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Ex Tunc

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578 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Rimborso addizionale provinciale: sì alla restituzione
La Corte di Cassazione ha confermato il diritto del consumatore finale a ottenere il rimborso dell'addizionale provinciale sull'energia elettrica direttamente dal fornitore. La decisione si fonda su una recente sentenza della Corte Costituzionale che ha dichiarato illegittima la norma istitutiva del tributo. Tale declaratoria ha effetto retroattivo (ex tunc), rendendo il pagamento privo di causa sin dall'origine e legittimando l'azione di ripetizione di indebito oggettivo da parte di chi ha versato l'imposta.
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Rimborso addizionale energia: la Cassazione decide
Una società consumatrice ha citato in giudizio il proprio fornitore di energia per ottenere la restituzione dell'addizionale provinciale sull'energia elettrica. Dopo aver vinto in primo e secondo grado, il caso è arrivato in Cassazione. La Suprema Corte ha rigettato il ricorso del fornitore, confermando il diritto al rimborso addizionale energia. La decisione si fonda su una sentenza della Corte Costituzionale che ha dichiarato l'illegittimità della tassa con effetto retroattivo, rendendo i pagamenti effettuati non dovuti e giustificando l'azione di ripetizione dell'indebito del consumatore direttamente nei confronti del fornitore.
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Rimborso accise energia: la Cassazione decide
Una recente sentenza della Corte di Cassazione ha affrontato il tema del rimborso delle accise sull'energia. Il caso riguardava la richiesta di un'azienda cliente contro la propria società fornitrice per la restituzione dell'addizionale provinciale sull'energia elettrica. La Corte ha rigettato il ricorso della società fornitrice, confermando il diritto al rimborso per il cliente finale. La decisione si fonda su una precedente pronuncia della Corte Costituzionale che ha dichiarato illegittima la norma istitutiva dell'addizionale per contrasto con il diritto europeo, rendendo di fatto il tributo non dovuto fin dall'origine.
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Rimborso addizionale accisa: sì dalla Cassazione
La Corte di Cassazione ha confermato il diritto di un consumatore finale a ottenere il rimborso addizionale accisa sull'energia elettrica dal proprio fornitore. La decisione si fonda sulla sopravvenuta dichiarazione di illegittimità costituzionale della norma che istituiva tale tributo, rendendo il pagamento originario privo di causa e quindi ripetibile ai sensi dell'art. 2033 c.c. La Corte ha rigettato il ricorso della società energetica, stabilendo che l'azione di restituzione va correttamente intentata nei confronti di chi ha materialmente ricevuto la somma, ovvero il fornitore.
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Simulazione assoluta e prescrizione: la Cassazione
La Corte di Cassazione affronta un caso di simulazione assoluta e prescrizione. Due promissari acquirenti, dopo aver stipulato un contratto preliminare, si vedono sottrarre l'immobile a causa di una vendita simulata orchestrata dall'erede del venditore. La Suprema Corte chiarisce che il termine di prescrizione per agire in giudizio per l'adempimento del preliminare non decorre fino a quando la vendita fraudolenta non viene dichiarata nulla con sentenza passata in giudicato. Questo perché l'atto simulato costituisce un doloso occultamento del debito che impedisce l'esercizio del diritto.
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Imposta di registro sentenza: fissa o proporzionale?
La Corte di Cassazione ha stabilito il corretto trattamento fiscale per l'imposta di registro su una sentenza. Quando un provvedimento giudiziario dichiara la nullità di un testamento e, di conseguenza, ordina la restituzione dei beni agli eredi legittimi, si applica un'unica imposta di registro in misura fissa. Le condanne al pagamento non sono considerate atti autonomi soggetti a imposta proporzionale, poiché sono funzionalmente collegate alla dichiarazione di nullità. Resta invece tassata separatamente la successiva divisione giudiziale dell'eredità.
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Scrittura privata: quando passa la proprietà?
La Corte di Cassazione ha stabilito che in caso di compravendita immobiliare tramite scrittura privata, il trasferimento della proprietà avviene al momento della firma dell'accordo, non dalla data della successiva sentenza che ne accerta l'autenticità. Questa sentenza ha natura dichiarativa e non costitutiva, con effetto retroattivo. Di conseguenza, l'acquirente è tenuto al pagamento delle imposte sull'immobile fin dalla data della scrittura privata. L'eventuale pagamento di tali imposte da parte del venditore costituisce un arricchimento senza causa per l'acquirente, dando diritto al rimborso.
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Notifica del titolo: quando il precetto è invalido
La Corte di Cassazione ha esaminato un caso in cui un legale notificava un precetto basato su due sentenze. Poiché una delle due sentenze non era stata previamente notificata alla parte debitrice, la Corte ha confermato l'invalidità del precetto. È stato chiarito che l'opposizione per mancata notifica del titolo esecutivo è un'opposizione agli atti esecutivi, la cui decisione di primo grado non è appellabile ma ricorribile direttamente in Cassazione. La Corte ha inoltre specificato che una ratifica successiva da parte del titolare del credito non può sanare l'originaria carenza di legittimazione del soggetto che ha emesso il precetto.
