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Ex Tunc

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578 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Lavoro pubblico: risarcimento per abuso contratti
La Corte di Cassazione ha esaminato il caso di una lavoratrice del settore pubblico impiegata per anni con contratti a termine. Pur ribadendo che nel lavoro pubblico l'abuso di tali contratti non comporta la conversione automatica in un rapporto a tempo indeterminato (stabilizzazione), ha sancito il diritto della lavoratrice al risarcimento del danno. La Corte ha chiarito che la normativa regionale non può derogare alla disciplina europea e nazionale che tutela i lavoratori precari, annullando la precedente decisione della Corte d'Appello e rinviando il caso per la quantificazione del danno.
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Revoca affidamento terapeutico: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha confermato la legittimità della revoca affidamento terapeutico con effetto retroattivo (ex tunc) per un condannato che, appena entrato in comunità, ha manifestato il netto rifiuto di seguire il programma, chiedendo di tornare in carcere. Secondo la Corte, la mancata adesione al progetto riabilitativo fin dall'inizio giustifica la caducazione del beneficio.
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Restituzione NASpI: la Cassazione rinvia la decisione
Due lavoratori, dopo un licenziamento illegittimo, optano per l'indennità sostitutiva alla reintegra. L'INPS chiede la restituzione NASpI percepita. La Cassazione, con ordinanza interlocutoria, rinvia la decisione a una pubblica udienza per analizzare l'impatto di recenti sentenze delle Sezioni Unite sulla questione.
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Revoca affidamento in prova: la valutazione postuma
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso contro la revoca dell'affidamento in prova. La decisione si basa sulla valutazione di comportamenti negativi del condannato, avvenuti dopo la fine della misura ma prima del giudizio finale, ritenuti sintomatici del mancato raggiungimento della finalità rieducativa.
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Nullità notifica e sanatoria: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione, con una recente ordinanza, ha ribadito un principio fondamentale in materia tributaria: la nullità della notifica di un avviso di accertamento è sanata se il contribuente impugna l'atto. Questo perché, con l'impugnazione, l'atto ha raggiunto il suo scopo di portare la pretesa fiscale a conoscenza del destinatario. La Corte ha invece accolto il ricorso del contribuente su un punto specifico: l'errata condanna al pagamento di spese maggiorate per una mediazione mai avvenuta nel giudizio d'appello.
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Rimborso accise energia: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha esaminato un caso di rimborso accise energia. Un'azienda aveva chiesto la restituzione di un'addizionale provinciale pagata al suo fornitore, ritenendola contraria al diritto dell'Unione Europea. La Cassazione, basandosi su una recente sentenza della Corte Costituzionale che ha dichiarato illegittima la norma impositiva, ha confermato il diritto dell'azienda a ottenere il rimborso direttamente dal fornitore di energia. La decisione stabilisce che, venuta meno retroattivamente la causa del pagamento, il fornitore deve restituire le somme e potrà poi rivalersi sullo Stato.
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Ripetizione indebito accise: la Cassazione decide
Una società fornitrice di energia ricorre in Cassazione contro la condanna alla restituzione di addizionali provinciali sulle accise. La Corte rigetta il ricorso, confermando il diritto del cliente alla ripetizione indebito accise. La decisione si fonda sulla sopravvenuta declaratoria di incostituzionalità della norma impositiva, che fa venir meno retroattivamente la causa del pagamento tra le parti private, legittimando l'azione di rimborso diretto.
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Accise energia: rimborso dal fornitore legittimo
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza in esame, stabilisce un principio fondamentale in materia di accise energia elettrica. A seguito della dichiarazione di incostituzionalità della norma che imponeva l'addizionale provinciale, il consumatore finale ha il diritto di chiedere il rimborso delle somme versate direttamente al proprio fornitore di energia. La Corte chiarisce che la declaratoria di incostituzionalità ha effetto retroattivo, facendo venire meno la causa del pagamento. Di conseguenza, sorge un'azione di ripetizione dell'indebito contro il fornitore, il quale potrà poi rivalersi sullo Stato. Viene così rigettato il ricorso della società fornitrice che sosteneva l'azione dovesse essere diretta contro lo Stato.
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Agevolazioni fiscali ONLUS: la forma non basta
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 2464/2026, ha stabilito un principio fondamentale per le agevolazioni fiscali ONLUS. L'iscrizione formale in un registro non è sufficiente per godere dei benefici se l'ente non rispetta i requisiti sostanziali previsti dalla legge, come il divieto di distribuzione di utili. L'Amministrazione Finanziaria ha il potere di disconoscere le agevolazioni verificando la "realtà fattuale" dell'attività svolta, anche in assenza di una cancellazione formale dal registro. La perdita dei benefici decorre dal momento in cui vengono meno le condizioni sostanziali.
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Ripetizione dell’indebito per accise: la Cassazione
Un'azienda farmaceutica ha citato in giudizio una società energetica per ottenere la restituzione di un'addizionale sull'energia elettrica. La Cassazione ha confermato il diritto al rimborso, stabilendo che la dichiarazione di incostituzionalità della norma tributaria rende il pagamento privo di causa, legittimando l'azione di ripetizione dell'indebito direttamente nei confronti del fornitore che l'ha riscossa.
