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Falsa Denuncia Di Smarrimento Assegno

7 provvedimenti applicano questo termine

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Falsa denuncia di smarrimento assegno: scatta la calunnia
Un debitore consegna regolarmente un titolo di pagamento a un creditore, ma subito dopo presenta una falsa denuncia di smarrimento assegno alle autorità. La denuncia espone la vittima al rischio di un'indagine penale per reati gravi e perseguibili d'ufficio, tra cui la ricettazione. Il giudice di merito accerta la responsabilità dell'autore per il reato di calunnia e conferma i risarcimenti civili, pur dichiarando il reato estinto per prescrizione. La Corte di Cassazione dichiara il ricorso inammissibile, confermando l'obbligo di risarcimento del danno e condannando il ricorrente alle spese processuali e a una sanzione economica.
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Falsa denuncia di smarrimento assegno: condanna e prescrizione
Un acquirente viene condannato nei primi due gradi di giudizio per calunnia a seguito di una falsa denuncia di smarrimento assegno. L'imputato aveva consegnato il titolo bancario al venditore per l'acquisto di una vettura, denunciandone poi falsamente lo smarrimento e accusando indirettamente il beneficiario di ricettazione. L'imputato propone ricorso in Cassazione lamentando difetti di motivazione anche in merito al mancato riconoscimento della sospensione condizionale della pena. La Suprema Corte dichiara ammissibile il ricorso e rileva l'intervenuta prescrizione del reato maturata dopo la sentenza di secondo grado. Non emergendo elementi idonei a un proscioglimento nel merito, i giudici annullano la sentenza senza rinvio per estinzione del reato.
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Falsa denuncia di smarrimento assegno: condanna confermata
Un soggetto ha consegnato un titolo bancario da 1.500 euro per saldare un debito pregresso di un suo conoscente verso un creditore. Lo stesso giorno della consegna, l'emittente ha presentato una falsa denuncia di smarrimento assegno presso le autorita. Questa condotta ha fatto scattare l'accusa per il reato di calunnia, poiche incolpava ingiustamente il ricevente di un illecito. La Difesa ha sostenuto la prescrizione del reato e evidenziato presunte difformita nelle testimonianze sulla consegna del titolo. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, confermando la condanna dell'imputato e l'obbligo di pagare le spese processuali. I giudici hanno stabilito la piena validita della sospensione della prescrizione per i fatti del 2017, confermando la responsabilita penale dell'imputato.
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Falsa denuncia di smarrimento assegno: scatta la calunnia
Un soggetto ha presentato ricorso in Cassazione contestando la condanna per calunnia inflitta nei gradi precedenti. La vicenda trae origine dalla falsa denuncia di smarrimento assegno presentata dal ricorrente dopo aver ceduto il titolo a terzi. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso dichiarandolo manifestamente infondato e inammissibile. I giudici hanno chiarito che denunciare falsamente lo smarrimento di un titolo bancario espone colui che lo pone all'incasso al concreto rischio di un'indagine penale per il reato di ricettazione, delitto procedibile d'ufficio. Il ricorrente ha subito la condanna definitiva al pagamento delle spese di giudizio e di una sanzione di tremila euro in favore della Cassa delle ammende.
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Falsa denuncia di smarrimento assegno: confermata la condanna
Un acquirente consegna un titolo di pagamento al venditore per concludere un acquisto. Subito dopo, l'acquirente presenta una falsa denuncia di smarrimento assegno alle autorità, bloccando l'incasso della somma concordata. Il venditore denuncia l'accaduto e il giudice di merito condanna l'autore per calunnia, ordinando il risarcimento del danno per l'intero valore del titolo. La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso dell'imputato, confermando sia la responsabilità penale per calunnia sia l'obbligo risarcitorio verso la vittima.
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Falsa denuncia di smarrimento assegno: da vittima a condannato
Il caso esamina la condanna per calunnia di un uomo che ha presentato una falsa denuncia di smarrimento assegno. L'imputato aveva denunciato lo smarrimento del titolo pur avendolo consegnato a un terzo per metterlo in circolazione. Questo comportamento ha fatto scattare l'accusa implicita di ricettazione nei confronti dei successivi possessori dell'assegno. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso dell'imputato, confermando la condanna e disponendo il pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria di tremila euro in favore della Cassa delle ammende.
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Falsa denuncia di smarrimento assegno: da garanzia a calunnia
L'Amministratrice di un bar ha consegnato un assegno personale a titolo di garanzia alla Società Fornitrice di slot-machine. Lo stesso giorno in cui è avvenuto il furto del macchinario cambiamonete, la donna ha presentato una falsa denuncia di smarrimento assegno per impedire l'incasso del titolo. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso dell'imputata, confermando la condanna per il reato di calunnia. I giudici hanno stabilito che la consapevolezza dell'avvenuta consegna del titolo rende dolosa la denuncia. Inoltre, la Corte ha confermato il risarcimento del danno non patrimoniale in favore della parte civile, liquidato in via equitativa utilizzando come parametro l'importo dell'assegno rimasto insoluto. L'imputata è stata condannata anche al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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