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Falsa Testimonianza

164 provvedimenti applicano questo termine

Definizione

Il reato commesso da chi, deponendo come testimone davanti all'autorità giudiziaria, afferma il falso o nega il vero.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Falsa testimonianza: Cassazione conferma la condanna e respinge il ricorso
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso presentato da una testimone condannata per falsa testimonianza. La testimone aveva chiesto la riqualificazione del reato in "false informazioni al pubblico ministero", ritenuto meno grave. Tuttavia, la Corte ha confermato la condanna per falsa testimonianza (Art. 372 c.p.), poiché la ricostruzione degli eventi e la falsità delle dichiarazioni erano state pienamente provate. La ricorrente dovrà sostenere le spese processuali e versare una somma alla cassa delle ammende.
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Falsa Testimonianza: La Paura del Lavoro Può Salvare dalla Condanna
La Corte di Cassazione ha annullato la condanna per falsa testimonianza di una lavoratrice. La donna aveva reso dichiarazioni non veritiere in una causa di lavoro per evitare la risoluzione del suo rapporto di franchising, dopo essere stata coinvolta in pratiche commerciali anomale. I giudici hanno riconosciuto l'applicabilità della scusante prevista dall'Art. 384 c.p., affermando che il timore di perdere il lavoro rientra tra i gravi nocumenti alla libertà che possono giustificare la condotta. La sentenza stabilisce che la paura di un licenziamento o della fine di un rapporto professionale può rendere "inesigibile" (non pretendibile) un comportamento veritiero, escludendo la punibilità per falsa testimonianza.
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Falsa testimonianza: la prescrizione del reato annulla la condanna penale
Un imputato è stato condannato per falsa testimonianza. Ha presentato ricorso sostenendo che il reato fosse estinto per prescrizione, ma la Corte d'Appello non si era pronunciata su questa richiesta. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso. Ha stabilito che il reato di falsa testimonianza era effettivamente estinto per prescrizione, calcolando i termini massimi e escludendo le sospensioni legate allo sciopero della giustizia e all'emergenza Covid-19, poiché non applicabili al caso specifico. Le statuizioni civili (risarcimento danni) a favore della parte civile rimangono valide.
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Falsa Testimonianza: La Verità Rivelata Non Cancella la Menzogna
Un Lavoratore è stato condannato per falsa testimonianza. Aveva dichiarato il falso in un processo penale, affermando che un pneumatico di un'auto di servizio era già sgonfio prima dell'arrivo dell'accusato di danneggiamento. Una videoripresa ha smentito la sua versione. La Cassazione ha confermato la condanna, stabilendo che la rilevanza della falsa testimonianza si valuta "ex ante", cioè al momento della deposizione. Non importa se altre prove hanno poi rivelato la verità; l'atto di mentire su un fatto potenzialmente decisivo costituisce comunque il reato. Il ricorso è stato dichiarato inammissibile.
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Falsa Testimonianza: Assoluzione Ignorata, Sentenza Annullata
Due individui, condannati per falsa testimonianza, avevano dichiarato il falso per aiutare altri a evadere le imposte. La Corte di Cassazione ha annullato la condanna, stabilendo che la Corte d'Appello non aveva adeguatamente motivato la sua decisione, ignorando l'assoluzione di uno degli imputati nel procedimento principale. Questo principio sottolinea che, anche se i giudizi sono autonomi, una sentenza precedente con identiche prove richiede una spiegazione se si giunge a conclusioni diverse sulla falsa testimonianza.
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Falsa Testimonianza: Assoluzione Prevalente, Condanna Annullata
Un Lavoratore è stato condannato per **falsa testimonianza** in un processo per omicidio. La Corte d'Appello ha confermato la condanna. Tuttavia, in un procedimento separato ma relativo allo stesso fatto di falsa testimonianza, un altro Tribunale lo ha assolto con sentenza definitiva perché 'il fatto non sussiste'. La Cassazione ha accolto il ricorso del Lavoratore. Ha annullato la condanna iniziale senza rinvio, applicando il principio del *bis in idem*. Questo principio impedisce di essere giudicati due volte per lo stesso fatto, garantendo che una persona non subisca una doppia persecuzione giudiziaria.
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Falsa testimonianza: condanna ferma e ricorso inammissibile
Due soggetti impugnano la sentenza d'appello che li aveva condannati per il reato di falsa testimonianza. Gli imputati lamentano l'errata valutazione della loro responsabilità penale, il mancato riconoscimento delle attenuanti generiche e l'avvenuta prescrizione del reato. La Corte di Cassazione dichiara i ricorsi inammissibili. I giudici evidenziano la presenza di una motivazione logica e congrua sui fatti di falsa testimonianza. La richiesta di attenuanti non risulta riesaminabile in sede di legittimità. Infine, il calcolo dei termini di prescrizione non ha considerato le sospensioni per l'emergenza COVID-19 e l'astensione dei difensori. Gli imputati subiscono la condanna alle spese e al versamento di tremila euro alla Cassa delle Ammende.
