La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 26086/2024, ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per il reato di falsa attestazione identità. La Corte ha chiarito che fornire false generalità oralmente a un pubblico ufficiale durante un controllo stradale, in assenza di documenti, integra il più grave reato di cui all'art. 495 c.p. e non la fattispecie meno grave dell'art. 496 c.p., poiché tali dichiarazioni assumono valore di attestazione formale.
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