La Corte di Cassazione chiarisce la natura del furto di acqua tramite allaccio abusivo. Un uomo, arrestato per essersi impossessato di acqua dalla rete pubblica, aveva visto il suo arresto non convalidato in prima istanza. Il Tribunale riteneva mancasse la flagranza, non essendo stato colto nell'atto di creare il collegamento. La Cassazione ha ribaltato la decisione, stabilendo che il furto di acqua è un reato a consumazione prolungata. La flagranza sussiste per tutto il tempo in cui la captazione abusiva è in corso, rendendo l'arresto legittimo anche se l'autore non viene sorpreso durante la manomissione iniziale.
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