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Eventus Damni — Anno 2024

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69 provvedimenti applicano questo termine

Altri anni per Eventus Damni

Provvedimenti

Fondo patrimoniale: inefficace se lede il creditore
La Cassazione conferma l'inefficacia di un fondo patrimoniale costituito in danno dei creditori. Rigettate le eccezioni sulla successione nel credito, sull'abuso del processo e sulla nullità della fideiussione per clausole ABI. L'azione revocatoria è uno strumento valido per tutelare la garanzia patrimoniale del creditore.
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Revocatoria trust: Cassazione inammissibile ricorso
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso presentato dai disponenti di un trust familiare avverso la sentenza che aveva accolto l'azione di revocatoria trust promossa da una banca creditrice. La Corte ha ritenuto che i motivi di ricorso fossero infondati, in parte perché miravano a un riesame del merito non consentito in sede di legittimità, e in parte per carenza di interesse, confermando l'inefficacia dell'atto di conferimento dei beni immobili nel trust nei confronti del creditore.
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Incompatibilità giudice relatore: Cassazione rinvia
In un caso di azione revocatoria, la Corte di Cassazione sospende la decisione per una questione procedurale cruciale. Si attende il verdetto delle Sezioni Unite sulla potenziale incompatibilità del giudice relatore che aveva precedentemente proposto la definizione accelerata del ricorso. La Corte ha quindi disposto il rinvio a nuovo ruolo della causa.
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Cessione del credito e azione revocatoria: la Cassazione
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 7395/2024, ha stabilito che in caso di cessione del credito, il nuovo creditore può subentrare e proseguire l'azione revocatoria iniziata dal creditore originario. La Corte ha rigettato i ricorsi dei debitori che contestavano tale successione nel processo e la sussistenza dei presupposti per la revoca di atti di disposizione patrimoniale, confermando la decisione della Corte d'Appello.
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Azione revocatoria: quando la vendita è valida?
Una società cooperativa in liquidazione ha tentato un'azione revocatoria contro la vendita di un complesso industriale. La Cassazione ha respinto il ricorso, confermando la validità dell'operazione. La Corte ha ritenuto non provati gli elementi chiave dell'azione, come il danno ai creditori (eventus damni) e la consapevolezza del terzo, data la complessità e la finalità risanatoria dell'intera operazione.
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Impugnazione ordinanza 348 bis: limiti e inammissibilità
Un debitore, a seguito di un'azione revocatoria su una donazione, ha contestato la valutazione del suo patrimonio. La Corte d'Appello ha respinto il gravame con un'ordinanza di inammissibilità ex art. 348 bis c.p.c. La Corte di Cassazione, investita della questione, ha dichiarato il ricorso inammissibile, ribadendo un principio fondamentale: l'ordinanza che conferma la sentenza di primo grado non è autonomamente impugnabile per motivi di merito, anche se la motivazione è parzialmente diversa. L'unico atto impugnabile resta la sentenza del tribunale.
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Vendita indiretta: revocatoria e tutela dei creditori
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 6583/2024, ha confermato la decisione di merito che qualificava una complessa operazione immobiliare come vendita indiretta. L'operazione, volta a evitare una doppia imposizione fiscale, consisteva nella vendita di un immobile da parte di un procuratore speciale (acquirente sostanziale) a una società terza, senza che il bene transitasse formalmente nel patrimonio del procuratore. I creditori del procuratore hanno agito con azione revocatoria. La Corte ha stabilito che anche una vendita indiretta costituisce un atto dispositivo lesivo della garanzia patrimoniale, suscettibile di essere dichiarato inefficace, confermando che il pregiudizio per i creditori (eventus damni) sussiste anche in caso di mera trasformazione del patrimonio del debitore in beni più difficilmente aggredibili.
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Azione revocatoria: quando l’atto è pregiudizievole
La Corte di Cassazione conferma la revoca di alcuni atti di disposizione patrimoniale compiuti da fideiussori a danno di un istituto di credito. La sentenza chiarisce che per l'azione revocatoria è sufficiente che l'atto renda più incerta o difficile la riscossione del credito. Si precisa inoltre che la pendenza di un giudizio sulla validità del credito non impone la sospensione del processo revocatorio e che l'onere di dimostrare la sufficienza del patrimonio residuo grava sul debitore.
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Eccezione in senso stretto: la Cassazione decide
Una coppia impugna in Cassazione la declaratoria di inefficacia di un atto di vendita immobiliare tra coniugi, sostenendo di aver sollevato tardivamente un'eccezione. La Corte Suprema rigetta il ricorso, confermando che l'irrevocabilità dell'atto dispositivo compiuto per pagare un debito scaduto costituisce un'eccezione in senso stretto, da proporsi tassativamente nella prima difesa utile, pena la decadenza. La sentenza ribadisce il consolidato orientamento giurisprudenziale sulla natura e i tempi di proposizione di tale difesa.
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Azione revocatoria ordinaria: vendita e tutela del credito
L'erede di un socio di maggioranza ottiene la revoca della vendita dell'azienda sociale tramite un'azione revocatoria ordinaria. La Cassazione conferma che una notevole sproporzione tra prezzo di vendita e valore di mercato è sufficiente a presumere la consapevolezza del pregiudizio da parte dell'acquirente, tutelando così il creditore.
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Azione revocatoria: quando la prova non basta
