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Fideiussione — Anno 2025

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237 provvedimenti applicano questo termine

Altri anni per Fideiussione

Provvedimenti

Clausola di solidarietà eredi: è valida in garanzia?
La Corte di Cassazione esamina la validità di una clausola di solidarietà eredi inserita in un contratto di garanzia. Un'erede si era opposta alla richiesta di pagamento integrale del debito, sostenendo la nullità della clausola che derogava al principio di divisione del debito ereditario. La Corte d'Appello aveva ritenuto la clausola legittima. Data l'importanza della questione, che contrappone autonomia contrattuale e norme imperative in materia di successioni (come il divieto di patti successori), la Suprema Corte ha rinviato la causa a pubblica udienza per una decisione nomofilattica, senza ancora pronunciarsi nel merito.
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Azione revocatoria: cessione del credito e danno
Due garanti costituiscono un fondo patrimoniale. La banca creditrice agisce con un'azione revocatoria. Successivamente, il credito viene ceduto. Sorge la questione se l'azione revocatoria si trasferisca al nuovo creditore. La Corte di Cassazione, vista la rilevanza del quesito, ha emesso un'ordinanza interlocutoria rinviando la causa a pubblica udienza per un esame approfondito, senza decidere nel merito.
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Deroga art 1957 cc: la Cassazione fa chiarezza
La Corte di Cassazione, con una recente ordinanza, ha stabilito che la semplice clausola di 'pagamento a semplice richiesta scritta' in un contratto di fideiussione non è di per sé sufficiente a configurare una deroga all'art. 1957 del codice civile. La Corte ha cassato la decisione d'appello che si era limitata a interpretare isolatamente tale clausola. Per accertare una valida deroga art 1957 cc, il giudice deve esaminare l'intero testo contrattuale per ricostruire la reale e comune volontà delle parti, evitando interpretazioni parziali e contraddittorie. Il caso è stato rinviato alla Corte d'Appello per un nuovo esame.
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Provvigione mediatore immobile da costruire: quando?
La Cassazione stabilisce che la provvigione al mediatore per un immobile da costruire non è dovuta se il contratto è nullo per mancato rilascio della fideiussione obbligatoria (D.Lgs. 122/2005). Tale nullità, essendo 'di protezione', può essere rilevata d'ufficio dal giudice, invalidando il diritto al compenso dell'agenzia.
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Competenza fideiussione antitrust: la Cassazione decide
In un caso di opposizione a un atto di precetto, i debitori contestavano sia la validità di un mutuo, sia la nullità di una fideiussione per violazione della normativa antitrust. La Corte di Cassazione ha stabilito che la competenza fideiussione antitrust spetta esclusivamente alla Sezione Specializzata in materia di Impresa. Tuttavia, questa competenza speciale non attira le altre domande connesse, come l'opposizione al precetto, che restano di competenza del tribunale ordinario. La Corte ha quindi ordinato la separazione dei procedimenti, chiarendo che solo una connessione 'qualificata' può giustificare uno spostamento di competenza.
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Azione Revocatoria: Cassazione e la Prova Presuntiva
Una società debitrice cede le proprie partecipazioni societarie ad altre entità riconducibili alla stessa famiglia. Un creditore agisce con successo tramite un'azione revocatoria per rendere inefficaci tali atti. La Corte di Cassazione conferma la decisione, legittimando l'uso della prova presuntiva, basata su indizi come i legami familiari e la sproporzione del prezzo, per dimostrare il pregiudizio alle ragioni del creditore (eventus damni) e la consapevolezza di tale danno.
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Fideiussione obbligazioni future: nullità e limiti
Una società di logistica aveva prestato una garanzia per i canoni di noleggio di carrelli elevatori usati da una sua appaltatrice. La Corte di Cassazione ha confermato la nullità di tale garanzia, qualificandola come una fideiussione per obbligazioni future, poiché priva dell'indicazione dell'importo massimo garantito, requisito essenziale previsto dall'art. 1938 del Codice Civile. La Corte ha rigettato il ricorso della società di noleggio, la quale sosteneva che l'accordo fosse un contratto atipico più complesso e non una semplice fideiussione.
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Inammissibilità ricorso Cassazione: onere specificità
Una garante ha impugnato in Cassazione una sentenza che confermava il suo debito derivante da una fideiussione. La Suprema Corte ha dichiarato l'inammissibilità del ricorso per Cassazione, poiché i motivi di appello erano generici, non specificavano le norme di legge violate e miravano a un riesame dei fatti, non consentito in sede di legittimità. La ricorrente è stata condannata a pagare le spese legali e pesanti sanzioni pecuniarie.
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Inammissibilità ricorso Cassazione: la guida completa
La Cassazione dichiara l'inammissibilità del ricorso di alcuni garanti contro una banca. I motivi sono stati giudicati non specifici e non hanno attaccato tutte le ragioni della decisione d'appello, in particolare quella sull'autenticità delle firme confermata da una perizia. Il caso evidenzia l'importanza di formulare un ricorso che affronti ogni singola `ratio decidendi` della sentenza impugnata per evitare l'inammissibilità del ricorso in Cassazione.
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Patto parasociale: validità opzioni put e fideiussione
Una società finanziaria ha investito in una piccola impresa tramite un accordo tra soci. L'accordo includeva un'opzione di vendita ('put option') per l'investitore e una garanzia personale dell'imprenditore. Quando l'investitore ha esercitato l'opzione, l'impresa si è rifiutata di adempiere. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso dell'impresa, confermando la validità del patto parasociale, dell'opzione put e della relativa garanzia. La Corte ha chiarito che tali accordi sono strumenti legittimi nell'ambito dell'autonomia contrattuale, non violando divieti come il patto leonino o l'ordine pubblico economico.
