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Favor Rei

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958 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Ricorso inammissibile: i limiti del giudizio di rinvio
La Corte di Cassazione dichiara un ricorso inammissibile in un caso di spaccio. L'imputato, dopo aver ottenuto una riqualificazione del reato in appello a seguito di rinvio, ha riproposto motivi di ricorso già respinti dalla precedente sentenza di Cassazione. La Corte ha ribadito che il giudizio di rinvio è limitato ai punti annullati, e le questioni già decise non possono essere riesaminate.
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Recidiva e prescrizione: il doppio effetto è valido
La Corte di Cassazione ha esaminato il ricorso di un imputato condannato per associazione a delinquere. La questione centrale riguardava la corretta applicazione delle norme su recidiva e prescrizione. L'imputato sosteneva che la recidiva non potesse essere utilizzata per calcolare sia il termine di prescrizione base sia quello massimo. La Corte ha respinto questa tesi, dichiarando il ricorso inammissibile e confermando l'orientamento maggioritario secondo cui la recidiva qualificata ha un legittimo duplice effetto sui termini di prescrizione, senza violare il principio del 'ne bis in idem'. Altri motivi di ricorso sono stati dichiarati inammissibili perché sollevati per la prima volta in Cassazione.
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Agevolazioni fiscali associazioni: quando si perdono?
Un'associazione sportiva dilettantistica perde le sue agevolazioni fiscali per aver effettuato pagamenti in contanti oltre la soglia di legge. La Corte di Cassazione ha confermato la decisione, rigettando la tesi dell'associazione basata sul principio del favor rei. La sentenza chiarisce che la perdita di un beneficio fiscale non è una sanzione, ma un ritorno al regime ordinario di tassazione.
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Avviso di accertamento: onere della prova e sanzioni
Una società ha impugnato un avviso di accertamento IRES, contestando la legittimità della firma, il mancato contraddittorio preventivo, il diniego all'ammortamento dell'avviamento per documentazione ultra-decennale e le sanzioni. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso della società, ribadendo che l'onere della prova per i benefici fiscali grava sul contribuente, il quale deve conservare la documentazione necessaria finché i periodi d'imposta non siano definiti. Ha invece accolto il ricorso dell'Agenzia delle Entrate, censurando la decisione di merito che aveva ritenuto provata la deducibilità di un fondo svalutazione crediti in assenza di prove analitiche. La sentenza sottolinea il rigore sull'onere della prova in materia fiscale.
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Accertamento sintetico: no retroattività nuove norme
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 4822/2024, ha stabilito un principio chiave in materia di accertamento sintetico. Il caso riguardava un avviso di accertamento per gli anni 2007-2008, in cui i giudici di merito avevano applicato retroattivamente la riforma del 2010, più favorevole al contribuente. La Suprema Corte ha accolto il ricorso dell'Agenzia delle Entrate, chiarendo che le nuove norme sull'accertamento sintetico (redditometro) non hanno efficacia retroattiva e si applicano solo a partire dal periodo d'imposta 2009. Per gli anni precedenti, resta valida la vecchia disciplina che presumeva la spesa per incrementi patrimoniali sostenuta con redditi conseguiti nell'anno e nei quattro precedenti.
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Ricettazione: quando scatta la prescrizione del reato
Un uomo viene condannato per la ricettazione di alcune motoseghe, sostenendo di averle acquistate su un noto sito di annunci online. La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 7970/2024, dichiara prescritti due dei reati contestati, applicando il principio del "favor rei" per calcolare l'inizio della prescrizione dalla data del furto presupposto. La Corte ribadisce inoltre che un ricorso in cassazione non può limitarsi a ripetere i motivi d'appello, ma deve confrontarsi criticamente con la sentenza impugnata.
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Onere probatorio tributario: la Cassazione decide
Una società impugna un avviso di accertamento per IRES sollevando molteplici questioni, tra cui il diniego di ammortamenti per mancata esibizione di documentazione ultradecennale e la legittimità di una ripresa a tassazione basata su un accertamento dell'anno precedente non ancora definitivo. La Corte di Cassazione, pur rigettando la maggior parte dei motivi e ribadendo il rigoroso onere probatorio tributario a carico del contribuente per i benefici fiscali, accoglie il ricorso sulla ripresa a tassazione. Viene stabilito che è illegittima una pretesa fiscale fondata su un atto presupposto la cui legittimità è ancora sub iudice, cassando con rinvio la sentenza su questo specifico punto.
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Ricettazione supporti audiovisivi: la Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un uomo condannato per la ricettazione di supporti audiovisivi pirata. La sentenza stabilisce che la prova del reato può basarsi su indizi gravi, precisi e concordanti, come la grande quantità di merce e l'assenza di contrassegni ufficiali, senza necessità di una perizia su ogni singolo pezzo. Inoltre, la Corte ha chiarito che il termine di prescrizione per la ricettazione può essere determinato tramite deduzioni logiche, superando l'incertezza sulla data di commissione del reato.
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Reato continuato: no se è stile di vita criminale
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di una persona condannata per vari reati, la quale chiedeva l'applicazione del reato continuato. La Corte ha stabilito che una serie di delitti, anche se commessi in un breve lasso di tempo, non configura un reato continuato se deriva da una generica 'abitudine al crimine' e non da un unico e specifico disegno criminoso pianificato in anticipo.
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Ricettazione elemento soggettivo: onere di allegazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per ricettazione di pannelli fotovoltaici. La Corte ha confermato che la prova dell'elemento soggettivo del reato, ovvero la consapevolezza della provenienza illecita dei beni, può essere desunta dalla mancata o non attendibile indicazione della loro origine da parte dell'imputato. L'acquisto di beni di valore da uno sconosciuto senza opportune verifiche integra il dolo di ricettazione e non una fattispecie meno grave, escludendo la derubricazione del reato.
