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Fatto Illecito

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32 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Compensatio lucri cum damno: la Cassazione chiarisce
Un azionista di minoranza, danneggiato dalla mancata offerta pubblica di acquisto, aveva accettato (prestato acquiescenza) l'importo del risarcimento stabilito in primo grado. In appello, le società convenute hanno ottenuto che da tale importo venissero detratti i dividendi percepiti dall'azionista, in applicazione del principio di compensatio lucri cum damno. La Corte di Cassazione ha annullato questa decisione, stabilendo che l'applicazione di tale principio impone una riconsiderazione globale del danno effettivo, non una mera sottrazione dal valore a cui la parte danneggiata aveva prestato acquiescenza.
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Responsabilità extracontrattuale per difetti immobiliari
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 13840/2024, ha stabilito importanti principi in materia di risarcimento per gravi difetti di costruzione. La vicenda riguarda il crollo di una palizzata a servizio di due appartamenti. La Corte ha qualificato il danno come derivante da responsabilità extracontrattuale ai sensi dell'art. 1669 c.c., specificando che il risarcimento deve includere automaticamente interessi e rivalutazione monetaria, anche senza una richiesta esplicita. Inoltre, ha chiarito che le spese legali per i procedimenti cautelari ante causam devono essere liquidate secondo le tariffe vigenti al momento della decisione finale di merito.
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Prescrizione risarcimento danni: quando inizia a decorrere
La Corte di Cassazione, a Sezioni Unite, ha stabilito che la prescrizione del diritto al risarcimento danni da fatto illecito decorre dal momento in cui il danneggiato ha, o avrebbe dovuto avere con ordinaria diligenza, conoscenza della riconducibilità causale del danno a un terzo. Nel caso di un'esondazione del 1992, la Corte ha identificato tale momento con il rinvio a giudizio di un funzionario pubblico nel 2000, e non con la successiva sentenza di condanna. Di conseguenza, l'azione risarcitoria, avviata nel 2015, è stata dichiarata prescritta.
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Decorrenza prescrizione: quando inizia a decorrere?
Un imprenditore agricolo ha citato in giudizio un direttore di banca e una cassiera per un presunto illecito legato a un mutuo. Le corti di merito hanno respinto la richiesta di risarcimento danni perché prescritta. La Corte di Cassazione, con l'ordinanza in esame, ha confermato la decisione, specificando che la decorrenza della prescrizione per un fatto illecito istantaneo con effetti permanenti inizia dal momento della prima manifestazione del danno e della consapevolezza della sua causa, non dalla conclusione di eventuali altri giudizi collegati.
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Frazionamento del danno: no a più cause per un solo illecito
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza in esame, ha ribadito un principio fondamentale in materia di risarcimento: il divieto di frazionamento del danno. Nel caso specifico, i familiari di una vittima di sequestro, dopo aver ottenuto la condanna al risarcimento della somma pagata come riscatto, avevano avviato una nuova causa per ottenere il rimborso degli interessi persi sugli investimenti liquidati per pagare tale somma. La Suprema Corte ha rigettato il ricorso, stabilendo che tutte le conseguenze dannose derivanti da un unico fatto illecito devono essere richieste in un'unica azione legale. La richiesta di interessi persi non costituisce una voce di danno autonoma, ma una componente del danno patrimoniale originario che doveva essere fatta valere nel primo giudizio.
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Responsabilità extracontrattuale condominio: chi paga?
Una società si oppone a un pignoramento subito per un debito derivante da danni da infiltrazioni in un condominio. La società sosteneva che il creditore dovesse prima agire contro altri debitori (beneficium excussionis) e avesse rinunciato alla solidarietà. Il Tribunale ha respinto l'opposizione, chiarendo che la responsabilità extracontrattuale del condominio per danni da cose in custodia (art. 2051 c.c.) genera un'obbligazione solidale tra tutti i condomini (art. 2055 c.c.). Pertanto, il creditore può richiedere l'intero importo a un singolo condomino, senza l'obbligo di escutere preventivamente gli altri.