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Falsa Testimonianza: Quando la parola non vale e il ricorso è inammissibile
Una Testimone è stata condannata per falsa testimonianza. Aveva dichiarato di aver assistito alla firma di una ricognizione di debito da parte di un Debitore a favore di un Avvocato. La Corte d'Appello aveva confermato la sua responsabilità. La Testimone ha presentato ricorso in Cassazione, contestando l'inutilizzabilità della sua testimonianza e l'errata valutazione delle perizie grafologiche sul documento. La Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha ribadito che le norme sugli avvisi ai testimoni indiziati non si applicano quando la testimonianza stessa costituisce il reato di falsa testimonianza. Ha inoltre confermato che i giudici possono disattendere le perizie se motivano adeguatamente, basandosi su altre prove. La Testimone deve pagare le spese processuali.
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Ricorso inammissibile: il danneggiato non può impugnare l’archiviazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato un ricorso inammissibile, respingendo l'impugnazione di un Cittadino contro un'ordinanza di archiviazione per presunta falsa testimonianza. La Corte ha chiarito che il provvedimento non era ricorribile in Cassazione, ma solo tramite reclamo al tribunale. Inoltre, il Cittadino, pur danneggiato, non era la 'persona offesa' dal reato di falsa testimonianza, un ruolo riservato allo Stato. Questo gli ha precluso il diritto di opporsi o reclamare. La decisione ha comportato la condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali.
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Falsa testimonianza: ricorso inammissibile per riesame dei fatti
Un Lavoratore è stato condannato per falsa testimonianza in relazione a un incidente stradale. La Corte d'Appello ha confermato la condanna. Il Lavoratore ha presentato ricorso in Cassazione, sostenendo che la sua versione dei fatti non fosse in contrasto con le prove. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha ribadito che il suo ruolo è verificare l'applicazione della legge, non riesaminare i fatti. La versione del Lavoratore, che descriveva un incidente grave con il danneggiato incastrato, era smentita dalle prove e dalle altre testimonianze che indicavano lievi graffi. La condanna per falsa testimonianza è stata quindi confermata.
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Falsa Testimonianza: Dichiarazioni Inutilizzabili ma Reato Confermato
Un Lavoratore è stato condannato per falsa testimonianza dopo aver negato in tribunale di aver acquistato droga da un imputato, contraddicendo le sue precedenti dichiarazioni alla polizia. La Corte d'Appello ha confermato la colpevolezza, riducendo la pena. Il Lavoratore ha fatto ricorso in Cassazione, sostenendo che le sue dichiarazioni non potevano più essere considerate false perché il processo originale era stato riaperto e le sue testimonianze sarebbero diventate inutilizzabili per la decisione. Ha anche eccepito la possibilità di ritrattare. La Cassazione ha respinto il ricorso. Ha stabilito che il reato di falsa testimonianza si configura al momento della dichiarazione mendace, indipendentemente dalla successiva inutilizzabilità della prova o dalla possibilità di ritrattazione. Il ricorso è stato dichiarato inammissibile.
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Falsa testimonianza: il fatto non si riesamina in Cassazione
Due persone presentano ricorso in Cassazione contro la condanna per il reato di falsa testimonianza. Le ricorrenti sostengono che la testimonianza non fosse pertinente e contestano la valutazione delle prove effettuata nei primi gradi di giudizio. La Suprema Corte dichiara i ricorsi inammissibili. I giudici spiegano che la pertinenza della testimonianza costituisce una questione di fatto già esaminata e motivata correttamente nel giudizio di merito. Non è consentito richiedere un nuovo esame delle prove in sede di legittimità. Di conseguenza, le imputate vengono condannate al pagamento delle spese processuali e al versamento di tremila euro ciascuna alla Cassa delle Ammende.
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Calunnia e falsa testimonianza: Assoluzione prevale su condanna
Un uomo ha presentato ricorso in Cassazione contro l'assoluzione della sorella e del cognato, precedentemente condannati in primo grado per calunnia e falsa testimonianza. Le accuse riguardavano presunti atti persecutori, danneggiamenti, furti e aggressioni. La Corte d'Appello aveva assolto gli imputati, ritenendo che i fatti non sussistessero. La Corte Suprema ha rigettato il ricorso dell'uomo, confermando l'assoluzione. Ha stabilito che la Corte d'Appello aveva correttamente rivalutato le prove, evidenziando ambiguità e l'inaffidabilità delle dichiarazioni dell'accusatore, escludendo la consapevolezza degli imputati di accusare un innocente. La sentenza sottolinea che la calunnia non è automatica se l'accusato viene prosciolto.
