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Finestre Mobili

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35 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Pensione di vecchiaia anticipata: sì alla finestra mobile di 12 mesi
La Corte di Cassazione ha stabilito che il meccanismo delle 'finestre mobili', che posticipa di 12 mesi la decorrenza della pensione, si applica anche alla pensione di vecchiaia anticipata per i lavoratori con invalidità superiore all'80%. Una Lavoratrice aveva ottenuto il diritto a questo trattamento speciale, ma l'Ente Previdenziale aveva ritardato il pagamento di un anno. La Corte ha dato ragione all'Ente, affermando che la legge sulle 'finestre mobili' ha una portata generale e non prevede eccezioni per questa specifica categoria di pensione. Di conseguenza, il diritto della Lavoratrice a ricevere l'assegno pensionistico è stato posticipato.
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Pensione anticipata invalidi: la Cassazione conferma le finestre mobili
Un lavoratore, con un'invalidità superiore all'80%, matura il diritto alla pensione di vecchiaia anticipata. L'Ente Previdenziale, però, applica un ritardo di 12 mesi nel pagamento, basandosi sul meccanismo delle cosiddette 'finestre mobili'. Il lavoratore si oppone, ritenendo che tale regola non si applichi al suo caso. La Corte di Cassazione dà ragione all'Ente Previdenziale, stabilendo un principio importante: il sistema delle finestre mobili pensione ha una portata generale e si applica anche a questa specifica categoria di pensione anticipata. Di conseguenza, il posticipo di un anno dell'erogazione è legittimo.
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Pensione anticipata invalidi: diritto acquisito ma con 12 mesi di attesa
Un lavoratore con invalidità superiore all'80% matura il diritto alla pensione di vecchiaia anticipata. L'Ente Previdenziale, però, applica un posticipo di 12 mesi all'erogazione, basandosi sul meccanismo delle 'finestre mobili'. La Corte di Cassazione ha affrontato il caso, stabilendo che tale rinvio si applica anche alla pensione anticipata invalidi. Secondo i giudici, la norma sulle 'finestre' ha una portata generale e non esclude questa specifica categoria di pensionati. Di conseguenza, la Corte ha dato ragione all'Ente Previdenziale, annullando la precedente decisione favorevole al lavoratore.
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Pensione di vecchiaia anticipata: INPS vince, slitta l’assegno
Un lavoratore con invalidità superiore all'80% aveva ottenuto il diritto alla pensione di vecchiaia anticipata. L'Ente Previdenziale ha però contestato la decorrenza immediata, sostenendo l'applicazione delle 'finestre mobili', ovvero un posticipo di 12 mesi, e dell'adeguamento alla speranza di vita. La Corte di Cassazione ha dato ragione all'Ente Previdenziale. Ha stabilito che il meccanismo delle finestre mobili si applica anche a questa specifica forma di pensione, poiché la legge ha una portata generale e non prevede esclusioni esplicite per questa categoria. Di conseguenza, l'assegno pensionistico del lavoratore subirà uno slittamento.
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Pensione anticipata invalidi: il diritto non esclude il ritardo
Una lavoratrice con invalidità superiore all'80% ha contestato l'applicazione della 'finestra mobile', un meccanismo che ritarda di 12 mesi il pagamento della pensione. Sosteneva che tale ritardo non dovesse applicarsi al suo diritto alla pensione anticipata invalidi. La Corte di Cassazione ha dato ragione all'Ente Previdenziale. La sentenza stabilisce un principio chiaro: il sistema delle finestre mobili si applica a tutti, inclusi i lavoratori gravemente invalidi. L'accesso anticipato al pensionamento è già un beneficio. Il differimento del pagamento, invece, è una regola generale dettata da esigenze di bilancio dello Stato e non viola la Costituzione.
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Pensione anticipata per invalidità: la Cassazione nega l’esenzione
Un lavoratore con invalidità superiore all'80% si era visto riconoscere il diritto alla pensione senza il posticipo di 12 mesi previsto dalle 'finestre mobili'. L'Ente Previdenziale ha contestato questa decisione. La Corte di Cassazione ha dato ragione all'Ente, stabilendo un principio importante: il meccanismo di differimento del pagamento si applica anche alla pensione anticipata per invalidità. Secondo la Corte, questa prestazione è un'agevolazione sull'età pensionabile, ma non costituisce un'eccezione alle regole generali sull'erogazione, introdotte per esigenze di bilancio pubblico. Di conseguenza, anche i lavoratori invalidi devono attendere 12 mesi per ricevere il primo assegno.
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Finestre mobili: regole per la pensione d’invalidità
La Corte di Cassazione ha stabilito che il meccanismo delle finestre mobili si applica anche alle pensioni di vecchiaia anticipata per i lavoratori con invalidità superiore all'80%. Nonostante le riforme del 2011 abbiano eliminato tale differimento per la generalità dei trattamenti, la Corte ha chiarito che per questa specifica categoria di soggetti svantaggiati la dilazione di dodici mesi rimane operativa. La decisione ribadisce che l'esclusione dalle finestre mobili riguarda solo i lavoratori i cui requisiti di età sono stati ridefiniti dalla legge Fornero, escludendo quindi i beneficiari del regime speciale per invalidi.