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Reato continuato e benefici: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha annullato la decisione di un Tribunale di Sorveglianza che negava i benefici penitenziari a un detenuto. Il caso riguardava un reato continuato tra un delitto ostativo (associazione mafiosa) e reati comuni (rapina). La Corte ha stabilito che, ai fini dei benefici, la pena per il reato ostativo si considera scontata per prima e che il vincolo della continuazione non trasforma automaticamente un reato comune in uno di tipo mafioso, se l'aggravante specifica non è stata contestata nel giudizio di merito. La questione è stata rinviata al Tribunale per una nuova valutazione.
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Accertamento sintetico: prova contraria e polizza vita
Una contribuente ha impugnato un accertamento sintetico per gli anni 2007-2008. La Corte di Cassazione ha confermato la legittimità dell'uso del vecchio "redditometro" per quegli anni, ma ha cassato la sentenza di merito per non aver adeguatamente considerato come prova contraria le somme derivanti dal riscatto di una polizza vita. La Corte ha invece ritenuto inammissibile la prova di una donazione, in quanto introdotta per la prima volta in appello. La causa è stata rinviata per una nuova valutazione sulla base delle somme della polizza.
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Favor rei sanzioni tributarie: Cassazione applica legge
Una società operante nel settore energetico è stata sanzionata per la tardiva registrazione di fatture intracomunitarie. La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 3754/2024, ha accolto il ricorso della società, stabilendo l'applicazione del principio del 'favor rei sanzioni tributarie'. La Corte ha disposto l'annullamento con rinvio della sentenza impugnata, ordinando la rideterminazione delle sanzioni sulla base di una normativa successiva più favorevole (D.Lgs. 158/2015), entrata in vigore durante il processo, che prevede una sanzione fissa e più mite per violazioni che non incidono sulla liquidazione del tributo.
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Messa alla prova: no se manca il programma di recupero
Un automobilista, condannato per guida in stato di ebbrezza, ha presentato ricorso in Cassazione lamentando il mancato accoglimento della richiesta di messa alla prova. La Suprema Corte ha rigettato il ricorso, sottolineando che la richiesta è inammissibile se non accompagnata dal necessario programma di trattamento o dalla prova di averlo richiesto. La sentenza chiarisce inoltre che, in caso di giudizio immediato a seguito di opposizione a decreto penale, non è necessario un nuovo avviso sulla facoltà di richiedere riti alternativi, poiché tale facoltà si esaurisce con l'atto di opposizione.
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Termine convalida DASPO: annullato per violazione difesa
La Corte di Cassazione ha annullato l'ordinanza di convalida di un DASPO con obbligo di presentazione, poiché emessa prima della scadenza del termine di 48 ore concesso all'interessato per esercitare il proprio diritto di difesa. La sentenza sottolinea che il rispetto di questo termine per la convalida del DASPO è un requisito fondamentale, la cui violazione comporta la nullità del provvedimento e l'inefficacia delle misure restrittive imposte.
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DASPO: nullità per convalida anticipata del GIP
La Corte di Cassazione ha annullato la convalida di un provvedimento DASPO con obbligo di presentazione, poiché il Giudice non ha rispettato il termine perentorio di 48 ore concesso all'interessato per presentare le proprie difese. La sentenza sottolinea che la violazione di questo termine, finalizzato a garantire un effettivo contraddittorio, determina la nullità insanabile del provvedimento di convalida e l'inefficacia della misura restrittiva, in applicazione del principio del favor rei.
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Utili extracontabili: la presunzione di distribuzione
La Cassazione conferma che per le società a ristretta base sociale, gli utili extracontabili si presumono distribuiti ai soci. Il Fisco può quindi accertare il maggior reddito in capo al socio, che ha l'onere di provare il contrario. Rigettato il ricorso del contribuente, che contestava anche la validità della firma dell'atto da parte di un funzionario delegato.
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Responsabilità amministratore: doveri e sanzioni Consob
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza in esame, ha confermato la sanzione Consob a carico di un amministratore non esecutivo di un istituto di credito. La Corte ha stabilito che la sua posizione non lo esonera da precisi doveri di vigilanza attiva. È stata rigettata la richiesta di applicare principi penalistici come il 'favor rei', ribadendo che la responsabilità dell'amministratore non esecutivo deriva dal mancato esercizio del potere-dovere di informarsi e intervenire, specialmente in presenza di segnali di allarme sulla gestione societaria.
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Ricorso inammissibile: la Cassazione e la prescrizione
Tre individui condannati per usura hanno presentato ricorso in Cassazione lamentando vizi procedurali, un errato calcolo della prescrizione e la violazione del divieto di peggiorare la loro condanna in appello. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, giudicando i motivi generici e infondati. Ha chiarito che le prove erano state acquisite correttamente nel rispetto del contraddittorio, che la prescrizione non era maturata a causa della natura continuata del reato e delle aggravanti, e che non vi era stata alcuna violazione del principio di 'reformatio in peius'.
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Transfer pricing: il metodo TNMM è legittimo?
La Corte di Cassazione ha esaminato un caso di transfer pricing, stabilendo che i giudici di merito devono verificare l'adeguatezza del metodo TNMM (margine netto della transazione) utilizzato dal contribuente per la determinazione dei prezzi infragruppo. La Corte ha cassato la sentenza di secondo grado per non aver condotto tale analisi, rinviando la causa per una nuova valutazione. Ha inoltre annullato la decisione sui costi da paesi 'black list' per motivazione apparente.
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