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Cessione di azienda bancaria: chi paga i debiti?
Un intermediario assicurativo, vittima di un illecito commesso con la complicità di un dipendente di una banca, ottiene una condanna al risarcimento. Nel frattempo, la banca viene posta in liquidazione e cede la sua azienda a un altro istituto di credito. La Corte di Cassazione, con l'ordinanza in esame, chiarisce che in caso di cessione di azienda bancaria, i debiti derivanti da controversie legali già pendenti al momento della cessione si trasferiscono all'istituto acquirente. La Corte ha stabilito che la norma speciale (art. 3 d.l. 99/2017) esclude dalla cessione solo le passività relative a cause iniziate *dopo* la data di cessione, anche se per fatti anteriori. Poiché la causa in questione era già in corso, il debito rientra a pieno titolo tra quelli trasferiti alla banca cessionaria, che è quindi tenuta a pagare.
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Diritto di critica: quando si supera il limite?
Un dirigente scolastico cita in giudizio un docente per condotte diffamatorie avvenute durante un collegio docenti. La Corte di Cassazione conferma la condanna al risarcimento del danno, chiarendo che il legittimo esercizio del diritto di critica viene superato quando le espressioni utilizzate trascendono in un attacco personale, lesivo della reputazione e dell'onore, integrando un fatto illecito civile a prescindere dalla qualificazione penale del fatto.
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Risarcimento danno successione: l’uso conta più del falso
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna al risarcimento del danno in un caso di successione ereditaria viziata da una scrittura privata falsa. Un'erede era stata accusata di essersi appropriata di titoli di aiuto agricolo (PAC) appartenenti alla defunta tramite un atto di vendita con firma apocrifa. La Corte ha stabilito che la responsabilità per il fatto illecito non deriva dalla commissione materiale del falso, ma dall'aver consapevolmente utilizzato il documento per trarne un vantaggio economico, causando così un danno al patrimonio della defunta. Di conseguenza, l'altro erede ha diritto al risarcimento della sua quota, poiché eredita il diritto a veder reintegrato il patrimonio leso, a prescindere dalla sua capacità personale di sfruttare quei titoli.
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Controlli investigativi: licenziamento legittimo
La Corte di Cassazione ha confermato la legittimità del licenziamento di un dipendente che, durante l'orario di lavoro, effettuava pause prolungate e ingiustificate. La condotta è stata accertata tramite controlli investigativi, ritenuti leciti perché finalizzati a verificare un sospetto di illecito e non a vigilare sulla mera esecuzione della prestazione lavorativa. La Corte ha sottolineato che il danno per l'azienda non è solo materiale, ma include anche la lesione all'immagine e alla reputazione.
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Diritto di scelta in condominio: il caso del citofono
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di due condòmini che chiedevano un risarcimento danni per essere rimasti isolati dal nuovo impianto videocitofonico condominiale. I condòmini si erano opposti all'acquisto del modello proposto dalla ditta appaltatrice, esercitando il loro diritto di scelta in condominio e installandone uno autonomo. La Corte ha stabilito che non vi è stata alcuna condotta illecita da parte del condominio o della ditta, poiché le richieste di garanzie e certificazioni per l'allaccio del dispositivo privato erano legittime per preservare la sicurezza e la funzionalità dell'intero impianto comune.
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Responsabilità solidale: prescrizione e titoli diversi
In un caso di responsabilità solidale per la sottrazione di beni in deposito, la Corte di Cassazione ha stabilito che a ciascun coobbligato si applica il proprio termine di prescrizione, a seconda che la sua responsabilità sia di natura contrattuale (decennale) o extracontrattuale (quinquennale). La Corte ha cassato la decisione di merito che aveva erroneamente applicato a entrambi i responsabili l'unico termine previsto per l'illecito penale. Resta fermo che gli atti interruttivi della prescrizione verso uno dei debitori hanno effetto su tutti.
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