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Factoring

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68 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Eccezioni opponibili al factor: il caso Cassazione
Un'impresa committente ha sospeso il pagamento a una società di factoring a causa dell'inadempimento del creditore originale, che non aveva fornito una polizza assicurativa decennale obbligatoria. La Corte di Cassazione ha confermato che si tratta di una delle eccezioni opponibili al factor, in quanto legata alla corretta esecuzione del contratto originario e quindi all'esigibilità del credito. La sentenza chiarisce inoltre le regole sui pagamenti ai subappaltatori quando l'appaltatore entra in amministrazione straordinaria.
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Revocatoria fallimentare: no al factoring anomalo
Una società finanziaria ha impugnato una decisione che assoggettava a revocatoria fallimentare i pagamenti ricevuti da un'impresa poi finita in amministrazione straordinaria. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, confermando che gli accordi, pur denominati cessione di crediti, costituivano un mezzo anomalo di pagamento e non un genuino contratto di factoring. La Suprema Corte ha stabilito che la qualificazione del contratto dipende dalla reale volontà delle parti e non dalla mera forma, e che l'interpretazione del giudice di merito sui fatti non è sindacabile in sede di legittimità se non per vizi logici non riscontrati nel caso di specie.
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Onere della prova usura: oneri di allegazione
Una società intenta una causa contro un istituto bancario per un contratto di factoring, lamentando un grave inadempimento e l'applicazione di tassi usurari. Le corti di merito rigettano la domanda, ritenendo le accuse di usura generiche e non provate. La Corte di Cassazione conferma la decisione, stabilendo che l'onere della prova sull'usura grava sul cliente, il quale deve fornire allegazioni precise e dettagliate. Non è possibile sopperire a tale mancanza richiedendo una Consulenza Tecnica d'Ufficio (CTU) meramente esplorativa, finalizzata alla ricerca di prove non fornite dalla parte stessa.
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Interessi moratori factoring: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha stabilito che la disciplina sugli interessi moratori per le transazioni commerciali (D.Lgs. 231/2002) si applica anche quando il credito è stato ceduto a una società di factoring. Il caso vedeva un'azienda sanitaria opporsi al pagamento di tali interessi, sostenendo la natura finanziaria del factoring e pubblicistica della propria attività. La Corte ha chiarito che la cessione del credito non altera la natura commerciale dell'obbligazione originaria (es. fornitura di beni), pertanto gli interessi sono dovuti. La natura di ente del servizio sanitario non esclude di per sé l'applicazione della normativa per i contratti di fornitura stipulati in regime privatistico.
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Cessione del credito pro solvendo: la guida completa
Una società cede i propri crediti a un'azienda di factoring con garanzia di solvenza (cessione del credito pro solvendo). Quando il debitore contesta la fornitura, il factor si rivale sul cedente. La Cassazione chiarisce che l'esercizio di tale garanzia risolve il contratto di cessione, facendo tornare il credito in capo al cedente originale. Di conseguenza, il factor perde il diritto di agire contro il debitore. La sentenza esplora anche l'effetto riflesso di un precedente giudicato tra cedente e cessionario sul debitore.
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Credito prededucibile: no tra procedure diverse
La Corte di Cassazione ha stabilito che un credito sorto durante un'amministrazione giudiziaria, una misura di prevenzione antimafia, non gode di prededuzione nella successiva procedura di amministrazione straordinaria per insolvenza. La decisione si fonda sulla profonda diversità di finalità e presupposti tra le due procedure, che impedisce la cosiddetta 'consecuzione' e il trasferimento del privilegio processuale. Il credito prededucibile, quindi, non sopravvive al di fuori della procedura in cui è nato.
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Qualificazione contratto di factoring: Cassazione annulla
In una complessa vicenda legale tra una società di factoring, il fallimento di una società fornitrice e un'azienda sanitaria, la Corte di Cassazione interviene per la seconda volta. L'oggetto del contendere è la corretta qualificazione del contratto di factoring. La Corte ha annullato la sentenza d'appello che, discostandosi dai principi di diritto precedentemente enunciati, aveva erroneamente classificato l'accordo come una garanzia atipica per un finanziamento, anziché condurre un'analisi completa della volontà delle parti. La Suprema Corte ha ribadito la necessità di un'interpretazione rigorosa e sistematica del contratto, cassando la decisione e rinviando la causa per un nuovo esame.
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Opposizione decreto ingiuntivo: onere della prova
La sentenza del Tribunale di Ancona, n. 603/2023, chiarisce un punto fondamentale nell'ambito dell'opposizione a decreto ingiuntivo: l'onere della prova. Un'azienda si è opposta a un'ingiunzione di pagamento per quasi 30.000 euro, contestando specificamente numerose fatture. Il Tribunale ha accolto parzialmente l'opposizione, revocando il decreto e riducendo il debito a circa 9.700 euro. La decisione si fonda sul principio che, a fronte di contestazioni specifiche, la fattura da sola non basta; spetta al creditore (in questo caso una società di factoring) dimostrare con ulteriori prove la fondatezza del proprio credito.
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