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Finestre mobili e pensione anticipata invalidi
La Corte di Cassazione ha chiarito l'applicabilità del regime delle finestre mobili alla pensione di vecchiaia anticipata per i lavoratori con invalidità non inferiore all'80%. Il caso riguardava l'erede di un lavoratore che chiedeva il riconoscimento del trattamento senza la dilazione annuale prevista dalla legge. La Suprema Corte, ribaltando la decisione d'appello, ha stabilito che tale prestazione rientra pienamente nel meccanismo di differimento introdotto nel 2010. Nonostante le riforme successive abbiano eliminato le finestre per altre categorie, la pensione per invalidi rimane soggetta al periodo di attesa di dodici mesi per l'effettiva erogazione.
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Pensione anticipata invalidità: quando decorre?
Una lavoratrice con invalidità superiore all'80% ha ottenuto la retrodatazione del diritto alla pensione anticipata invalidità a marzo 2019. Tuttavia, la Corte d'Appello, applicando le 'finestre mobili', ha stabilito che il pagamento della prestazione decorre da marzo 2020, 12 mesi dopo la maturazione dei requisiti.
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Pensione anticipata invalidità: sì alle finestre mobili
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 28819/2024, ha stabilito che la pensione anticipata invalidità non è esente dai meccanismi di adeguamento alla speranza di vita e dalle cosiddette 'finestre mobili'. Riformando la decisione della Corte d'Appello, la Suprema Corte ha chiarito che tale prestazione, pur essendo accessibile anticipatamente grazie allo stato di invalidità, mantiene la sua natura di pensione di vecchiaia. Di conseguenza, deve sottostare alle normative generali che prevedono l'incremento periodico dell'età pensionabile e il differimento della decorrenza del trattamento.
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Pensione invalidità finestre mobili: la Cassazione
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 28572/2024, ha stabilito che il meccanismo della 'pensione invalidità finestre mobili', ovvero il differimento di 12 mesi per l'accesso alla pensione, si applica anche ai lavoratori con un'invalidità riconosciuta non inferiore all'80%. La Corte ha accolto il ricorso dell'ente previdenziale, riformando la decisione della Corte d'Appello che aveva escluso tale categoria dal differimento. La motivazione si basa su un'interpretazione estensiva della norma del 2010, che prevede un'applicazione generalizzata delle finestre di accesso, e chiarisce che la successiva riforma Fornero non ha modificato questa specifica disciplina.
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Pensione invalidi: si applica la finestra mobile?
La Corte di Cassazione ha stabilito che la cosiddetta "finestra mobile", ovvero il differimento di 12 mesi per l'accesso alla pensione, si applica anche alla pensione di vecchiaia anticipata per gli invalidi con una percentuale superiore all'80%. La Corte ha chiarito che la normativa del 2010 ha un'applicazione generale, non escludendo questa categoria di lavoratori. La successiva riforma Fornero, che ha abolito le finestre dal 2012, non ha effetto retroattivo sui diritti maturati in precedenza. Di conseguenza, l'Ente previdenziale ha legittimamente richiesto il rispetto del periodo di attesa prima di erogare la prestazione.
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Pensione anticipata invalidi: sì alle finestre mobili
La Corte di Cassazione ha stabilito che la cosiddetta "finestra mobile", ovvero il periodo di attesa di un anno per l'accesso alla pensione, si applica anche alla pensione anticipata invalidi con disabilità superiore all'80%. L'ordinanza ribalta una precedente decisione della Corte d'Appello, accogliendo il ricorso dell'istituto di previdenza e affermando la portata generale della norma che introduce lo slittamento, senza eccezioni per questa categoria di lavoratori.
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Pensione anticipata invalidi: sì alle finestre mobili
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 32453/2024, ha stabilito che la disciplina delle cosiddette 'finestre mobili', che posticipa di 12 mesi la decorrenza della pensione, si applica anche alla pensione anticipata di vecchiaia per i lavoratori con un'invalidità non inferiore all'80%. L'ente previdenziale aveva proposto ricorso contro la decisione della Corte d'Appello, che escludeva tale categoria dalla norma. La Suprema Corte ha accolto il ricorso, affermando che la legge ha portata generale e non prevede un'eccezione specifica per questi soggetti, uniformandosi così a un orientamento giurisprudenziale consolidato.
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Compensazione spese: legittima per vittoria parziale
Un cittadino ha richiesto una pensione anticipata, ottenendola in appello ma con una decorrenza posticipata rispetto alla domanda. La Corte d'Appello aveva compensato le spese legali tra le parti. La Corte di Cassazione ha confermato tale decisione, rigettando il ricorso del cittadino. La motivazione si basa sul principio della soccombenza parziale: ottenere il diritto richiesto, ma con una decorrenza successiva, non costituisce una vittoria totale e giustifica la compensazione spese da parte del giudice.
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