La Corte di Cassazione ha stabilito che la falsificazione di una patente straniera costituisce reato anche se il documento non è più valido per guidare in Italia. Un automobilista, residente in Italia da oltre un anno, è stato condannato per aver esibito una patente albanese falsa. La sua difesa sosteneva che, non potendo comunque usare quella patente, il falso fosse irrilevante. La Corte ha respinto questa tesi, affermando che il reato di falsificazione patente straniera sussiste perché il documento, anche se non idoneo alla guida, è comunque creato per ingannare la fiducia pubblica (la fede pubblica) nella sua autenticità. La condanna è stata quindi confermata.
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