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Falsa testimonianza: la Cassazione rigetta il ricorso del teste
Un cittadino ha proposto ricorso in Cassazione contro la condanna per il reato di falsa testimonianza. L'imputato sosteneva che le sue dichiarazioni mendaci non avessero avuto alcun impatto concreto sul processo. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile. I giudici hanno chiarito che non è possibile richiedere una nuova valutazione dei fatti nel giudizio di legittimità. Inoltre, la falsa testimonianza è risultata determinante perché ha fornito un riscontro fondamentale alle dichiarazioni rilasciate dalla persona offesa. L'imputato è stato quindi condannato al pagamento delle spese processuali e al versamento di tremila euro in favore della Cassa delle ammende.
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Falsa Testimonianza per Amore: La Cassazione Annulla la Condanna della Madre
La Corte di Cassazione ha annullato la condanna per falsa testimonianza inflitta a una Madre. La donna aveva mentito in tribunale per proteggere il figlio, potenzialmente coinvolto in attività di spaccio, durante un processo per estorsione contro un terzo soggetto. La Corte d'Appello non aveva valutato se la falsa testimonianza fosse giustificata dalla necessità di evitare un grave danno alla libertà o all'onore del figlio, come previsto dalla causa di non punibilità. La Cassazione ha rinviato il caso per un nuovo esame, sottolineando l'importanza di verificare rigorosamente l'inevitabilità di tale danno.
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Falsa Testimonianza: Ricorso Inammissibile e Condanna al Lavoratore
Un Lavoratore è stato condannato per falsa testimonianza. Egli aveva negato di aver ricevuto assegni senza data, ma una conversazione registrata lo smentiva. Il Lavoratore ha presentato ricorso, contestando l'attendibilità del testimone d'accusa e l'intenzione (dolo) di commettere il reato. Ha anche invocato una causa di non punibilità, sostenendo di aver testimoniato per evitare un'accusa a suo carico in un altro processo civile. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha ritenuto che le questioni di fatto fossero già state adeguatamente valutate dai giudici precedenti. La causa di non punibilità non era applicabile, poiché non sussisteva un rischio concreto di auto-incriminazione. Il Lavoratore ha perso e dovrà pagare le spese legali.
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Falsa testimonianza per salvare l’amico: scatta la condanna
Un automobilista sanzionato per guida in stato di ebbrezza ha tentato di evitare la condanna con l'aiuto di due conoscenti. Nel processo, un amico si è autoaccusato falsamente di essere stato al volante, mentre l'altro ha reso una dichiarazione non veritiera al giudice per confermare tale versione. L'inganno ha portato a un'imputazione per falsa testimonianza e concorso in falsa incolpazione. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibili i ricorsi di tutti i soggetti coinvolti. I giudici hanno confermato le responsabilità penali, evidenziando che le testimonianze erano smentite dai rilievi trasparenti e concordi effettuati dagli agenti di polizia. Chi mente per salvare un amico da una sanzione commette il reato di falsa testimonianza e risponde delle relative conseguenze penali ed economiche.
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Falsa testimonianza: le prove smentiscono il racconto del Testimone
Un individuo, "Il Testimone", è stato condannato per falsa testimonianza (art. 372 c.p.). Aveva dichiarato il falso in un processo civile su un incidente stradale, sostenendo che un'auto era stata investita da un'altra, con danni specifici. La Corte d'Appello aveva confermato la condanna. La Cassazione ha dichiarato il ricorso del "Testimone" inammissibile. I giudici hanno ritenuto che le prove, incluse foto e consulenza tecnica, smentivano la dinamica dell'incidente riferita. La sentenza ha così confermato la responsabilità del "Testimone" per aver mentito, condannandolo anche alle spese processuali.
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Falsa testimonianza: la paura non cancella la condanna
Un testimone ha reso dichiarazioni reticenti e false durante un processo per tentato omicidio, contraddicendo quanto riferito in precedenza alla polizia. La difesa ha invocato la non punibilità per il reato di falsa testimonianza, sostenendo che l'uomo aveva agito sotto il timore di ritorsioni fisiche da parte degli imputati. La Corte di Cassazione ha confermato la condanna a un anno e due mesi di reclusione. I giudici hanno chiarito che la speciale causa di non punibilità tutela soltanto la libertà o l'onore, mentre il timore generico di violenze fisiche non costituisce stato di necessità né giustifica la falsa testimonianza.
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Falsa testimonianza: il dettaglio irrilevante non salva dalla condanna
Un individuo è stato condannato per falsa testimonianza. Aveva dichiarato il falso in un processo precedente, riguardante un'appropriazione indebita di un'auto, affermando l'esistenza di un accordo compensativo e di fatti relativi a un'altra vettura. La sua testimonianza, sebbene incentrata su un'auto diversa da quella oggetto principale del processo, è stata ritenuta rilevante perché le due compravendite erano strettamente connesse. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso dell'individuo, confermando la condanna e l'obbligo di pagare le spese processuali e una sanzione pecuniaria.
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