Un uomo, condannato con sentenze definitive per traffico di stupefacenti in Italia, Spagna e Marocco, ha chiesto di unificare le pene tramite la continuazione tra reati. Sosteneva che tutte le sue attività facessero parte di un unico piano. La Corte di Cassazione ha respinto la sua richiesta. I giudici hanno stabilito che la grande diversità di luoghi, complici e modalità operative non dimostrava un progetto unitario, ma piuttosto uno 'stile di vita criminale'. Questa condizione non permette di applicare il beneficio della continuazione tra reati, che richiede una programmazione originaria e specifica, non una generica propensione a delinquere per mantenersi.
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