrice sia stata dichiarata fallita e la procedura concorsuale si sia conclusa per insufficienza di attivo. La Corte ha rigettato il ricorso di una lavoratrice, sostenendo che l'impossibilità di ottenere un titolo non giustifica una deroga ai requisiti di legge, posti a tutela delle risorse pubbliche e per evitare domande meramente esplorative.
Continua »
Fondo di Garanzia INPS: No se il lavoro continua
La Corte di Cassazione ha stabilito che i lavoratori non possono accedere al Fondo di Garanzia INPS per il TFR e i crediti maturati con il precedente datore di lavoro, se, in seguito a una cessione d'azienda in amministrazione straordinaria, il loro rapporto di lavoro prosegue senza interruzioni con l'impresa acquirente. La continuità lavorativa esclude il presupposto essenziale per l'intervento del Fondo, ovvero la cessazione del rapporto con il datore insolvente.
Continua »
Fondo di Garanzia INPS: obbligo di escussione?
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 2292/2025, ha stabilito che un lavoratore, il cui datore di lavoro sia fallito, ha diritto di accedere direttamente al Fondo di Garanzia INPS per il pagamento del TFR, senza dover prima agire contro altri soggetti solidalmente responsabili, come la società scissa ancora in bonis. La Corte ha chiarito che la legge non prevede un beneficio di escussione a favore del Fondo, garantendo così una tutela rapida ed efficace al lavoratore. L'INPS potrà poi surrogarsi nei diritti del lavoratore per recuperare le somme.
Continua »
Fondo di Garanzia INPS: quando l’esecuzione non basta
Un lavoratore, dopo aver parzialmente recuperato il proprio credito tramite procedure esecutive, si è visto negare l'accesso al Fondo di Garanzia INPS. La Corte di Cassazione ha stabilito che l'azione esecutiva individuale non è sufficiente a provare lo stato di insolvenza del datore di lavoro. Per accedere al Fondo, il lavoratore avrebbe dovuto richiedere tempestivamente il fallimento dell'azienda entro il termine di un anno dalla sua cessazione, non potendo sostituire tale procedura con il solo pignoramento.
Continua »
Fondo di Garanzia INPS: obblighi del lavoratore
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 4262/2025, ha stabilito che per accedere al Fondo di Garanzia INPS, il lavoratore di una società di persone insolvente deve prima tentare l'esecuzione forzata nei confronti di tutti i soci illimitatamente responsabili. La cessazione dell'attività aziendale o il decesso di un socio non esonerano da questo onere, che costituisce un presupposto indispensabile per ottenere la prestazione previdenziale.
Continua »
Fondo di garanzia Inps: serve il titolo esecutivo?
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 23620/2025, ha respinto il ricorso di alcuni lavoratori che chiedevano il pagamento del TFR al Fondo di garanzia Inps. La Corte ha ribadito che l'accesso al Fondo è subordinato all'accertamento preventivo del credito tramite un titolo esecutivo o l'ammissione al passivo fallimentare. Questa condizione è un elemento costitutivo del diritto e non può essere derogata, neanche in caso di difficoltà pratiche come la chiusura del fallimento per mancanza di attivo e la cancellazione della società datrice di lavoro.
Continua »
Fondo di garanzia INPS: il termine per le retribuzioni
Un lavoratore si è rivolto al Fondo di garanzia INPS per ottenere il pagamento di retribuzioni non corrisposte da un'azienda poi fallita. La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 23589/2025, ha accolto il ricorso dell'INPS, stabilendo un principio fondamentale sui presupposti temporali per accedere alla tutela. La Corte ha chiarito che le retribuzioni garantite devono rientrare nei dodici mesi che precedono la data dell'iniziativa giudiziaria del lavoratore. Poiché l'azione legale era stata avviata il 27 dicembre 2010, la richiesta per la mensilità di dicembre 2009 è stata respinta perché maturata in un periodo antecedente a quello coperto dalla garanzia.
Continua »
Fondo di Garanzia INPS: No se il lavoro continua
La Corte di Cassazione ha stabilito che il Fondo di Garanzia INPS non è tenuto a intervenire per i crediti di lavoro (TFR e retribuzioni) maturati presso un datore di lavoro insolvente, qualora il rapporto di lavoro del dipendente prosegua con una nuova società acquirente che sia solvibile ('in bonis'). Il presupposto per l'intervento del Fondo è l'insolvenza del datore di lavoro al momento della cessazione del rapporto, condizione che non si verifica in caso di continuazione del rapporto con un'altra entità.
Continua »
Fondo di Garanzia INPS: titolo esecutivo necessario
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 18970/2025, ha stabilito un principio fondamentale per l'accesso al Fondo di Garanzia INPS. Tre lavoratori, a seguito del fallimento e della successiva cancellazione della società datrice di lavoro, avevano chiesto al Fondo il pagamento del TFR e delle ultime mensilità. La Corte ha respinto la loro richiesta, affermando che è indispensabile ottenere preventivamente un titolo esecutivo che accerti il credito nei confronti del datore di lavoro (o dei suoi soci successori). Non è sufficiente un accertamento del credito effettuato 'incidenter tantum' nel corso della causa contro l'INPS.
Continua »