Una lavoratrice è stata condannata per il reato di falsa testimonianza per aver dichiarato, in una causa di lavoro, di non aver mai lavorato per un'azienda e di non conoscere un collega licenziato. In realtà, la donna lavorava in nero per una società satellite gestita dallo stesso gruppo, mentre percepiva l'indennità di disoccupazione NASPI. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso della donna, confermando la condanna a due anni di reclusione (pena sospesa). I giudici hanno chiarito che la falsa testimonianza si configura se le dichiarazioni sono pertinenti al momento della deposizione (valutazione ex ante), a nulla rilevando che abbiano poi concretamente influenzato la decisione finale del giudice civile.
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