Una società creditrice ha intentato un'azione revocatoria contro la vendita di un immobile da parte di una società debitrice a un terzo acquirente. La Corte di Cassazione ha confermato la decisione d'appello, rigettando la domanda per mancanza di prova sulla consapevolezza del terzo riguardo al pregiudizio arrecato al creditore. La sentenza sottolinea come il rapporto di parentela con un ex socio non sia di per sé sufficiente a fondare una presunzione di 'scientia damni'.
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Azione revocatoria fondo patrimoniale: la guida
La Corte di Cassazione conferma la legittimità di un'azione revocatoria su un fondo patrimoniale, anche se l'immobile conferito è gravato da ipoteca. La sentenza chiarisce che per l'azione revocatoria fondo patrimoniale è sufficiente la consapevolezza del debitore di arrecare un potenziale pregiudizio al creditore (scientia damni) e che il danno (eventus damni) va valutato in prospettiva futura, rendendo irrilevante la garanzia ipotecaria esistente al momento dell'atto.
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Azione revocatoria: si trasferisce con la cessione?
L'ordinanza interlocutoria della Corte di Cassazione affronta la complessa questione della trasferibilità dell'azione revocatoria in caso di cessione del credito. Dei debitori si oppongono al subentro di una società cessionaria in un'azione revocatoria iniziata dal creditore originario, sostenendo che tale azione non sia accessoria al credito. Data la complessità delle questioni sollevate, che toccano la natura stessa dell'azione pauliana e le sue interazioni con la procedura civile, la Corte ha ritenuto necessario rinviare la causa a una pubblica udienza per un esame più approfondito, senza decidere nel merito.
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Ricorso per Cassazione: quando è inammissibile
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso riguardante un'azione revocatoria su una donazione tra familiari. La decisione sottolinea che il Ricorso per Cassazione non può essere utilizzato per riesaminare i fatti o le prove, ma solo per contestare errori di diritto. Poiché i motivi del ricorso miravano a una rivalutazione del merito, già decisa dalla Corte d'Appello, l'impugnazione è stata respinta con condanna alle spese.
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Azione revocatoria: ricorso inammissibile in Cassazione
Una banca creditrice ha avviato un'azione revocatoria contro due fideiussori che avevano donato le loro proprietà ai figli. I tribunali di merito hanno accolto la richiesta della banca, rendendo la donazione inefficace nei suoi confronti. I fideiussori hanno presentato ricorso alla Corte di Cassazione, la quale ha dichiarato il ricorso inammissibile a causa di gravi vizi procedurali. In particolare, i ricorrenti non hanno riprodotto adeguatamente nel loro atto i documenti e le prove contestate, trasformando il ricorso in un'inammissibile richiesta di riesame del merito, funzione preclusa alla Suprema Corte. La sentenza ribadisce i rigorosi requisiti formali per i ricorsi in Cassazione.
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Azione revocatoria: valida anche con ipoteche sul bene
La Corte di Cassazione ha confermato che un'azione revocatoria è ammissibile anche se l'immobile venduto dal debitore è gravato da ipoteche. Un debitore, convenuto in revocatoria, sosteneva che la rinuncia all'esecuzione forzata da parte di un creditore ipotecario eliminasse il pregiudizio per gli altri creditori. La Corte ha rigettato tale tesi, chiarendo che la rinuncia all'esecuzione non estingue il debito né la garanzia ipotecaria. Di conseguenza, il rischio di danno (eventus damni) per gli altri creditori permane, giustificando l'accoglimento dell'azione revocatoria.
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Azione revocatoria: il deposito esclude il danno?
Un professionista agisce con azione revocatoria contro una donazione fatta dal suo debitore ai figli. La Cassazione respinge il ricorso, confermando che il deposito di una somma a garanzia del credito, pur se successivo, fa venir meno il presupposto del danno (eventus damni), rendendo l'azione infondata.
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Azione revocatoria: quando è impugnabile un atto
La Corte di Cassazione analizza un caso di azione revocatoria contro un conferimento immobiliare in una società e la successiva cessione delle quote. La Corte ha ritenuto che la sostituzione di un bene stabile (immobile) con uno più volatile (quote societarie) costituisce un pregiudizio per i creditori ('eventus damni'), anche in presenza di un'ipoteca sul bene. L'operazione rende infatti più incerta e difficile la soddisfazione del credito. Di conseguenza, ha dichiarato inammissibile il ricorso della società debitrice, confermando le decisioni dei giudici di merito che avevano accolto l'azione revocatoria.
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Azione revocatoria: vendita immobile per frode creditore
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di una società che aveva acquistato l'unico immobile di un'altra azienda debitrice. La Corte ha confermato la decisione di merito che, tramite un'azione revocatoria, aveva dichiarato la vendita inefficace nei confronti del creditore. Sono stati ritenuti sussistenti sia il pregiudizio per il creditore (eventus damni), dato che la vendita rendeva più difficile il recupero del credito, sia la consapevolezza del danno (consilium fraudis) da parte dell'acquirente, provata tramite presunzioni quali le particolari modalità di pagamento e la menzione del debito nell'atto di compravendita.
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Azione revocatoria: vendita tra società dello stesso gruppo
La Corte di Cassazione conferma la revoca di una vendita immobiliare tra due società appartenenti allo stesso gruppo. L'ordinanza chiarisce che per esperire l'azione revocatoria è sufficiente un credito anche solo litigioso, non ancora accertato giudizialmente. Inoltre, la consapevolezza del pregiudizio (scientia damni) si può presumere dal legame tra le società, rendendo l'atto di disposizione inefficace nei confronti del creditore danneggiato.
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