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Contratto autonomo di garanzia: la decisione della Corte
La Corte di Cassazione si è pronunciata su un complesso caso di diritto bancario, analizzando due ricorsi collegati. La controversia riguardava la natura di un contratto autonomo di garanzia, l'efficacia di un piano di rientro per sanare la mancanza di forma scritta delle clausole sugli interessi e l'omessa pronuncia su un appello incidentale relativo al criterio del "saldo zero". La Corte ha accolto parzialmente il primo ricorso, stabilendo che una mera ricognizione di debito non può sostituire la forma scritta richiesta per i tassi d'interesse e ha censurato la corte d'appello per un errore procedurale. Il secondo ricorso è stato dichiarato inammissibile. Di conseguenza, la sentenza è stata cassata con rinvio.
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Mutatio libelli in appello: quando la domanda è nuova
La Corte di Cassazione ha esaminato un caso di ingiustificato arricchimento tra ex conviventi. L'attore aveva richiesto la restituzione di somme, sostenendo in primo grado di averle pagate personalmente. In appello, ha modificato la sua versione, affermando che i pagamenti erano stati effettuati da suoi familiari. La Cassazione ha qualificato questa modifica come una "mutatio libelli", ovvero una domanda nuova inammissibile in appello, in quanto altera il fatto costitutivo della pretesa. Di conseguenza, ha cassato la sentenza d'appello che aveva accolto tale domanda, rinviando la causa per un nuovo esame.
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Ricorso inammissibile: i requisiti di specificità
La Corte di Cassazione dichiara un ricorso inammissibile contro una sentenza di revocatoria di un fondo patrimoniale. La decisione si fonda sulla violazione del principio di specificità dei motivi di ricorso, poiché gli appellanti non hanno adeguatamente argomentato le presunte violazioni di legge, rendendo l'impugnazione generica e non scrutinabile nel merito.
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Liberazione fideiussore: quando la banca è esente?
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di alcuni fideiussori che chiedevano la liberazione dalla garanzia. Essi sostenevano che la banca avesse concesso nuovo credito al debitore principale nonostante il peggioramento delle sue condizioni economiche. La Corte ha stabilito che la richiesta di liberazione fideiussore richiede una prova rigorosa e specifica del peggioramento patrimoniale del debitore, prova che i ricorrenti non hanno fornito. Il ricorso è stato respinto in quanto basato su censure di merito e non su vizi di legittimità.
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Rimborso costi fideiussione: sì alla prescrizione decennale
Una società ha richiesto il rimborso dei costi per una garanzia fornita per compensare un credito IVA. L'Agenzia fiscale ha negato il rimborso, e i tribunali di merito hanno confermato la decisione. La Corte di Cassazione ha ribaltato il verdetto, stabilendo che il diritto al rimborso costi fideiussione ha una portata generale, non è una pretesa tributaria e quindi è soggetto alla prescrizione decennale, non al più breve termine di decadenza biennale previsto per i tributi.
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Contratto monofirma: la Cassazione conferma la validità
La Corte di Cassazione ha rigettato i ricorsi di una società e del suo garante contro una banca. La Corte ha confermato la validità del contratto monofirma, ritenendo sufficiente la sola sottoscrizione del cliente se il contratto è redatto per iscritto e una copia è consegnata. Ha inoltre chiarito che il disconoscimento di una copia deve essere specifico, indicando le differenze con l'originale. Infine, ha qualificato la garanzia prestata come un contratto autonomo, limitando le eccezioni opponibili dal garante.
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Responsabilità notaio: non è danno pagare un debito
La Corte di Cassazione ha escluso la responsabilità del notaio per i danni richiesti da due coniugi. I clienti avevano transatto un debito preesistente per evitare l'espropriazione di beni che il professionista aveva omesso di proteggere con la corretta annotazione di un fondo patrimoniale. Secondo la Corte, il pagamento di un debito proprio non costituisce un danno risarcibile, ma un atto dovuto, interrompendo così il nesso causale con l'errore del notaio.
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Omessa pronuncia: la Cassazione cassa la sentenza
L'Amministrazione Finanziaria ha impugnato una sentenza della Commissione Tributaria Regionale per omessa pronuncia su specifici motivi di appello, relativi alla tassazione di una fideiussione e alla natura degli interessi. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso, ritenendo fondato il vizio di omessa pronuncia. Di conseguenza, ha cassato la sentenza impugnata e ha rinviato la causa alla Corte di Giustizia Tributaria di secondo grado per un nuovo esame che tenga conto di tutti i motivi originariamente proposti.
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Imposta di registro fideiussione: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 24305/2025, ha stabilito che il decreto ingiuntivo ottenuto dal garante (fideiussore) per recuperare le somme pagate al creditore è soggetto a imposta di registro in misura proporzionale e non fissa. La Corte ha chiarito che l'azione di rimborso del garante è fiscalmente autonoma rispetto al contratto principale e non costituisce un'operazione soggetta a IVA. Questa sentenza consolida un importante principio sull'applicazione dell'imposta di registro fideiussione.
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Imposta di registro su fideiussione: la Cassazione
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 24303/2025, ha stabilito che l'imposta di registro su fideiussione è dovuta in misura proporzionale anche se il contratto non è stato registrato, qualora venga menzionato in un atto giudiziario come un decreto ingiuntivo. La decisione si fonda sulla funzione antielusiva della normativa fiscale. La Corte ha inoltre chiarito che anche gli interessi moratori, essendo esclusi dalla base imponibile IVA, sono soggetti a imposta di registro proporzionale.
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