Un cittadino, colpito da un foglio di via obbligatorio con divieto di ritorno nel comune di Ascoli Piceno per due anni, è stato sorpreso più volte all'interno del territorio vietato. Durante i controlli, l'uomo ha fornito giustificazioni false sui propri spostamenti. Condannato a venti giorni di arresto, ha proposto ricorso in Cassazione lamentando la mancata applicazione della causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto e il diniego delle attenuanti generiche. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile. I giudici hanno evidenziato che la condotta ripetuta, le bugie fornite alla polizia e la presenza di numerosi precedenti penali escludono la particolare tenuità del fatto e dimostrano un comportamento non occasionale, confermando la condanna e infliggendo una sanzione pecuniaria.
Continua »