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Executivis

11 provvedimenti applicano questo termine

Definizione

Fase del procedimento penale dedicata all'attuazione concreta della pena dopo che la sentenza è diventata definitiva.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Continuazione fra reati: i limiti del ricorso
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un soggetto che richiedeva il riconoscimento della continuazione fra reati in fase esecutiva. Il ricorrente sosteneva che il giudice di merito avesse ignorato la prossimità temporale e l'omogeneità territoriale dei delitti commessi. La Suprema Corte ha tuttavia rilevato che tali doglianze miravano a una rivalutazione dei fatti, operazione preclusa in sede di legittimità se la motivazione del provvedimento impugnato risulta logica e completa.
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Continuazione fra reati: limiti del ricorso penale
La Corte di Cassazione ha confermato l'inammissibilità del ricorso presentato da un condannato che richiedeva il riconoscimento della continuazione fra reati in fase di esecuzione. La Suprema Corte ha rilevato che le doglianze del ricorrente riguardavano valutazioni di merito già correttamente affrontate dai giudici territoriali, i quali avevano escluso il beneficio a causa dell'ampia distanza cronologica tra gli illeciti commessi.
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Continuazione tra reati: quando il ricorso fallisce
La Corte di Cassazione ha confermato l'inammissibilità di un ricorso relativo alla richiesta di continuazione tra reati presentata in fase esecutiva. La ricorrente sosteneva che l'esclusione della continuazione in un precedente grado di giudizio fosse basata su un errore di valutazione riguardante un reato associativo successivamente caduto. Tuttavia, la Suprema Corte ha rilevato la genericità del motivo, sottolineando la mancanza di documentazione idonea a provare l'esito dei successivi gradi di giudizio sul punto specifico. La decisione ribadisce l'onere della prova a carico della parte che richiede il beneficio della continuazione tra reati.
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Continuazione tra reati: i limiti della fase esecutiva
La Corte di Cassazione ha confermato l'inammissibilità del ricorso presentato da un condannato che richiedeva il riconoscimento della **continuazione tra reati** in fase esecutiva. Il Tribunale aveva parzialmente negato tale beneficio basandosi sulla significativa distanza cronologica tra i delitti commessi, pari a circa cinque anni rispetto ai precedenti e diciotto mesi rispetto ai successivi. La Suprema Corte ha ribadito che la valutazione del giudice di merito, se logicamente motivata sulla base del tempo intercorso tra le condotte, non è sindacabile in sede di legittimità.
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Prescrizione della pena e nuovi reati: la guida
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un condannato che contestava la revoca della sospensione condizionale della pena. Il ricorrente sosteneva che fosse già maturata la prescrizione della pena per i reati precedenti. Tuttavia, la Suprema Corte ha stabilito che la prescrizione della pena non opera se il soggetto, durante il tempo necessario all'estinzione, riporta una nuova condanna per un delitto della stessa indole. Nel caso specifico, la commissione di nuovi reati contro il patrimonio ha impedito il decorso dei termini prescrizionali, rendendo legittima la revoca dei benefici precedentemente concessi.
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Reato continuato: stop alle decisioni senza udienza
La Corte di Cassazione ha annullato un'ordinanza del Tribunale che aveva rigettato, senza celebrare l'udienza, la richiesta di riconoscimento del reato continuato tra diverse condanne per furto. Il ricorrente lamentava la violazione delle norme procedurali, poiché il giudice aveva deciso de plano su una questione di merito. La Suprema Corte ha confermato che l'applicazione della disciplina del reato continuato in sede esecutiva richiede necessariamente la fissazione dell'udienza camerale con la partecipazione del difensore, pena la nullità assoluta del provvedimento.
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Reato continuato: quando spetta lo sconto di pena
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un condannato che chiedeva il riconoscimento del reato continuato per molteplici delitti tra cui ricettazione, spaccio e rapina. La Corte ha chiarito che la semplice omogeneità dei reati o la vicinanza temporale non bastano a dimostrare un unico disegno criminoso preventivo. È necessario provare una programmazione unitaria delle condotte illecite, non essendo sufficiente una generica inclinazione a delinquere o una scelta di vita criminale.
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Reato continuato: i limiti del disegno criminoso
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un condannato che chiedeva il riconoscimento del **reato continuato** in fase di esecuzione per reati oggetto di quattro diverse sentenze. La Suprema Corte ha confermato che la semplice vicinanza temporale tra gli illeciti non è sufficiente a dimostrare l'unicità del disegno criminoso, specialmente quando i reati colpiscono beni giuridici eterogenei (come il patrimonio e l'ordine pubblico) e sono commessi con modalità differenti o in concorso con soggetti diversi.
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Disegno criminoso: quando scatta la continuazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un soggetto che richiedeva il riconoscimento del vincolo della continuazione tra reati giudicati in due diverse sentenze definitive. Il ricorrente sosteneva l'esistenza di un unico disegno criminoso, ma i giudici hanno rilevato che i fatti riguardavano periodi temporali distanti (2015-2016 e 2018-2022) e gruppi associativi differenti. La Corte ha chiarito che la scelta di vita deviante non può essere confusa con l'unicità del progetto delittuoso richiesto dalla legge per ottenere lo sconto di pena previsto dalla continuazione.
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Ricorso per cassazione personale: i nuovi limiti
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile un ricorso presentato personalmente da un condannato in materia di continuazione in executivis. La decisione si fonda sulla riforma introdotta dalla Legge 103/2017, che ha eliminato la facoltà per l'imputato di sottoscrivere autonomamente il ricorso per cassazione personale. La mancanza della firma di un difensore abilitato presso l'albo speciale comporta l'immediata esclusione dell'impugnazione e la condanna a una sanzione pecuniaria.
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Reato continuato: guida al riconoscimento esecutivo
Un condannato ha presentato istanza per il riconoscimento del reato continuato tra quattro diverse sentenze di condanna. La Corte d'Appello aveva inizialmente rigettato la richiesta basandosi sull'ampio intervallo temporale tra i primi reati e quelli successivi. La Cassazione, pur confermando l'esclusione per i fatti più remoti, ha annullato la decisione per i restanti reati. Il giudice dell'esecuzione ha infatti omesso di considerare che precedenti provvedimenti avevano già parzialmente riconosciuto il vincolo della continuazione, creando una contraddizione motivazionale che richiede un nuovo esame.
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