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Revoca affidamento in prova: i nuovi elementi
Un soggetto in affidamento in prova si vede revocare la misura a seguito di una nuova ordinanza cautelare per associazione a delinquere finalizzata al narcotraffico. La Corte di Cassazione conferma la legittimità del provvedimento, chiarendo che la revoca dell'affidamento in prova può basarsi su fatti antecedenti alla concessione della misura, se questi non erano noti al Tribunale e sono di gravità tale da modificare la prognosi di pericolosità sociale del condannato.
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Prescrizione ripetizione indebito: PEC errata non la ferma
Una società ha citato in giudizio il proprio fornitore di energia per ottenere il rimborso di un'addizionale provinciale sull'energia elettrica, successivamente dichiarata incostituzionale. Il fornitore ha eccepito la prescrizione del diritto alla restituzione. Il Tribunale ha accolto l'eccezione, ritenendo che il termine decennale fosse decorso. Gli atti interruttivi posti in essere dalla società ricorrente, ovvero una PEC inviata a un indirizzo errato e un precedente giudizio non riassunto nei termini, sono stati considerati inefficaci. Di conseguenza, la domanda di rimborso è stata respinta.
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Revoca affidamento terapeutico: quando è retroattiva?
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un condannato contro la revoca affidamento terapeutico con effetto retroattivo (ex tunc). La decisione si fonda sul comportamento oppositivo e non collaborativo del soggetto, che vedeva la misura solo come un modo per evitare il carcere. La Corte ha inoltre chiarito che la nomina del difensore per la richiesta della misura non si estende automaticamente al procedimento di revoca.
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Revoca sospensione condizionale: quando è automatica
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 16336/2024, ha dichiarato inammissibile il ricorso contro la revoca della sospensione condizionale della pena. La revoca è automatica e obbligatoria se il condannato commette un nuovo delitto nel quinquennio successivo alla prima condanna, a prescindere dalla possibilità di ottenere una seconda sospensione.
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Accesso NCC ZTL: Cassazione chiarisce la normativa
Una cooperativa NCC ha ricevuto multe per un non autorizzato accesso NCC ZTL. La Cassazione cassa la sentenza di merito, chiarendo che la norma sulle comunicazioni preventive (art. 5-bis L. 21/92) era sospesa nel 2015, ma i Comuni mantenevano il potere di regolamentare l'accesso secondo la normativa previgente.
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Responsabilità dei magistrati: il caso dell’autotutela
La Corte d'Appello di Perugia ha respinto la richiesta di risarcimento danni avanzata da un professionista contro lo Stato per presunti errori giudiziari. Il caso riguarda la cessazione di un rapporto di lavoro con un ente pubblico economico. La Corte ha stabilito che l'interpretazione dei giudici precedenti, che avevano riconosciuto all'ente un potere di autotutela, non costituisce una manifesta violazione di legge. La decisione rientra nell'ambito della discrezionalità interpretativa protetta dalla legge sulla responsabilità dei magistrati, escludendo così il diritto al risarcimento.
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Pensione lavoratori spettacolo: il calcolo corretto
La Corte di Cassazione interviene sul tema della pensione lavoratori spettacolo, chiarendo le modalità di calcolo dell'anzianità contributiva per carriere a cavallo della riforma del D.Lgs. 182/97. La Corte ha stabilito che la nuova classificazione in gruppi (A e B) non ha efficacia retroattiva. Pertanto, i periodi lavorativi antecedenti al 1997 devono essere valutati secondo le norme allora vigenti, mentre solo per i periodi successivi si applica il criterio della prevalenza per determinare il gruppo di appartenenza e il calcolo finale.
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Indennità di mobilità: quando va restituita? Cassazione
Un lavoratore, reintegrato a seguito di una cessione di ramo d'azienda dichiarata inefficace, si è visto richiedere dall'ente previdenziale la restituzione dell'indennità di mobilità percepita. La Corte di Cassazione ha confermato che la somma va restituita. Secondo la Corte, il ripristino giuridico del rapporto di lavoro, anche se il datore di lavoro si rifiuta di riammettere il dipendente, fa venir meno lo stato di disoccupazione, presupposto essenziale per il beneficio. L'indennità diventa quindi un indebito previdenziale da rimborsare.
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Calcolo anzianità contributiva: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha chiarito le modalità di calcolo dell'anzianità contributiva per i lavoratori dello spettacolo la cui carriera si estende prima e dopo la riforma del D.Lgs. 182/1997. Un lavoratore si era visto riconoscere il diritto alla pensione sulla base di un calcolo unificato. L'ente previdenziale ha impugnato la decisione. La Suprema Corte ha accolto il ricorso, stabilendo che i periodi antecedenti al 1997 devono essere calcolati con le vecchie regole, mentre per i periodi successivi, in caso di passaggio tra gruppi contributivi diversi, si deve identificare il gruppo di prevalenza e riproporzionare i contributi versati nel gruppo non prevalente. La sentenza è stata cassata con rinvio alla Corte d'Appello per un nuovo calcolo.
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Anzianità contributiva spettacolo: calcolo pre-1997
Un lavoratore dello spettacolo ha contestato il calcolo della sua anzianità contributiva ai fini pensionistici. Il nodo della questione era se la riforma del 1997 (D.Lgs. 182/97) potesse essere applicata retroattivamente. La Corte di Cassazione ha stabilito che la nuova disciplina non è retroattiva. Di conseguenza, l'anzianità contributiva spettacolo maturata prima del 1997 deve essere calcolata con le vecchie regole, mentre le nuove si applicano solo al periodo successivo. La decisione della corte d'appello è stata annullata con rinvio.
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