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Cessione del credito: Gazzetta Ufficiale non basta
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza in esame, ha stabilito un principio fondamentale in materia di cessione del credito in blocco. Se il debitore contesta l'avvenuta cessione, la sola pubblicazione dell'avviso in Gazzetta Ufficiale non costituisce prova sufficiente della titolarità del credito in capo al cessionario. Quest'ultimo deve fornire prove più concrete, come il contratto di cessione. La Corte ha inoltre dichiarato inammissibile l'intervento nel processo d'appello del nuovo creditore avvenuto dopo la precisazione delle conclusioni, cassando con rinvio la sentenza impugnata.
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Rinnovazione citazione: salva il termine di opposizione
Una recente ordinanza della Corte di Cassazione chiarisce un punto fondamentale della procedura civile: la rinnovazione di una citazione nulla ha effetto retroattivo ('ex tunc'). Nel caso esaminato, un'opposizione agli atti esecutivi, inizialmente notificata in modo errato, è stata considerata tempestiva perché la sanatoria del vizio opera dal momento della prima notifica, salvando così il termine di decadenza di venti giorni. La Corte ha cassato la sentenza di merito che aveva erroneamente dichiarato tardiva l'opposizione, basandosi sulla data della seconda notifica.
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Litisconsorzio necessario: effetti sulla usucapione
In una causa per usucapione iniziata nel 1982, la Corte di Cassazione chiarisce un punto cruciale del litisconsorzio necessario. La Corte ha stabilito che l'integrazione successiva di un litisconsorte necessario, inizialmente non citato in giudizio, ha un effetto sanante retroattivo. Questo significa che l'interruzione del termine per l'usucapione si estende anche al soggetto integrato, a partire dalla data della notifica originaria, impedendo così il compimento della stessa.
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Usucapione tra parenti: quando è valida?
Una controversia tra eredi sulla proprietà di un appartamento porta la Corte di Cassazione a definire i limiti dell'usucapione tra parenti. La Corte ha stabilito che la costruzione ex novo di un'abitazione, l'uso come residenza familiare per decenni e l'accollo esclusivo delle spese fiscali sono prove di un possesso uti dominus, idonee a superare la semplice presunzione di tolleranza familiare, confermando così l'acquisto della proprietà per usucapione da parte di un fratello nei confronti degli eredi dell'altro.
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Risoluzione contratto auto: che fare se non la consegnano
Un'acquirente ha ordinato un'auto nuova, pagando caparra e saldo, ma la consegna è stata ritardata di mesi. Dopo aver tentato il recesso, si è rivolta al Tribunale, che ha dichiarato la risoluzione del contratto per grave inadempimento della concessionaria. Quest'ultima è stata condannata a restituire tutte le somme versate e a farsi carico della voltura del veicolo, che aveva illegittimamente intestato all'acquirente.
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Contratto a termine illegittimo: sì al risarcimento
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 8385/2019, stabilisce che in caso di contratto a termine illegittimo, la conversione in rapporto a tempo indeterminato ha effetto retroattivo ('ex tunc'). Al lavoratore spetta sia un'indennità onnicomprensiva per il periodo tra la scadenza del termine e la sentenza, sia il diritto alla riammissione e alle retribuzioni maturate dalla data della sentenza in poi, poiché il rapporto di lavoro si considera mai interrotto.
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Notifica operatore privato: la Cassazione attende
L'ordinanza interlocutoria n. 34421/2019 della Corte di Cassazione affronta il tema della validità di una notifica di un appello tributario effettuata tramite operatore privato prima della liberalizzazione del servizio. La Commissione Tributaria Regionale aveva dichiarato l'appello inammissibile, ritenendo la notifica giuridicamente inesistente. L'Agenzia delle Entrate ha proposto ricorso, sostenendo si trattasse al più di una nullità sanabile. La Cassazione, riconoscendo che la questione sulla notifica con operatore privato è di particolare importanza e già rimessa ad altre ordinanze, ha sospeso il giudizio in attesa della pronuncia delle Sezioni Unite.
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Periodo di prova non superato: si può essere riassunti?
Una docente, dopo un periodo di prova non superato in un precedente contratto, vince un nuovo concorso. L'amministrazione le nega l'assunzione, equiparando il mancato superamento della prova a un licenziamento per scarso rendimento. La Corte d'Appello ribalta la decisione, stabilendo che il periodo di prova non superato esaurisce i suoi effetti nel contratto specifico e non preclude una nuova assunzione. Si tratta di due istituti giuridici distinti e non assimilabili.
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Inammissibilità appello: motivi e conseguenze
La Corte d'Appello dichiara l'inammissibilità dell'appello proposto da un promittente venditore contro la sentenza che lo condannava a restituire una somma a una curatela fallimentare. La decisione si fonda su vizi procedurali, come la riproposizione di eccezioni già respinte in sede cautelare e la genericità dei motivi di gravame. La Corte ha inoltre condannato l'appellante per lite temeraria, evidenziando la manifesta infondatezza delle sue censure.
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Pensione Quota 100: quando è cumulabile con il lavoro
Un pensionato che beneficiava della "Pensione Quota 100" ha svolto un breve periodo di lavoro dipendente, percependo un reddito minimo. L'ente previdenziale ha richiesto la restituzione dell'intera annualità di pensione, sostenendo un'incompatibilità assoluta. Il Tribunale di Brescia ha accolto la tesi del pensionato, stabilendo che la "incumulabilità" prevista dalla legge non comporta la perdita dell'intera pensione, ma solo la sospensione dei ratei mensili percepiti durante i mesi di effettiva attività lavorativa. Di conseguenza, l'ente è stato condannato a restituire le somme trattenute in eccesso.
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