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Fattispecie Incriminatrice

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72 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Mancato versamento cauzione: quando è reato?
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 28574/2025, ha stabilito che il mancato versamento della cauzione imposta come misura di prevenzione integra reato, anche se il soggetto ha presentato istanza di rateizzazione. La Corte ha chiarito che la richiesta di pagare a rate non sospende automaticamente il termine per il versamento. Di conseguenza, la scadenza del termine senza il pagamento perfeziona il reato, e la buona fede del soggetto non è sufficiente a escludere la punibilità. È stata inoltre negata l'applicazione della causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto.
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Contrabbando tabacchi: ricorso inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un soggetto condannato per il reato di contrabbando tabacchi, relativo a un quantitativo di 268 kg. I motivi del ricorso, basati sulla presunta lieve entità del fatto e sull'origine nazionale del prodotto, sono stati respinti. La Corte ha ritenuto le argomentazioni una mera rivalutazione dei fatti, non consentita in sede di legittimità, confermando la gravità della condotta e condannando il ricorrente al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Aggravanti lesioni pubblico ufficiale: la Cassazione
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 25610/2025, ha stabilito che le aggravanti per lesioni personali commesse contro un pubblico ufficiale possono coesistere. In un caso di minaccia e lesioni a agenti penitenziari, la Corte ha chiarito che l'aggravante del nesso teleologico (lesioni commesse per eseguire la minaccia) non assorbe quella specifica legata alla qualifica di pubblico ufficiale della vittima. La decisione sottolinea che le due circostanze afferiscono a profili diversi del reato, quello finalistico e quello soggettivo, e sono quindi pienamente compatibili.
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Detenzione sostanze stupefacenti: quando è spaccio?
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per la detenzione di quasi 3 kg di sostanze stupefacenti. La difesa sosteneva la tesi del fatto di lieve entità, basandosi sulla bassa qualità di una parte della droga. La Corte ha ribadito che, ai fini della qualificazione del reato, il considerevole quantitativo totale e la presenza di bilancini di precisione sono elementi sufficienti a dimostrare la finalità di spaccio, superando la tesi della detenzione sostanze stupefacenti per solo uso personale.
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Scambio elettorale politico mafioso: la mancanza del patto
La Corte di Cassazione ha annullato un'ordinanza di custodia cautelare per il reato di scambio elettorale politico mafioso. La decisione sottolinea che, per configurare il reato, è indispensabile la prova di un patto illecito tra il candidato e l'esponente mafioso, non essendo sufficiente la mera consapevolezza dell'uso di metodi violenti da parte di terzi per raccogliere voti.
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Scambio elettorale politico mafioso: quando non c’è
La Corte di Cassazione ha annullato un'ordinanza di custodia cautelare per il reato di scambio elettorale politico mafioso, non ravvisando la sussistenza del patto illecito. La Corte ha chiarito che la nomina ad assessore, avvenuta dopo le elezioni per dinamiche politiche interne alla giunta e non come contropartita di un accordo per l'acquisizione di voti con metodi mafiosi, non costituisce prova del reato. La decisione sottolinea la necessità di un'effettiva stipulazione dell'intesa illecita per configurare il delitto.
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Sequestro probatorio: motivazione e limiti del riesame
La Corte di Cassazione ha esaminato un caso di sequestro probatorio di attrezzatura da caccia, rigettando il ricorso di un indagato che lamentava un difetto di motivazione nel provvedimento. La Corte ha stabilito che la motivazione del decreto di sequestro può essere sintetica e fare riferimento ad altri atti del procedimento, come i verbali di polizia, purché emergano chiaramente la condotta ipotizzata, la sua qualificazione giuridica, e la finalità probatoria del vincolo imposto sui beni.
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Detenzione stupefacenti: reato anche con basso THC
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per detenzione stupefacenti ai fini di spaccio, nonostante il basso contenuto di THC della sostanza. La sentenza chiarisce che il reato sussiste se è provata la finalità di vendita e la sostanza possiede una minima efficacia drogante, rendendo irrilevante il superamento delle soglie di legge per la cannabis light.
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Abrogazione reddito di cittadinanza: reati passati
Un soggetto condannato per omessa comunicazione di redditi da gioco mentre percepiva il reddito di cittadinanza ha impugnato la sentenza, sostenendo l'intervenuta abrogazione del reddito di cittadinanza e della relativa norma incriminatrice. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, spiegando che la legge di abrogazione ha escluso l'applicazione retroattiva della norma più favorevole per i fatti commessi fino all'esaurimento del beneficio, per garantire continuità nella tutela penale.
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Odio etnico: quando il sermone diventa reato
La Corte di Cassazione conferma la condanna per odio etnico a un Imam che, durante i sermoni in carcere, incitava all'odio contro 'ebrei' e 'cristiani'. La Corte ha stabilito che il contesto religioso non giustifica la propaganda di idee fondate sull'odio razziale o etnico, poiché 'gli ebrei' costituiscono un popolo e un'etnia, e non solo un gruppo religioso.
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Sabotaggio opere militari: i limiti del reato
La Corte di Cassazione ha annullato un'ordinanza di custodia cautelare in carcere per un individuo accusato di incendio e sabotaggio di opere militari per aver appiccato il fuoco a due veicoli in una caserma. La Corte ha ritenuto che la motivazione del Tribunale fosse insufficiente a dimostrare la sussistenza del grave reato di sabotaggio, non avendo provato che l'intera struttura fosse stata resa inservibile, anche solo temporaneamente, per le sue funzioni militari.
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Ricorso inammissibile: limiti del giudizio di Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato un ricorso inammissibile, ribadendo i confini del proprio giudizio. L'ordinanza chiarisce che la Corte non può riesaminare nel merito le prove o la credibilità dei testimoni, né può accogliere doglianze generiche sulla conduzione del dibattimento se non sollevate tempestivamente. Il ricorso è stato respinto perché i motivi proposti miravano a una nuova valutazione dei fatti, attività preclusa in sede di legittimità. Di conseguenza, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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